Santo Padre, le domande più curiose dei bambini

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Francesco con i cardinali durante una messa nella Cappella Sistina

Francesco con i cardinali durante una messa nella Cappella Sistina

Le domande più belle, si sa, sono quelle che arrivano dai bambini. Grazie alla loro ingenuità i più piccoli riescono a chiedere cose che gli adulti nemmeno immaginerebbero. Succede anche con papa Francesco. A dimostrarlo ci sono due libri:
Ma fa caldo con la tuta bianca? di Mirella Bandini (Edizioni Tau) e Caro Papa ti scrivo… dell’Associazione “Cultura&Solidarietà” di Milano, a cura di Nadia Mazzon e Francesco Vivacqua.

In entrambi i testi, centinaia di bambini hanno detto la loro su quel pontefice che, quando li vede in piazza San Pietro, fa fermare la Papamobile per salutarli e benedirli e gli hanno posto le domande più diverse, dandogli rigorosamente del “tu”. Tra quelle che abbiamo scelto, ad alcune Francesco aveva già risposto in precedenti occasioni. Ad altre abbiamo dato noi la risposta.

Volevi fare il Papa?
«Una persona che vuole fare il Papa non vuole bene a se stessa e Dio non la benedice. Io non volevo fare il Papa» (Francesco, nell’incontro con gli alunni delle scuole italiane e albanesi gestite dai Gesuiti, 7 giugno 2013).

Come hai saputo che eri Papa?
Lo ha saputo quando ha visto che i voti espressi a suo favore nel Conclave superavano quelli per gli altri candidati e ha ricevuto l’applauso dei cardinali.

Perché ci hai messo un’ora a uscire sul balcone quando sei stato eletto Papa?
In realtà tra l’Habemus Papam e l’uscita sul balcone sono passati solo dieci minuti, è stata la fumata bianca ad arrivare un’ora prima. Dopo l’elezione, il nuovo Pontefice ha accettato l’elezione e scelto il nome Francesco. Poi si è chiuso nella “stanza delle lacrime” dove ha indossato l’abito talare. Subito dopo ha ricevuto la dichiarazione di obbedienza da parte di tutti i cardinali e poi si è fermato a pregare di fronte al Santissimo Sacramento nella Cappella Paolina. Alla fine, si è affacciato al balcone.

Continui a vedere i tuoi amici?
«Adesso loro sono lontani, a 14 ore di aereo da qui, ma tre di loro sono venuti a trovarmi e a salutarmi, e li vedo, e mi scrivono, e voglio loro tanto bene. Non si può vivere senza amici: questo è importante» (Francesco, nell’incontro con gli alunni delle scuole italiane e albanesi gestite dai Gesuiti, 7 giugno 2013).

Perché non vivi nell’appartamento papale, ma a Santa Marta?
«Non è soltanto una cosa di ricchezza. Per me è un problema di personalità. Io ho necessità di vivere fra la gente, e se vivessi solo, forse un po’ isolato, non mi farebbe bene» (il Papa, nell’incontro con gli alunni delle scuole dei Gesuiti, 7 giugno 2013).

Hai una camera da solo o stai insieme a qualcuno?
Il Papa vive nell’appartamento 201 di Casa Santa Marta, l’albergo all’interno del Vaticano fatto costruire da Giovanni Paolo II per dare una residenza confortevole ai cardinali durante il conclave. È un palazzo di cinque piani e l’appartamento di Francesco è al secondo. È composto da un soggiorno, uno studio, una camera da letto e un bagno.

Tu cucini?
A Casa Santa Marta Francesco mangia a mensa come tutti gli altri ospiti, ma in cucina se la cava bene. Quando era arcivescovo di Buenos Aires preparava da solo i suoi pasti e ancora prima, da rettore del collegio San José, a San Miguel, gli capitava di preparare i pasti per i suoi studenti. Ha imparato a cucinare, insieme ai fratelli, da sua madre Regina Maria.

Qual è il tuo animale preferito?
Francesco ama tutti gli animali. È stato il primo pontefice a esprimersi sul tema nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, sulla conservazione delle specie animali: «Come esseri umani non siamo dei meri beneficiari, ma custodi delle altre creature».

Hai mai avuto una fidanzata?
Quando era giovane Francesco ha avuto una fidanzata: lei era una ragazza del gruppo di amici con cui andava a ballare. Si sono lasciati quando lui, a diciassette anni, ha scoperto la sua vocazione.

Hai la tv? Che canale vedi?
Francesco non ama la televisione. Ne ha una nel suo appartamento, ma non la guarda. Però, riconoscendone l’importanza, nel 2004 (quando era Arcivescovo di Buenos Aires) ha appoggiato la nascita di Canal 21, il canale dell’arcidiocesi che trasmette ancora oggi.

Hai paura della morte?
«È da tempo che la morte è una mia compagna di vita quotidiana. Ho già compiuto settant’anni e il filo che resta nel rocchetto non è tanto. Non ne vivrò altri settanta e comincio a pensare al fatto che dovrò lasciare tutto. Ma lo prendo come una cosa normale. Non sono triste. Ho solo il desiderio di essere giusto con tutti, di mettere alla fine tutte le cose a posto» (dal libro Papa Francesco. Il nuovo Papa si racconta di Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti, Salani Editore).

Perché sei vestito di bianco?
Il colore bianco indica la purezza. L’uso dell’abito bianco per il Papa sembra risalire ai tempi di Pio V che apparteneva all’ordine dei Domenicani che usavano, appunto, una tonaca bianca. Eletto Papa, Pio V scelse di continuare a vestirsi di bianco e non di rosso come, allora, era consuetudine.

Perché hai quel cappello in testa?
Il copricapo del Papa, abitualmente detto “papalina”, è uno zucchetto che tutti gli ecclesiastici usano come simbolo della mano di Dio posata sul capo come una protezione.

Quanto prendi di stipendio?
Il Papa ha diritto a una rendita di 2.500 euro, ma Francesco vi ha rinunciato. Come capo dello Ior (cioè la Banca Vaticana), però, ha la possibilità di attingere al fondo che raccoglie donazioni per progetti benefici.

Qual è il tuo sport preferito?
«Da giovane giocavo a basket, ma mi piaceva tantissimo anche andare allo stadio a vedere le partite di calcio. Andavamo tutti quanti, compresa mia madre, a vedere il San Lorenzo, la nostra squadra del cuore: i miei erano di Almagro, il quartiere del club» (dal libro Papa Francesco. Il nuovo Papa si racconta).

di Tiziana Lupi

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