Ripassiamo con il Papa i Dieci Comandamenti

5 luglio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Con l’udienza di mercoledì Francesco ha concluso quello che potremmo chiamare il suo anno 2017-’18 di catechesi. Il Santo Padre tornerà in piazza San Pietro il 1° agosto. Questa sospensione può essere l’occasione per riflettere sul nuovo itinerario di “insegnamenti” cominciato il 13 giugno e destinato a riprendere, appunto, tra cinque mercoledì: un percorso di “riscoperta” di quelli che Francesco chiama i “Comandamenti della Legge di Dio” e che tutti noi conosciamo come i Dieci Comandamenti.

Nei primi due appuntamenti Francesco è partito dall’insegnamento di Gesù al giovane uomo che gli chiede cosa deve fare per avere la vita eterna: conoscere i Comandamenti, liberarsi di ogni ricchezza e seguirlo. Poi ha toccato un punto fondamentale: non dobbiamo seguire i Comandamenti come schiavi, perché sono parole di Padre che vanno abbracciate con spirito di figli.

Mercoledì scorso, infine, il Papa è “entrato” nella sostanza dei Comandamenti affrontando l’introduzione, “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile” (Esodo 20, 2): «Il Decalogo comincia dalla generosità di Dio: prima salva, prima dà, poi chiede. E poi c’è un “possessivo”, c’è una relazione, ci si appartiene. Questo illumina tutto il Decalogo e svela il segreto dell’agire cristiano, perché è lo stesso atteggiamento di Gesù che dice: “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi” (Giovanni 15, 9). Cristo è l’amato dal Padre e ci ama di quell’amore».

Francesco ci esorta a chiedere al Signore di salvarci, di liberarci: «Dio attende quel grido, perché può e vuole spezzare le nostre catene; Dio non ci ha chiamati alla vita per rimanere oppressi, ma per essere liberi».

In attesa, dunque, di tornare ad ascoltare le parole del Papa sui Comandamenti, proviamo a fare il punto su quanto dovremmo sapere del Decalogo. Partendo dalle parole di Dio nella Bibbia.

I DIECI COMANDAMENTI

Io sono il Signore Dio tuo:

1 Non avrai altri Dio all’infuori di me

2 Non nominare il nome di Dio invano

3 Ricordati di santificare le feste

4 Onora il padre e la madre

5 Non uccidere

6 Non commettere atti impuri

7 Non rubare

8 Non dire falsa testimonianza

9 Non desiderare la donna d’altri

10 Non desiderare la roba d’altri

DIECI COSE DA SAPERE SUI DIECI COMANDAMENTI

I Comandamenti sono espressi in questa forma semplificata dal XV secolo per aiutare la memorizzazione. Il testo “originale” è più dettagliato e si ritrova in due Libri della “Bibbia”: “Esodo” (20, 2-17) e “Deuteronomio” (5, 6-21). Cattolici e Luterani si rifanno alla versione del “Deuteronomio” seguendo la tradizione fissata da sant’Agostino.

2 Vi sono altri modi di definire i Dieci Comandamenti. Il più diffuso è Decalogo, dal greco “dieci parole”: lo stesso papa Francesco li ha definiti proprio “parole del Padre”.

3 La consegna dei Comandamenti avviene tre mesi dopo l’uscita degli Israeliti dall’Egitto, ovvero dopo la loro liberazione e lungo la strada verso la Terra Promessa. Dio li consegna dal monte Sinai (che nella geografia attuale in effetti è ancora in territorio egiziano).

4 Dio “scende” sul Sinai sotto forma di fuoco e ordina a Mosè di salire, mentre il popolo si tiene lontano. Oltre ai Comandamenti, Dio elenca una lunga serie di prescrizioni, ma queste solo a Mosè, che alla fine starà a lungo sul monte e ne scenderà portando le famose due tavole di pietra, dette “della Testimonianza” e scritte su entrambi i lati dal dito di Dio.

5 Le Tavole sono la rappresentazione fisica dell’Alleanza tra Dio e il suo popolo. Dio proclama i Comandamenti a tutto il popolo e così si rivela finalmente a esso in modo diretto e gli dice le sue volontà.

6 Le Tavole vengono distrutte subito da Mosè. È il gesto di rabbia quando vede che gli Israeliti, nell’attesa, hanno iniziato ad adorare un idolo, il vitello d’oro. Mosè tornerà sul monte e riceverà altre due tavole, identiche alle prime.

7 I Comandamenti si dividono in due gruppi: i primi tre si riferiscono all’amore di Dio, gli altri sette all’amore del prossimo.

8 I Comandamenti sono un tutto unico: infrangerne uno vuol dire infrangerli tutti. Essi indicano al fedele il cammino della vita liberata dal peccato.

9 La formulazione originale del 6° Comandamento parlava di adulterio (la violazione del matrimonio proprio e altrui) e non di atti impuri: la Chiesa ha voluto ampliare la portata a tutti i peccati legati alla sfera dell’amore e della sessualità.

10 Si definisce Undicesimo Comandamento il “Comandamento nuovo” dato da Gesù: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri” (Giovanni 13, 34).

di Enrico Casarini

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