Una Vespa in regalo a papa Francesco

5 settembre 2018 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Mattinata domenicale rumorosa in Vaticano. Verso le 11 si sono presentati,  provenienti da tutto il mondo, più di 600 “vespisti”, gli affezionati del popolare scooter della Piaggio. Dopo una passerella in via della Conciliazione, hanno parcheggiato nel piazzale di fronte all’Aula Paolo VI. I “vespisti” sono venuti per partecipare all’Angelus di mezzogiorno: è stato l’appuntamento che ha concluso il 2° raduno Roma Caput Vespa, organizzato dal Club Vespa nel Tempo. 

Una piccola delegazione si è poi staccata dal gruppo per raggiungere Casa Santa Marta. Portavano in dono al Papa una particolare Vespa 50 R del 1971, restaurata, dipinta e abbellita con gli stemmi papali. Racconta Giuliano Ianiro, presidente del Club Vespa nel Tempo: «Volevamo fare un regalo a Francesco. Mi sono fatto aiutare da amici sacerdoti e alla fine il tutto si è realizzato per questa occasione».

Il “gancio” dell’iniziativa è stato il cardinale Krajewski, Elemosiniere del Papa. Vedendo la Vespa pronta alla consegna, il cardinale ha chiesto: «È bella! E… funziona pure?». «Certo, se vuole può fare un giro», ha garantito Ianiro. L’Elemosiniere non se l’è fatto dire due volte: saltato in sella, ha avviato il motore  ed è partito. «Mi è sembrato un appassionato di due ruote» ha detto Ianiro. E in effetti è così. Don Corrado ama soprattutto le moto di grande cilindrata: in passato non si è fatto mancare lunghi viaggi da Roma fino in Polonia.

All’arrivo del Papa si è presentato anche Giuseppe Cau, un pilota leggendario per gli appassionati della Vespa che vedono lo scooter anche come moto da gara. Cau ha 90 anni e 70 li ha passati a valorizzare lo scooter prima nell’officina del padre a Roma e poi alla Piaggio a Pontedera (PI), chiamato dallo stesso Enrico Piaggio, l’imprenditore che diede vita alla Vespa, per migliorare con i suoi suggerimenti lo scooter. Cau ha dato al Papa anche il libro Il Cavaliere della Vespa nel quale si narra la sua storia. Francesco ha donato due rosari ringraziando della Vespa ricevuta. 

Krajewski si è riservato un ultimo giro. Il Papa lo ha guardato e gli ha detto: «Corrado, mi raccomando il casco». Incurante della raccomandazione, in cardinale si è diretto per un breve giro verso i Giardini Vaticani sotto lo sguardo incredulo dei gendarmi. «Mandatemi la multa in ufficio», ha detto. Al che Cau ha commentato, rivolgendosi a Francesco: «È un bel birbante! Anzi se la guardo bene secondo me anche lei ha la faccia birbantella». Il Papa ha riso alla battuta: ama la spontaneità, soprattutto degli anziani. Che ne sarà della Vespa? Krajewski dice: «Non sappiamo se darla a qualche famiglia che ha bisogno oppure fare un’asta di beneficenza come accaduto in passato. È certo che sarà usata per le opere di carità del Santo Padre». Ma ricordatevi tutti di usare il casco, cari lettori!

LA VESPA PAPALE IN DETTAGLIO

La Piaggio Vespa donata a papa Francesco è una 50 R del 1971 e fa parte della prima di due generazioni della gamma realizzata fra il 1969 e il 1983 e prodotta in quasi 240mila esemplari. È stato uno dei modelli di maggior successo. 

La versione “papale” riporta sul retro una targa come quelle presenti su tutti i veicoli in circolazione, ma realizzata “ad hoc”: BF362918. Le due lettere sono le iniziali della parole Bergoglio e Francesco; le prime due cifre indicano l’anno di nascita di Francesco; le ultime quattro il mese e l’anno della consegna in Vaticano.  

La Vespa 50 R ha ruote da 9 pollici con freni a tamburo, motore da 49 centimetri cubici da 1,5 CV, cambio a tre marce con comando sulla manopola sinistra del manubrio. Tocca i 40 km/h e con un pieno di miscela (benzina più olio al 2%) può fare 364 km.

di Benedetta Capelli

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