Un terremoto nei nostri cuori

31 Agosto 2016 In Edicola, News

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36 CoverIl terremoto dura solo qualche secondo, ma le sue conseguenze sono infinite. Provoca centinaia di morti e migliaia di feriti e tra i sopravvissuti il dolore non passa più. Il terremoto distrugge paesi e con essi i ricordi.

Per ritrovare una parvenza di “normalità” ci vogliono anni, come ci hanno purtroppo insegnato tanti casi precedenti, se non decenni. Quello che ha devastato la scorsa settimana l’Italia Centrale è stato violentissimo e devastante, provocando in tutti, anche in noi che magari siamo lontani da quei luoghi, una ferita nel cuore molto profonda.

Francesco, la mattina dopo il sisma, anzi, pochissime ore dopo, avrebbe dovuto tenere la consueta udienza, un momento di riflessione ma anche di allegria, come tante volte abbiamo raccontato. Ma ha deciso di cancellare l’udienza e di rimandare la catechesi prevista.

Ha chiesto alla gente, agghiacciata e stordita in piazza San Pietro, di pregare e basta: un Rosario collettivo in memoria delle vittime e dedicato a chi si guarda attorno e non trova più niente di ciò che aveva, parenti, amici, case, piccoli e grandi oggetti della vita quotidiana.

Il silenzio nella piazza in preghiera è stato profondo, commovente, struggente. E il dolore di tutti i presenti è diventato qualcosa di concreto, una preghiera “improvvisata” che ha riempito non soltanto la piazza, ma anche e soprattutto i cuori, in una ricerca disperata di condivisione, di fratellanza e di amore.

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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