Quella preghiera del Papa sulla tomba di Wojtyla

26 ottobre 2018 News

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44 Papa WojtylaLunedì 22 ottobre, giorno in cui ricordiamo san Giovanni Paolo II (coincide con la data dell’insediamento sul soglio di Pietro), papa Francesco si è recato sulla sua tomba per rendergli omaggio. Bergoglio si è fermato nella Cappella di San Sebastiano, nella Basilica Vaticana, dove le spoglie di Karol Wojtyla riposano dal 2011 (prima, all’indomani della sua scomparsa, il 2 aprile 2005, era sepolto nelle Grotte Vaticane), il tempo di una breve preghiera. Francesco, che ha canonizzato Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014 insieme a Giovanni XXIII, non ha mai nascosto l’affetto per il papa polacco con cui condivide le doti comunicative e il rapporto di infinito affetto con i giovani.

Solo qualche giorno fa, prima dell’Udienza Generale (ne parliamo a pagina 10) in piazza San Pietro, aveva incontrato nell’Aula Paolo VI circa 700 pellegrini polacchi in prossimità del quarantesimo anniversario dell’elezione di Wojtyla al Soglio di Pietro (è diventato Papa il 16 ottobre 1978). A loro aveva detto: «San Giovanni Paolo II ha arricchito la Chiesa universale con una grande abbondanza di doni, che in buona parte ha ereditato dal tesoro di fede e di santità della vostra terra e della vostra Chiesa». Ricordando i santi di Cracovia, Stanislao, Edvige Regina, Alberto e Faustina, Francesco aveva osservato: «Da loro ha imparato la sconfinata dedizione a Dio e la grande sensibilità per ogni uomo; dedizione e sensibilità che si sono manifestate nel suo ministero». 

Di San Giovanni Paolo II Bergoglio ha sempre apprezzato la profonda modernità: «Ha ricevuto da Dio il grande dono di saper leggere i segni dei tempi alla luce del Vangelo e lo ha fatto fruttare a beneficio del cammino del suo popolo che non ha mai perso la fiducia in Dio». E, come ha detto nell’omelia della Messa con il rito di canonizzazione, la sua attenzione alla famiglia: «Nel servizio al Popolo di Dio san Giovanni Paolo II è stato il Papa della famiglia. Così lui stesso, una volta, disse che avrebbe voluto essere ricordato, come il Papa della famiglia». La famiglia ma non solo: «Ha cercato di far sì che la Chiesa si ergesse come custode dei diritti inalienabili dell’uomo, della famiglia e dei popoli, per essere segno di pace, di giustizia e di sviluppo integrale per l’intera famiglia umana». 

Per Francesco, infine, è importante l’eredità che Wojtyla ci ha lasciato: «Per noi è una sfida ad essere fedeli a Cristo e a rispondere con gioiosa dedizione alla chiamata alla santità che il Signore rivolge a ciascuno e a ciascuna di noi, nella nostra specifica situazione personale, familiare e sociale». 

di Tiziana Lupi

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