Quel gesto di Francesco così familiare

10 aprile 2019 In Edicola

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16 CoverCari lettori, la fotografia in copertina è davvero insolita. È stata scattata nella comunità parrocchiale di San Giulio, nel quartiere romano di Monteverde, dove Francesco si apprestava a consacrare un altare. Forse qualche volta abbiamo assistito a un rito del genere nelle nostre parrocchie quando si “inaugura” un nuovo altare. Ma io non ricordo di aver visto un pontefice che si avvicina all’altare con gesti semplici e familiari, così simili a quelli che facciamo tutti i giorni, naturalmente in altre circostanze, nelle nostre case. Per prima cosa si è tolto la casula viola, poi si è rimboccato le maniche, quindi ha indossato un grembiule bianco e ha cominciato a ungere l’altare di marmo con l’olio santo (il Sacro Crisma), stendendolo con le proprie mani. Quindi, finito il rito della consacrazione, ha indossato di nuovo la casula e ha celebrato la messa. Non mi stancherò mai di ripeterlo: Francesco sa cogliere l’essenza delle cose in ogni suo gesto. E soprattutto sa come comunicare la propria vicinanza a noi tutti usando un linguaggio (in questo caso il linguaggio del corpo) che possiamo riconoscere all’istante. Così un momento rituale può anche diventare una specie di dialogo con noi tutti, che in lui riconosciamo una persona eccezionale, certo, ma capace di farci sentire vicini, compresi e amati.

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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