San Francesco, la storia in onda su RaiUno

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San Francesco ha il volto di Mateusz Kosciukiewicz (credits: Getty Images)

San Francesco ha il volto di Mateusz Kosciukiewicz (credits: Getty Images)

Uno dei Santi più venerati al mondo. Il patrono d’Italia. Un esempio di fede che ha influenzato così tanto Jorge Mario Bergoglio da guidarlo nella scelta del suo nome pontificale… Parliamo, naturalmente, di Francesco d’Assisi: a lui, per la terza volta nella sua carriera, la regista Liliana Cavani dedica un film. Anzi, una miniserie (prodotta da Rai Fiction e dalla Ciao Ragazzi di Claudia Mori) intitolata Francesco, che andrà in onda su Raiuno lunedì 8 e martedì 9 dicembre in prima serata.

A chi affidare il ruolo principale? La regista ha voluto il giovane attore polacco Mateusz Kosciukiewicz. Al suo fianco, Sara Serraiocco e Vinicio Marchioni saranno Chiara ed Elia, figure chiave nella vita del Poverello di Assisi. Lei giovane, bella e nobile, sull’esempio di Francesco non esita ad abbandonare agi e spensieratezza per abbracciare la vita claustrale e la povertà più estrema; Elia, meno ricco ma intelligente e ambizioso, inizialmente non comprende la scelta estrema di Francesco, ma finisce per essergli al fianco fino alla fine. Nella finzione, Chiara ed Elia diventano una chiave per raccontare la vicenda umana e spirituale di un santo del medioevo che non è mai sembrato tanto moderno quanto oggi, con il suo messaggio fondato sul Vangelo e incentrato su concetti come pace, condivisione,
fratellanza e solidarietà.

Per lui valeva solo la regola del “Vangelo”
Come ricorderete, Il mio Papa ha già raccontato la vita di Francesco. Molti degli episodi narrati riprenderanno vita in tv. Fra questi, suona particolarmente attuale quello dell’azione di pace tentata da Francesco durante la Quinta Crociata. L’incontro del Poverello con il sultano Al Malik- Al Kamil – che Francesco non vuole convertire ma con cui vuole solo condividere l’esperienza della pace in nome dell’unico Dio – è rimasto nella storia.

Così come vi è rimasto il dibattito tra chi, al suo ritorno dalla Terra Santa, vorrebbe che Francesco scrivesse una “regola” di comportamento per strutturare la vita di una comunità sempre più numerosa, e lo stesso Santo che, invece, si riconosce in una sola regola, quella del Vangelo. In questo senso, forse, ha ragione Paul Sabatier, uno dei più grandi studiosi del Medievo e qualificati biografi di Francesco, quando dice che “il Poverello che Dante Alighieri ha cantato è il più grande liberatore dell’umanità”. Ed è questa l’immagine che Liliana Cavani offre al pubblico di Raiuno con il suo Francesco.

di Tiziana Lupi

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