Visita a sorpresa: il Papa prende un tè con gli anziani

19 Gennaio 2016 Mondo di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Se vuoi far felice un anziano, vai a trovarlo, fagli compagnia, ascolta le sue storie. E così ha fatto il Papa venerdì scorso, visitando a sorpresa i 33 “nonni” ricoverati presso la casa di riposo “Bruno Buozzi”, in via di Torre Spaccata, alla periferia Est di Roma.

Anche in questo caso, come per la visita a Greccio, è stata una sorpresa: nessuno sapeva niente e Francesco è arrivato, poco dopo le 16, a bordo della Ford Focus blu, accompagnato solo dalla scorta e da monsignor Rino Fisichella, incaricato dell’organizzazione del Giubileo della Misericordia.

Sì, perché questo è stato il primo dei cosiddetti “Venerdì della Misericordia”, in cui il Papa stesso ha promesso di compiere, una volta al mese, un’opera di carità. E carità non vuol dire denaro, beneficienza, ma amore, vicinanza, condivisione e donazione, anche di un po’ del nostro tempo.

Seduto in mezzo a loro, come uno di loro, Francesco ha stretto mani, ha fatto foto ricordo, ha bevuto il tè e mangiato qualche pasticcino, li ha ascoltati con attenzione e a ciascuno ha detto: «Ricordati di quanto sei prezioso!».

Gli anziani a costo di prendere freddo, hanno voluto poi accompagnare il Pontefice sul piazzale antistante l’edificio, fin dentro la vettura, salutandolo e mandandogli dei baci con la mano. La stessa felicità, lo stesso clima di gioia inaspettata, si è vissuto nella vicina Casa Iride, una delle strutture pubbliche dedicate in Italia alla cura di persone in stato vegetativo persistente, dove Bergoglio, sempre con la sua discrezione, aveva fatto la sua prima tappa. 

Questo luogo di sofferenza, in cui sono ospitati 7 pazienti con i rispettivi familiari, si è colorato per quasi un’ora della luce della speranza che il Papa ha voluto portare. Anche qui, uno per uno, ha benedetto i malati, li ha baciati e ha regalato parole di conforto ai genitori, tanto emozionati.

«È stato un incontro di una semplicità, di una fraternità e di un amore straordinari» ha raccontato padre Lucio Zappatore, parroco della Chiesa di Santa Maria Regina Mundi, a Torre Spaccata, che ha saputo poco prima della visita di Francesco. E ha rivelato: «Monsignor Fisichella una settimana fa è venuto a vedere queste due realtà e ha detto che era proprio quello che il Papa desiderava visitare, ma la cosa più bella è che tutto è stato fatto nel segreto più assoluto».

Senza il clamore della stampa, dunque, ma con quello del cuore di chi, in questo giorno ha ricevuto un regalo straordinario. «Il nostro», ha proseguito padre Lucio «è un quartiere delle periferie esistenziali di cui parla il Papa, ecco perché lui è stato contento di visitare queste realtà». Altro fuori programma, l’incontro con gli operatori e i familiari dei disabili adulti ospitati nel “Circolo Iavazzo” che si trova a metà strada tra le due strutture:  appena si è sparsa la notizia tutti si sono precipitati nel cortile e hanno aspettato il Pontefice nel trasferimento tra la Casa di riposo e Casa Iride.

Francesco li ha visti, ha visto anche i bambini e non ha potuto fare a meno di fermarsi per un abbraccio. Ha concluso padre Lucio: «Il quartiere di Torre Spaccata vivrà questa visita come un segno. Francesco ha voluto far vedere a noi sacerdoti e a tutti i cristiani che le opere di misericordia corporali e spirituali vanno vissute, entrando nella vita delle persone che hanno bisogno».  

di Cecilia Seppia 

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