San Lorenzo: la gioia del Papa tifoso

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Francesco con la delegazione del San Lorenzo (credits: Getty Images)

Francesco con la delegazione del San Lorenzo (credits: Getty Images)

In Aula Paolo VI si sta concludendo l’udienza. È il momento del saluto di Francesco ai pellegrini di lingua spagnola. Nel suo breve discorso arriva un percettibile cambio di tono: «In modo speciale…», dice, «saluto i campioni d’America: la squadra del San Lorenzo, qui presente…». Il Santo Padre si volta a sinistra, a guardare gli ospiti nelle poltroncine poste sul lato del grande palco, e il suo volto si accende di un sorriso complice. «San Lorenzo che è parte della mia identità culturale», chiude annuendo convinto.

La partita decisiva a Buenos Aires
La promessa, dunque, è stata mantenuta. Come Il mio Papa aveva anticipato, i calciatori del San Lorenzo hanno portato la Copa Libertadores vinta mercoledì 13 agosto all’omaggio del loro tifoso più famoso e amato. E il Papa li ha accolti dedicando loro qualche minuto“speciale” sul palco, mentre i fedeli già lasciavano la grande aula. La Copa è il più importante torneo del calcio sudamericano, paragonabile alla Champions League europea. Il San Lorenzo l’ha vinta sconfiggendo i paraguaiani del Nacional di Asuncion per 1-0 (con gol su rigore di Néstor Ortigoza). Così i rossoblu di Buenos Aires hanno coronato la loro stagione più bella: prima, infatti, avevano vinto anche il campionato. «Siete dei campioni», ha ripetuto Francesco agli amici sportivi. Una delegazione di poche persone: il presidente Matias Lammens, il suo vice Marcelo Tinelli, l’allenatore Edgardo Bauza, il dirigente Bernardo Romeo e i calciatori Julio Buffarini e Juan Mercier.Con loro sono arrivati alcuni doni per il Santo Padre: due casacche rossoblu, una medaglia commemorativa e una copia della coppa d’argento.

Questa coppa, dice  il Papa, “è pesante!” 
Francesco, però, ha tenuto in mano anche il trofeo originale. Lo ha soppesato e ha detto: «È pesante, ma vincetene un’altra!». Un’esortazione scherzosa che per la squadra equivarrà comunque a un impegno morale, da onorare fin da subito. In Argentina, infatti, è da poco ripartito il campionato, ed è per questo che la visita in Vaticano è stata un lampo e la delegazione era così piccola. L’impegno dei rossoblu è stato preso certamente con il Santo Padre, ma sicuramente anche con Jorge Mario Bergoglio, socio numero 88235N della polisportiva San Lorenzo de Almagro.

E forse è proprio questa la nota più emozionante di questo evento curioso. In giorni tristi per il Santo Padre, scosso per la tragedia familiare che ha colpito suo nipote, un sorriso è fiorito grazie a una passione sportiva (l’«identità culturale»…) donata al Papa dal padre Mario che lo portava, bambino, allo stadio del Viejo Gasometro per tifare San Lorenzo. E come sa chiunque abbia vissuto un’esperienza simile al fianco del proprio papà, queste sono emozioni indimenticabili, che regalano – al rinnovarsi del ricordo – il calore della felicità più grande.

di Enrico Casarini

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