Siamo stati in Germania a pregare la Madonna amata dal Papa

9 Gennaio 2019 News

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Schermata 2019-01-09 alle 12.08.58giorni di vacanza in corrispondenza delle festività offrono un’ottima occasione per viaggiare. Chi, come me, non scia ma ama passare qualche giorno al freddo del Nord ha la possibilità di vedere cose affascinanti a poche ore di distanza da casa. E a qualcuno che legge (o nel mio caso che ci lavora) Il mio Papa potrebbe venire in mente un’idea interessante. Per esempio questa: una gita in Germania sulle orme di papa Francesco. Le bellezze di Monaco e della Baviera tutta sono  ben note. Poi si tratta di una meta facilmente raggiungibile in auto, ma anche in treno o meglio ancora in pullman, magari in gruppo. Da lì, poi, basta spostarsi di qualche decina di chilometri per una visita ad Augusta, una città poco conosciuta ma che ricopre un ruolo importante nella vita di Jorge Bergoglio. Come sappiamo, il Papa ha vissuto in Germania per vari mesi nel 1986 in occasione di un periodo di studio. 

E allora eccoci in marcia. Prima tappa d’obbligo è Monaco di Baviera. È una delle capitali del turismo per chi sceglie di sconfinare verso nord. Una città vivibilissima che colpisce i numerosi turisti italiani (ma anche spagnoli, giapponesi, americani…) per vari motivi. 

Il primo è la sua ricchezza di cultura, musica, arte, musei come la Alte Pinakothek (cioè la vecchia Pinacoteca), la Neue Pinakothek (cioè quella dedicata all’arte contemporanea) e la Gliptoteca solo per citarne alcuni. Il secondo… è la cucina: piatti gustosissimi si possono trovare nei grandi ristoranti come nelle tipiche, frequentatissime birrerie. 

E nonostante sia inverno sono numerosissimi i pullman che raggiungono la Baviera per qualche giorno di gita. Ne incontriamo a decine nell’inevitabile tappa a poco fuori Monaco: a Dachau, cittadina che ovunque nel mondo è collegata al terribile ricordo delle persecuzioni naziste a ebrei, zingari e altre minoranze. Una visita all’enorme campo di concentramento, ora un museo memoriale delle persecuzioni, è doverosa. Un’altra manciata di chilometri ci divide da Augsburg, che in italiano si chiama Augusta, città nata come accampamento romano. 

È la terza città più popolosa di tutta la Baviera, ma ha un centro storico che si attraversa in pochi minuti. Agli estremi ci sono due meravigliose chiese: quella di S. Afra e S. Ulrico da una parte e dall’altra il Duomo, imponente ed affascinante nonostante sia stato in gran parte distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Nel cuore del centro storico c’è il meraviglioso municipio seicentesco, simbolo della città. Alla sua sinistra una chiesa piccola ma con un enorme campanile. L’entrata è in una porticina laterale. L’atmosfera è intima: la chiesa è piccola, bianca e semispoglia, solo un grande dipinto sull’altare. E l’attenzione è subito catturata dal quadro sul fondo della prima navata. È l’ormai celebre dipinto di Maria che scioglie i nodi, realizzato dal semisconosciuto pittore tedesco del 1700  Johann Georg Melchior Schmidtner. Un quadro che colpì padre Jorge Mario Bergoglio quando venne a pregare in questa chiesa: ora come sappiamo una copia del dipinto è appesa in Casa Santa Marta. 

In chiesa l’atmosfera è davvero ovattata (sarà anche la neve copiosa che fuori cade…). Come gli altri fedeli ci raccogliamo in preghiera davanti a questo quadro che infonde speranza in chi lo osserva. Prima di uscire ci è venuto spontaneo cercare testimonianze del passaggio del Papa in questo luogo. Zero: si sa che i tedeschi sono un po’ distaccati… Solo le immaginette e qualche gadget per raccogliere delle offerte. 

Per noi è tempo di tornare, ma a chi ha la fortuna di avere qualche altro giorno a disposizione consigliamo di raggiungere la bellissima Rothenburg ob der Tauber, un paio d’ore più a nord. Qui il Papa visse in quell’ormai lontano 1986. Visitatela: il suo centro storico intatto vi riporterà indietro nel tempo. E le sue chiese austere e maestose vi caricheranno di spiritualità.

di Paolo Gavazzi

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