Quanti chilometri per le scarpe del Papa!

4 marzo 2016 papastory

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Credits: Osservatore Romano

Credits: Osservatore Romano

Cammina tanto, Francesco, e fa camminare ancora di più la sua Chiesa. Certo, questa è una metafora del grande cambiamento che papa Bergoglio sta lasciando sotto i nostri occhi. Per questo motivo, alla vigilia del terzo anniversario  della sua elezione abbiamo approssimativamente calcolato quanti chilometri hanno già percorso le scarpe del Santo Padre da quel fatidico 13 marzo 2013. Sono all’incirca 4mila: ossia come andare a piedi da Roma a Londra e tornare indietro.

Come l’abbiamo calcolato? Francesco, nonostante i problemi all’anca e al nervo sciatico che oggi gli impediscono di passeggiare come un tempo, cammina più o meno un’ora al giorno tutti i giorni. In un’ora, un uomo della sua età percorre poco più di tre chilometri che moltiplicati per i circa 1.100 giorni dalla elezione ci portano già sopra i 3mila chilometri. 

Aggiungendo a questi i chilometri in più percorsi a piedi nei suoi impegnativi viaggi all’estero, possiamo stimare il taglio del traguardo dei 4mila chilometri totali.

Il Papa li ha percorsi utilizzando le sue amate scarpe nere, realizzate dal calzolaio Carlos Samaria (vedi riquadro in alto). Francesco porta il numero 42-43 e le scarpe sono ortopediche perché, da quando era più giovane, ha un problema al metatarso (parte dello scheletro del piede che consiste di cinque ossa lunghe e sottili disposte parallelamente). Quindi le scarpe sono realizzate in modo tale che questa parte risulti sollevata.  

Dal punto di vista dell’estetica, sono estremamente semplici: sono nere (ha rinunciato al vistoso velluto rosso del suo predecessore), di cuoio di vitello, caratterizzate da una tomaia liscia, senza decorazioni particolari. Sembra una galoscia, cioè quella protezione in gomma da indossare sopra le calzature per proteggerle dall’acqua, con i lacci. Secondo il suo amico calzolaio, Francesco, fedele alla sua sobrietà, ne possiede solo 3 paia alla volta che cambia non prima di 4 anni: finché le suole non sono consumate del tutto… 

di Matteo Valsecchi

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