Vi diciamo cosa è stato deciso nel Sinodo

28 Ottobre 2015 Mondo di Francesco, News

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Credit Getty Images

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Il Sinodo dei vescovi sulla famiglia ha approvato una relazione finale composta da 94 paragrafi che affronta tutti i problemi della famiglia nel mondo.

Obiettivo del Sinodo, infatti era quello di capire come aiutarla e sostenerla. La relazione mette in evidenza le difficoltà delle famiglie in diversi contesti di povertà, conflitti, emarginazione sociale, e anche di fronte alle sfide poste da impostazioni culturali che mettono in discussione il valore dell’unione coniugale.

Affronta, poi, il problema dei matrimoni tra fedeli di diverse religioni, le convivenze, i cosiddetti “matrimoni di prova” diffusi soprattutto in Africa, il controllo delle nascite…

In questo sguardo sulla situazione mondiale, si mettono poi a fuoco alcune questioni che riguardano più da vicino i Paesi occidentali: le unioni civili, i divorziati risposati, i single, i figli con un solo genitore, il ricorso alla procreazione assistita…

La visione complessiva del documento è positiva: «Nonostante i segnali di crisi dell’istituto familiare, nei vari contesti, il desiderio di famiglia resta vivo nelle giovani generazioni», si legge.

Si è parlato molto della questione dei divorziati risposati: cambierà qualcosa?Al momento non cambierà nulla, poiché le indicazioni contenute nella relazione finale non si applicano immediatamente.

È un testo che viene consegnato al Papa affinché, sulla scorta della riflessione della Chiesa mondiale, «valuti l’opportunità» di preparare un documento sulla famiglia.

La relazione però dà delle indicazioni per favorire l’accoglienza dei divorziati risposati nella Chiesa e, in prospettiva, il loro accesso ai sacramenti, pur ribadendo il principio dell’indissolubilità del matrimonio. Stabilisce infatti che va affidata al «discernimento pastorale» la decisione se riammettere i divorziati risposati nella piena comunione con la Chiesa.

In concreto significa che attraverso il colloquio personale ogni sacerdote potrà valutare caso per caso. In questo colloquio i divorziati risposati dovranno fare «un esame di coscienza» e «chiedersi come si sono comportati verso i loro figli, se ci sono stati tentativi di riconciliazione, come è la situazione del partner abbandonato» e così via.

Bisognerà vedere come il Papa accoglierà queste indicazioni e quando deciderà di intervenire. Molti sono convinti che un suo pronunciamento non tarderà. .

Che giudizio dà il documento sulle convivenze?La relazione finale ribadisce il valore del matrimonio, tuttavia riconosce che «la scelta del matrimonio civile o, in diversi casi, della semplice convivenza, molto spesso è motivata da situazioni culturali e contingenti».

Anche nelle convivenze perciò si ritrovano «quei segni di amore che propriamente corrispondono al riflesso dell’amore di Dio in un autentico progetto coniugale». Per questo i padri sinodali invitano la Chiesa a prendersi cura di queste unioni cercando di accompagnarle in un cammino di crescita che possa condurre al «matrimonio sacramentale».

Sugli omosessuali è stato fatto un passo indietro?Rispetto al Sinodo dell’anno passato, il tema dell’omosessualità è stato affrontato in maniera assai ridotta.

Probabilmente ha influito lo scandalo del teologo polacco, monsignor Krzysztof Charamsa che alla vigilia dell’inizio dei lavori ha svelato di essere omosessuale e di avere da anni una doppia vita con un compagno.

Il Sinodo non ha affrontato il tema delle coppie omosessuali ma ha ribadito che «nei confronti delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, la Chiesa ribadisce che ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, vada rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto».

I vescovi si sono divisi sul documento finale? La discussione tra i 270 padri sinodali è stata molto aperta e libera, come ha osservato il Papa nel discorso finale.

Non sono mancate le differenze di opinioni, ma alla fine è stata raggiunta la maggioranza qualificata, cioè i due terzi dei voti, su tutti i 94 paragrafi del documento. I paragrafi che hanno ottenuto il maggior numero di voti contrari sono stati quelli dedicati all’accoglienza nella Chiesa dei divorziati risposati.

Tuttavia non si può parlare di una spaccatura, ma di due diverse sensibilità a confronto: una più rivolta alla difesa della dottrina e della tradizione, un’altra più attenta agli aspetti pastorali, cioè al rapporto della Chiesa con il mondo di oggi. Ma tutti, vescovi e cardinali, hanno mostrato la volontà di trovare sinceramente un punto comune di incontro.

TUTTI I NUMERI DELLA XIV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI

Partecipanti al Sinodo con diritto di parola:

Padri sinodali: 270 persone (sono i partecipanti “a pieno titolo” all’assemblea: intervengono e votano).

Delegati Fraterni: 14 persone (sono i rappresentanti di altre confessioni cristiane; rappresentano
per esempio, i copto-ortodossi, i siro-ortodossi, i metodisti… Intervengono dando il oro punto di vista).

Uditori e uditrici: 51 persone (17 coppie e 17 singoli: 

laici e religiosi, hanno il compito di raccontare al Sinodo le loro testimonianze di vita e di studio).

Numero di interventi effettivi:

Padri sinodali: 328 interventi.

Uditori e uditrici: 17 interventi in coppia e 16 singoli.

Delegati fraterni: 13 interventi.

Inoltre: 51 interventi a proposito della Relazione Finale.

Numero di ore di Congregazione generale:54 ore (la congregazione generale è la discussione a cui partecipano tutti: si svolge in assemblea plenaria). 

Numero di ore di Circoli minori: 36 ore (i circoli minori sono gruppi di lavoro più piccoli, organizzati in base alla lingua dei partecipanti: italiano, inglese,
francese, spagnolo, tedesco).

Accrediti:464 persone sono state accreditate (ovvero autorizzate dalla Santa Sede) per seguire l’Assemblea ordinaria del Sinodo sulla Famiglia:

l227 persone che lavorano per il settore video

l194 tra giornalisti, addetti stampa, eccetera

l43 fotografi che lavorano per agenzie fotografiche, giornali e siti web

provenienti da: Europa (366 persone); America del Nord (54 persone); America Latina (35 persone); Asia (5 persone) Africa (3 persone); Oceania (1 persona).

L’Ufficio Accrediti ha rilasciato anche circa 100 autorizzazioni per accedere all’Augustinianum (una struttura universitaria cattolica con sede In via Paolo VI, a Roma) dove sono stati intervistati circa 40 padri sinodali.

di Ignazio Ingrao

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