Un altro ponte costruito da Francesco

27 settembre 2018 In Edicola

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40 CoverCari lettori, Francesco è di nuovo in viaggio e il numero che avete in mano esce con la prima parte della cronaca di questo pellegrinaggio importantissimo, perché mentre chiudiamo il giornale il Papa è ancora lassù, nei Paesi che si affacciano sul Mar Baltico che solo da una ventina d’anni sono usciti dalla tremenda dittatura comunista. Durante la prima tappa in Lituania Francesco ha sottolineato come quel Paese sia un esempio per tutti, perché ha saputo essere, prima e dopo la dittatura, un modello di convivenza tra popoli diversi, un ponte tra Occidente e Oriente, un luogo dove è stato dimostrato come sia possibile, per usare le sue parole, «ospitare le differenze».  Se ci pensate, non sembrerebbe un compito così difficile: tutti noi siamo diversi uno dall’altro, tutti noi viviamo immersi in una realtà che ormai non tiene più conto (o almeno non dovrebbe) di esperienze e storie diverse. E tutti noi viviamo vicini a persone che arrivano da lontano, portandoci la ricchezza del mondo e lo stimolo, sempre per usare le parole di Francesco, «a costruire ponti». Lo sappiamo fare molto bene nella vita di tutti i giorni, meno bene quando il problema si sposta dal piano umano a quello politico. Francesco non si stanca mai di sottolineare quanta umanità disperdiamo rifugiandoci in certi comodi pregiudizi. E gira il mondo per insegnarci a correggere questo atteggiamento. Le sue parole e il suo esempio ci devono aiutare a sconfiggere la paura dell’altro e a leggere dentro agli occhi dei più sfortunati il bisogno che hanno di noi. E che noi abbiamo di loro.

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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