Il vento nuovo di Papa Francesco

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Sorridente e deciso, il Pontefice sa prendere decisioni difficili in breve tempo (credit: AGF)

Sorridente, ma anche deciso, il Pontefice sa prendere decisioni difficili in breve tempo (credit: AGF)

Sono andati a prenderlo alla fine del mondo (anche) perché cambiasse la Chiesa. E lui ha iniziato a farlo sin dai primi minuti di pontificato, quando ha scelto il nome del poverello di Assisi: Francesco. Sono passati meno di due anni e la frase “Il vento è cambiato” non è solo un titolo a effetto: Jorge Bergoglio da Buenos Aires sta cambiando davvero la Chiesa. Con le parole e, di più, con i fatti. Quelli che lo riguardano da vicino: lo stile di vita sobrio, l’appartamentino di Santa Marta, l’utilitaria blu, simboli della sua Chiesa povera per i poveri… E soprattutto quelli che contano dentro le mura leonine.

In Vaticano, infatti, Francesco sta facendo una rivoluzione. È di pochi giorni fa la rimozione del cardinale americano Raymond Leo Burke, uno dei suoi avversari più agguerriti nel Sinodo dello scorso ottobre sull’apertura ai divorziati risposati e agli omosessuali; da Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica (massimo organo giurisdizionale della Santa Sede) è stato nominato Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, un titolo di fatto solo onorifico. Il giro di nomine che ha coinvolto Burke è arrivato a una manciata di ore da un altro “caso”, quello del Tribunale della Sacra Rota su cui il vento nuovo di Francesco ha soffiato auspicando che diventassero gratuiti i processi di annullamento matrimoniale per i quali, ancora oggi, è necessario un cospicuo esborso economico. Prima ancora era toccato alla nuova regola sull’età obbligatoria di pensionamento di vescovi e titolari di incarichi di nomina pontificia: tutti a riposo a 75 anni, perché il “potere” non duri per sempre.

Il gesto rivoluzionario del Papa che finora, tuttavia, ha scaldato anche gli animi più tiepidi è stata la presa di posizione netta e determinata contro i preti pedofili. L’operazione anti-pedofilia (che già durante il pontificato di Benedetto XVI aveva portato alla riduzione allo stato laicale di oltre 800 sacerdoti) ha raggiunto il culmine in settembre quando Bergoglio ha autorizzato l’arresto in Vaticano di monsignor Wesolowski, arcivescovo polacco e già nunzio apostolico nella Repubblica Dominicana, condannato in prima istanza dalla Congregazione della Dottrina della Fede alla riduzione allo stato laicale per avere abusato di ragazzini.

Tolleranza zero” anche nella riforma dello Ior, l’Istituto per le Opere Religiose (la “banca del Vaticano”), più volte coinvolto in scandali finanziari. All’inizio del 2014 Francesco ha rinnovato la commissione cardinalizia di vigilanza sullo Ior per un quinquennio, nonostante la precedente fosse stata nominata solo un anno prima (doveva rimanere in carica fino al 2018): della precedente è rimasto solo Jean Louis Tauran (il cardinale che ha proclamato l’Habemus Papam di Bergoglio), mentre l’uscita che ha fatto più rumore è stata quella
dell’ex Segretario di Stato Tarcisio Bertone. Ed è stato solo l’inizio.

di Tiziana Lupi

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