L’allarme davanti alla vecchia casa del Papa

23 Gennaio 2020 Parole e pensieri

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Uno scatolone di cartone delle dimensioni di 20 x 35 x 15 cm, con sopra la scritta “fragile”. Un contenitore come tanti altri che, però, nel tardo pomeriggio di domenica scorsa ha insospettito un passante per il luogo in cui era stata depositata: in calle Membrillar, nel quartiere Flores, davanti alla porta della casa in cui ha vissuto per tanti anni la famiglia Bergoglio a Buenos Aires. La casa e della giovinezza di papa Francesco. L’uomo, ha, perciò, chiamato subito le forze dell’ordine che sono prontamente intervenute con gli artificieri.

Non sapendo cosa contenesse la scatola sospetta e nel dubbio che potesse trattarsi davvero di una  bomba, gli artificieri l’hanno fatta “brillare” con la detonazione controllata (cioè una piccolissima carica esplosiva) e hanno così scoperto che nel pacco c’erano solo rifiuti. L’episodio rimane, però, inquietante perché, come ha pensato il passante che l’ha segnalata, è difficile immaginare che quella scatola piena di spazzatura sia stata lasciata per caso proprio fuori alla vecchia abitazione di Francesco.

Che si tratti della casa della sua famiglia, peraltro, è testimoniato da una targa ben visibile sulla parete esterna dell’edificio. C’è scritto: “Papa Francesco è cresciuto qui”. Perciò impossibile non chiedersi se non si tratti di un tentativo di mandare un messaggio, di accendere i riflettori su qualcosa…

Se escludiamo le vecchie illazioni sulle presunte collusioni di Bergoglio con il regime del dittatore Videla, tirate fuori ad orologeria pochi minuti dopo l’elezione di Francesco e subito smentite con tanto di documenti, la prima spiegazione che viene in mente ha a che fare con il nuovo presidente argentino, Alberto Fernandez, eletto alla Casa Rosada e insediatosi a inizio dicembre. Fernandez sarà ricevuto in Vaticano (nella Biblioteca del Palazzo Apostolico) da Francesco il prossimo 31 gennaio e non è un mistero che tra i due esistano buoni rapporti. Tanto da far ipotizzare a qualcuno che Bergoglio possa accettare finalmente l’idea di quel viaggio apostolico nella sua Argentina, di cui tanto si parla ma che nessuno dei due predecessori dell’attuale presidente, Cristina Kirchner e Mauricio Macri, è riuscito ad ottenere.

A questo proposito, in un’intervista rilasciata alla tv argentina, Fernandez ha detto: «Il Papa sa quanto lo apprezzo e lo stimo, l’affetto profondo che nutro nei suoi confronti e quanto desidero che venga in Argentina. È un uomo che esercita la sua missione in un modo così totale che noi argentini dovremmo solo ammirarlo. Sicuramente è restio a venire per paura di essere identificato, suo malgrado, con una delle due sponde politiche e il Papa non appartiene a nessuna sponda».   In qualunque caso, la finta bomba è un brutto scherzo da parte di qualche perditempo.

di Tiziana Lupi

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