Prima Comunione, il significato autentico

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(credits: Getty Images)

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Per moltissimi bambini sta per ricominciare il catechismo per la Prima Comunione. Per alcuni – solitamente gli alunni della terza elementare – si tratta del primo anno di preparazione; per i loro compagni della classe successiva si tratta del secondo anno, e già nei mesi di aprile e maggio del prossimo anno si accosteranno per la prima volta all’Eucaristia.

Eucaristia, il cuore della Chiesa
Si tratta di un momento molto importante nella vita di un credente che, come ha detto papa Francesco, «si colloca nel cuore della “iniziazione cristiana”, insieme al Battesimo e alla Confermazione e costituisce la sorgente della vita stessa della Chiesa». Per il Pontefice, infatti, «da questo Sacramento dell’amore, scaturisce ogni autentico cammino di fede, di comunione e di testimonianza». Già da queste poche parole, è evidente che la Prima Comunione ha poco a che fare con le bomboniere, i confetti, gli abiti eleganti e i pranzi al ristorante che abitualmente accompagnano l’evento, rischiando di oscurarne il vero significato.

La Prima Comunione infatti è innanzitutto uno dei sette Sacramenti: quello con il quale si ricevono il corpo e il sangue di Gesù, e si entra a pieno titolo nella comunità cattolica A istituirlo è stato proprio Cristo durante l’Ultima Cena, quando distribuì ai discepoli riuniti a tavola il pane e il vino come il suo corpo e il suo sangue, offerti per la salvezza di tutti gli uomini. Ed è questo che accade ogni volta durante la Santa Messa: il pane e il vino, per opera dello Spirito Santo, diventano realmente il corpo e il sangue di Cristo (è la Transustanziazione, uno dei dogmi di cui abbiamo parlato nel numero 24 de Il mio Papa).

Per papa Francesco, «il gesto di Gesù compiuto nell’Ultima Cena è l’estremo ringraziamento al Padre per il suo amore, per la sua misericordia». Non a caso, «ringraziamento in greco si dice “eucaristia”. E per questo il Sacramento si chiama Eucaristia: è il supremo ringraziamento al Padre, che ci ha amato tanto da darci il suo Figlio per amore. Ecco perché il termine Eucaristia riassume tutto quel gesto, che è gesto di Dio e dell’uomo insieme, gesto di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo». Dunque, «la celebrazione eucaristica è ben più di un semplice banchetto: è proprio il memoriale della Pasqua di Gesù, il mistero centrale della salvezza. L’Eucaristia costituisce il vertice dell’azione di salvezza di Dio: il Signore Gesù facendosi pane spezzato per noi, riversa infatti su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il nostro modo di relazionarci con Lui e con i fratelli».

L’importanza del catechismo…
Tutto questo nella vita di un bambino accade per la prima volta nella Prima Comunione. Per Francesco, «è importante che i bambini si preparino bene alla Prima Comunione e che ogni bambino la faccia, perché è il primo passo di questa appartenenza forte a Gesù Cristo, dopo il Battesimo». Ecco, dunque, che si capisce perché sia così importante il catechismo, dove si devono insegnare ai bambini la dottrina di Gesù e anche le formule della celebrazione della Messa e gli atteggiamenti che la partecipazione alla celebrazione eucaristica esige. E, allo stesso modo, si capisce l’importanza della Prima Confessione, il primo momento in cui i bambini chiedono (e imparano a chiedere) perdono per i peccati commessi, in vista del loro incontro con Gesù.

…E l’importanza della confessione
Fino al pontificato di San Pio X, papa Sarto, l’accostamento alla Prima Comunione non avveniva prima dei 12-14 anni, età in cui si arriva a una buona conoscenza della dottrina cristiana. Nel 1910, però, il decreto “Quam Singulari” (Di qual affetto particolare abbia Cristo sulla terra amato i bambini) della Congregazione per la Disciplina dei Sacramenti abbassò l’età intorno ai 7 anni perché, secondo Pio X, non era necessario conoscere tutto il catechismo per essere ammessi all’Eucaristia, ma era sufficiente avere ricevuto una preparazione fondata sulla conoscenza dei misteri principali della fede cristiana, avere raggiunto l’età della discrezione e sapere distinguere il pane comune dall’Eucaristia.

Lo stesso Pontefice dichiarò la beata Imelda Lambertini patrona delle Prime Comunioni. Naturalmente, la partecipazione dei bambini alla Messa della domenica non deve esaurirsi con la fine del catechismo e con la cerimonia della Prima Comunione. Anzi: è sempre papa Francesco a ricordarci che «è tanto importante andare a Messa la domenica, non soltanto per pregare, ma per ricevere la Comunione, questo pane che è il corpo di Gesù Cristo che ci salva, ci perdona, ci unisce al Padre. È bello fare questo!»

Ma prima della Comunione c’è la confessione
Ma che cos’è la Confessione? è uno dei sette sacramenti (la Riconciliazione) e serve al credente per ottenere dal sacerdote la remissione dei peccati. Francesco ha ricordato di non considerare il confessionale «come una tintoria» che smacchia dai peccati: la confessione
«è un incontro con Gesù che ci aspetta per perdonarci». Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, gli atti del penitente sono quattro: l’esame di coscienza, la contrizione (che include il proposito di non peccare più), la confessione e la soddisfazione (cioè la penitenza imposta dal confessore). Si devono confessare tutti i peccati gravi almeno una volta l’anno e, comunque, prima di ricevere la Comunione.

Ricevere l’ostia in stato di grazia
L’ostia, che viene somministrata durante l’Eucaristia, prima di essere consacrata è una semplice cialda di pane azzimo, cioè che non ha subito processo di fermentazione e al quale non è stato aggiunto il lievito, fatto con farina di frumento. Dopo la consacrazione, in virtù della Transustanziazione (cioè la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del corpo di Cristo e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo sangue), l’ostia è il vero Corpo di Gesù. Per riceverlo, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, bisogna essere in stato di grazia, cioè senza coscienza di peccato mortale. Inoltre, sono importanti lo spirito di raccoglimento e di preghiera, l’osservanza del digiuno prescritto dalla Chiesa (consiste nell’astenersi da cibi e bevande, a parte l’acqua, per un’ora almeno prima della Comunione) e l’atteggiamento del corpo (gesti, abiti), in segno di rispetto a Cristo.

di Tiziana Lupi

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