Sono fiorite le rose dei giardini papali

11 Giugno 2016 Mondo di Francesco

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Tra le tante cose che abbiamo saputo di papa Francesco dopo che è stato eletto, una ci ha colpito in modo particolare: il suo rapporto con santa Teresa di Lisieux e con le sue rose bianche. Lo ha raccontato lui stesso ai giornalisti Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti (autori del libro El Jesuita): «Quando ho un problema chiedo alla Santa non di risolverlo per me ma di prenderlo in mano e aiutarmi ad accettarlo. E come segnale ricevo quasi sempre una rosa bianca».

Che siano bianche, ma anche gialle o rosse, le rose sono sicuramente i fiori preferiti da Francesco, che spesso li porta in dono. Lo fa, a esempio, ogni volta che si reca a rendere omaggio alla Salus Popoli Romani nella basilica di Santa Maria Maggiore. E lo ha fatto in passato in occasioni importanti, come la visita alla tomba di san Francesco d’Assisi (sulla quale ha deposto rose bianche e gialle) o il viaggio apostolico in Turchia dove ha lasciato un fascio di rose bianche e rosse (i colori della bandiera turca) sul monumento funebre di Ataturk, il fondatore del moderno stato laico, ma anche in momenti più intimi come la preghiera prima dei funerali di Miriam Woldu, la giovane receptionist eritrea di Santa Marta tragicamente scomparsa lo scorso anno al settimo mese di gravidanza. Anche per lei Francesco aveva scelto rose bianche che ha voluto portare nella chiesa di Santo Stefano degli Abissini.

È proprio per questa sua preferenza che, in occasione di ricorrenze importanti (per esempio, l’onomastico o il compleanno), dalle Ville Pontificie gli viene fatto recapitare un cesto di fiori nel quale non mancano mai le rose. Che, oltre a essere apprezzate da lui, sono uno dei “pezzi forti” di quei giardini. Per questo abbiamo pensato di andare ad ammirarle di persona e fotografarle nel periodo della fioritura per potervele mostrare in tutta la loro bellezza.

Nei 55 ettari della tenuta (una estensione che è all’incirca cinque volte superiore a quella della Città del Vaticano) ce sono circa cinquanta varietà diverse, per un totale di oltre mille piante. Non a caso, una delle strade principali della tenuta, sicuramente una delle più suggestive, è proprio il Viale delle Rose.

Il viale, lungo duecento metri, è lì da sempre ma non è da molto tempo che ha l’aspetto che ha oggi e che potete ammirare nelle foto di questo servizio: «Originariamente le rose erano solo bianche, rosa o rosse. Negli anni sono stati fatti gli innesti necessari a ottenere colori diversi», spiega Alessandro Reali, da ventiquattro anni nelle Ville Pontificie e da due responsabile del loro settore agrario (cioè i giardini e la fattoria). Quegli innesti hanno avuto successo, visto che il Viale delle Rose è un tripudio di colori e di sfumature: «L’unico problema è che, in questo modo, si perde l’odore caratteristico della rosa. Per fortuna ne abbiamo alcune che profumano meravigliosamente, soprattutto al tramonto quando le rose sprigionano tutto il loro odore».  Ad accompagnarci in questa passeggiata lungo il Viale delle Rose è proprio Reali, armato di raschietto e di forbici: «Sono due degli strumenti indispensabili per la cura di questi fiori. Il primo serve ad alzare la terra nell’aiuola e togliere le erbacce mentre con le forbici si tagliano i fiori secchi», ci racconta.

E aggiunge: «È un’operazione che va fatta ogni giorno perché il fiore secco, lasciato sulla pianta, può farla ammalare. Noi lo facciamo anche se siamo solo in dodici ad occuparci di tutto il settore agrario».

Percorrere a piedi il viale, osservando da vicino le singole varietà, permette di comprendere meglio l’amore di papa Francesco per questi fiori davvero meravigliosi che rappresentano una sorta di filo conduttore nelle Ville Pontificie. Oltre al Viale delle Rose, infatti, è possibile vederle arrampicate sui muri o sui lampioni, sparse qua e là nei giardini o come ornamento sulle reti che delimitano alcuni terreni: «Quelle rampicanti ci accompagnano fino alla fattoria e altre segnano l’inizio e la fine del vigneto» dice Reali che non solo sa curarle, ma ama molto le rose. E le definisce «un complemento d’arredo che costa poco ma cambia completamente l’aspetto di un giardino, come può verificare chiunque metta anche solo un piccolo cespuglio sul prato. E sono perfette anche per chi ha una parete esterna, magari di una casa di campagna, rovinata o scrostata: anche lì basta mettere un po’ di piante di rose rampicanti e il gioco è fatto. La parete diventerà bellissima».

Certo, la fioritura riguarda solo un periodo dell’anno («che varia a seconda del clima ma che, in generale, diciamo va dalla metà di aprile alla fine di gennaio») ma se si sa curare la pianta (guardate, a questo proposito, i consigli nel riquadro qui sopra), le rose torneranno puntuali l’anno successivo.

Chi volesse andare personalmente a vedere le rose che vi abbiamo mostrato in questo servizio, può farlo prenotando una visita guidata alle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, sul sito Internet www.mv.vatican.va.

di Tiziana Lupi

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