Quanto conta la frutta nella vita di Bergoglio

22 Agosto 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Abbiamo spesso parlato dei gusti “semplici” di papa Francesco. Uomo da sempre amante della sobrietà, ha abitudini sane e “tradizionali”. Anche il cibo non è mai troppo “pasticciato”. Francesco non è particolarmente esigente, mangia in Casa Santa Marta anche in mezzo alla gente e sulla sua tavola raramente appaiono piatti troppo elaborati. In compenso pesche, albicocche, susine, ciliegie e d’inverno agrumi, kiwi e un po’ d’uva non mancano mai. A colazione sono presenti caffè e spremuta. Spesso a cena mangia poco: gli bastano un tè e della frutta. L’imperativo è, insomma, alimentazione sobria con prodotti di qualità e di stagione.

In questo lo aiutano le Fattorie della tenuta pontificia di Castel Gandolfo (che portano lo stemma della Città del Vaticano su vari prodotti come le confezioni del latte, bianche e gialle…).

Lo stesso discorso vale anche d’estate. Come abbiamo detto poche settimane fa il Papa non è un amante del gelato classico, alle creme. Preferisce i gusti più dissetanti, alla frutta appunto. Quando non addirittura un sorbetto, che contiene meno zuccheri e zero grassi rispetto al gelato (fatto di latte e uova).

durante i viaggi

In trasferta, Francesco ha modo di apprezzare la cucina tipica del luogo, anche se i suoi assistenti si premurano di suggerire ai cuochi locali di non eccedere con pietanze inadatte a un pranzo “di rappresentanza”.

E chiedono che i dolci siano a base di frutta, in modo da essere gustosi ed apprezzabili anche per gli altri convitati, ma che non siano particolarmente elaborati.

In compenso all’estero il Papa può apprezzare frutti esotici che da noi sono ancora poco diffusi e gustarli nel loro pieno sapore: un mango servito nel luogo di produzione ha un sapore decisamente più gustoso di quello che giunge alle nostre tavole di importazione.

Ama i succhi…

Sappiamo che papa Francesco in quanto argentino ama il mate (un tè a base di erba).

Ma c’è una bevanda che addirittura preferisce rispetto a quella tipica sudamericana: il succo di frutta. I succhi sono sani e dissetanti e il Papa si è lasciato spesso fotografare con un bicchiere di succo colorato (di albicocca o di arancia preferibilmente) in mano. E in tavola non manca mai il succo di arancia. Nelle occasioni ufficiali organizzate in Vaticano, poi, i succhi compaiono sempre fra le bevande a disposizione: un esempio su tutti, il Sinodo dei Vescovi di qualche tempo fa.

In molte occasioni vengono anche offerti  bicchierini di macedonia di frutta mista.

…e la frutta secca

Spesso il Papa si è presentato in visita a case-famiglia e a centri per anziani o ragazzi sfortunati. E lui porta in omaggio cesti di frutta fresca ma anche frutta secca. La frutta per lui sostituisce i dolci. Il Papa sa che è sempre meglio evitarli per non eccedere con gli zuccheri.

mentre ratzinger…

Non è tutto: anche Benedetto XVI è goloso di frutta, oltre ad amare la limonata come bevanda, gustosa e dissetante. Tempo fa, quando Francesco è andato a trovarlo al Monastero Mater Ecclesiae, a fine pasto è stato servito un delicato tiramisu alla frutta. Gustoso ma leggero. Come piace ai papi…

di Marcello Borghi

LA FRUTTA E’ IMPORTANTE PER GLI ANZIANI. ECCO IL PARERE E I CONSIGLI DEL MEDICO

La frutta fa bene a ogni età, ma col passare degli anni diventa ancora più importante per la salute. Parola della dottoressa Diana Scatozza, medico specialista in Scienza dell’Alimentazione: «Man mano che si va avanti con gli anni si avverte meno lo stimolo della sete. E questo in estate diventa un problema, perché l’anziano suda e non reintegra i liquidi e i sali minerali perduti bevendo quanto dovrebbe. Ecco perché il giusto apporto di frutta diventa cruciale per il benessere oltre i 65 anni».

«I frutti più adatti sono quelli ad alto contenuto di acqua e potassio (come albicocche e meloni), digeribili e capaci anche di apportare la giusta dose di antiossidanti che aiutano a difendere la pelle dai raggi ultravioletti». Nutritive  anche le banane, ma sono povere di acqua e non adatte agli anziani in estate.   

«Tre sono i momenti giusti per mangiare frutta. Il più importante è la colazione, perché è un modo per fare una scorta di liquidi e potassio per affrontare al meglio la giornata. Poi a metà pomeriggio, verso le 17. Infine una mezz’ora prima di addormentarsi, in modo da assicurare all’organismo quella dose di liquidi che durante il sonno altrimenti non potremmo avere».

«Evitare la frutta a fine pasto visto che si bevono 1-2 bicchieri d’acqua e si assumono già sostanze nutritive».

«Via libera all’anguria, ricca di acqua, al melone, all’uva, alle susine e alle pesche bianche. Sulle quantità, dipende da orario e caratteristiche di ciascuno: in linea generale, una fetta di anguria è perfetta a colazione e a metà pomeriggio. Così come l’uva: 20-25 acini nella prima parte della giornata. Per il dopo cena, prima di coricarsi,  meglio due fettine di melone o non più di 10 acini d’uva, anche per non stimolare troppo la diuresi notturna».

Chi ha disturbi di digestione o intestinali deve valutare caso per caso, d’accordo con il proprio medico: «Se c’è gonfiore, meglio scegliere un tipo di uva senza semi e con buccia sottile» conclude la dottoressa Scatozza.             (Valentino Maimone)

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