Udienza generale: Francesco spiega il valore della Quaresima

6 Marzo 2020 News

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Credit Osservatore Romano

In un mercoledì delle Ceneri tutto particolare, con un clima un clima di generale preoccupazione per il diffondersi del Coronavirus, l’udienza del Papa torna in Piazza San Pietro. C’è qualche precauzione in più rispetto al solito, fra i fedeli si scorge qualche mascherina ma, non si arriva alla misurazione della temperatura corporea. Anche perché alla presenza di Francesco, la temperatura è… comunque sempre altina.

Davanti a 12mila pellegrini, Francesco spiega il significato del cammino quaresimale, ripercorrendo quello di Gesù che per 40 giorni pregò e digiunò nel deserto. È il deserto infatti ad ispirare la sua riflessione perché «luogo del distacco dal frastuono» dove è importante fare spazio alla Parola di Dio, «brezza leggera» che «ci accarezza il cuore».

Spiega il Papa: «La Quaresima è il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia, per staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo».

È un tempo per fare pulizia nel cuore e da «un ambiente inquinato da troppa violenza verbale che la rete amplifica». E continua: «Ci siamo abituati a sentire di tutto su tutti e rischiamo di scivolare in una mondanità che ci atrofizza il cuore». Quindi si può guarire solo con il silenzio. Parlare con Gesù ridona la vita perché, digiunando dalle cose inutili, si arriva all’essenziale. «Il Libro dei Re dice che la Parola di Dio è come un filo di silenzio sonoro. Nel deserto si ritrova l’intimità con Dio, l’amore del Signore. Gesù amava ritirarsi ogni giorno in luoghi deserti a pregare. Ci ha insegnato come cercare il Padre, che ci parla nel silenzio» dice. Per Il Santo Padre «Il deserto è il luogo della solitudine». E i deserti li abbiamo accanto come «le persone sole e abbandonate». «Quanti poveri e anziani vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience» lamenta Francesco.  «Preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale»; la strada che porta dalla morte alla vita. «Accadrà a noi» dice «come a quei deserti che in primavera fioriscono, facendo germogliare dal nulla, gemme e piante».

L’invito conclusivo è di seguire Gesù: «con Lui i nostri deserti fioriranno». Al termine dell’udienza Bergoglio ha incontrato Paolo Palumbo, 22 anni, affetto da Sla. Parole sussurrate all’orecchio, un bacio per incoraggiare il giovane e la sua famiglia a non arrendersi mai di fronte alla malattia.

di Benedetta Capelli

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