Viviamo l’Epifania tra culto e tradizioni

4 Gennaio 2018 News

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Credit Mondadori Portfolio

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Il 6 gennaio festeggiamo l’Epifania del Signore, il giorno che, come recita il detto popolare, “tutte le feste porta via”. Per i bambini è il giorno in cui arriva la Befana carica di dolci e doni, in realtà, si tratta di una importante festa religiosa che porta con sé anche tradizioni pagane, folcloristiche e popolari. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

La Stella Cometa

Tutti gli studi più recenti concordano sul fatto che nessuna cometa sia effettivamente passata intorno all’anno della nascita di Gesù. È certo, però, che una stella anomala, particolarmente brillante, sia apparsa a intermittenza in quel periodo. Potrebbe essere questa la stella seguita di cui parla il Vangelo e che i Magi seguirono per raggiungere Betlemme.

La Befana

Per assonanza l’Epifania è diventata anche la festa della Befana. Secondo la tradizione è una vecchia brutta e malvestita che vola su una scopa e fa visita ai bambini nella notte tra i 5 e il 6 gennaio e riempire le calze appese al camino o alla finestra. Chi si è comportato bene durante l’anno riceve dolci e giocattoli mentre i bambini che non sono stati bravi ricevono pezzi di carbone.

Ma Perché la Befana porta i dolci?

La tradizione affonda le radici in una leggenda: quando i Magi si stavano recando da Gesù Bambino le chiesero quale fosse la strada giusta. Lei si rifiutò di aiutarli, ma poco dopo si pentì e andò a cercarli portando con sé un cesto di dolci. Non avendoli trovati, decise di distribuirli a tutti i bambini nelle case che incontrava, sperando che uno di loro fosse Gesù.

E perché porta 

il carbone?

Anche in questo caso bisogna rifarsi alla tradizione. La figura della Befana è stata associata in passato a quella di una strega e le streghe venivano bruciate sul rogo. È stata anche usata per simboleggiare l’anno vecchio appena trascorso e bruciata per assicurarsi un nuovo anno felice. 

Come viene celebrata la Befana?

In diverse regioni italiane si dà vita al “falò della vecchia”: un pupazzo di stracci viene bruciato in piazza dopo avere fatto un giro per le vie del centro su un carro (Toscana ed Emilia Romagna). In Veneto il falò si chiama “panevin” così come in Friuli Venezia Giulia, dove viene accompagnato dal vin brulé e da focacce tipiche. Secondo una tradizione marchigiana l’arrivo della Befana coincide con il ritorno dei defunti: sono loro che portano i dolci.

L’Epifania:Il termine Epifania deriva dal greco “Epiphaneia” e significa “manifestazione, apparizione”. Indica la prima manifestazione della divinità di Gesù all’umanità con la visita e l’adorazione dei Magi che portano in dono al Bambino oro, incenso e mirra. Viene celebrata dodici giorni dopo il Natale, appunto il 6 gennaio.

I Magi

Non erano re e, probabilmente, non erano nemmeno tre. Il numero è entrato nella tradizione perché tre sono i doni indicati nel Vangelo. Non c’è alcuna conferma nei Vangeli che si chiamassero Baldassarre, Melchiorre e Gaspare. Probabilmente erano astronomi arrivati dall’Oriente. 

Quali sono i dolci tipici dell’epifania?

Tra le tante specialità troviamo: la Focaccia della Befana (si prepara mettendo nell’impasto una moneta benaugurale); i Befanini (biscotti toscani aromatizzati al rum) e la Pinza de la Marantega (un pane dolce veneto poco lievitato, preparato con farina, uvetta, fichi secchi, pinoli, arancia candita e grappa). 

In Spagna si prepara il Roscòn de Reyes (foto): una ciambella coi canditi.

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