“Preghiamo per le popolazioni colpite dal terremoto in Nepal”

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“Cari fratelli e sorelle, desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni colpite da un forte terremoto in Nepal e nei Paesi confinanti. Prego per le vittime, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità. Abbiano il sostegno della solidarietà fraterna. E preghiamo la Madonna perché sia loro vicino”. Ecco l’appello di Papa Francesco durante il Regina Coeli della quarta domenica di Pasqua, quella che viene anche chiamata “del buon pastore”.

Il buon pastore offre la vita per le pecore“: Bergoglio riprende queste parole di Giovanni per spiegare il sacrificio che Gesù ha fatto per  tutti noi. “Per te, per te, per te, per me, per tutti! E per questo è il buon pastore”, spiega Francesco.

Cristo è il pastore vero, che realizza il modello più alto di amore per il gregge: Egli dispone liberamente della propria vita, nessuno gliela toglie, ma la dona a favore delle pecore. In aperta opposizione ai falsi pastori, Gesù si presenta come il vero e unico pastore del popolo: il cattivo pastore pensa a sé stesso e sfrutta le pecore; il pastore buono pensa alle pecore e dona sé stesso. A differenza del mercenario, Cristo pastore è una guida premurosa che partecipa alla vita del suo gregge, non ricerca altro interesse, non ha altra ambizione che quella di guidare, nutrire e proteggere le sue pecore. E tutto questo al prezzo più alto, quello del sacrificio della propria vita”.

“Ma contemplare e ringraziare non basta. Occorre anche seguire il buon pastore”, spiega il Santo Padre alla folla presente nella calda giornata romana. “A questo stile di vita pastorale, di buon pastore, sono chiamati anche i nuovi sacerdoti della diocesi di Roma, che ho avuto la gioia di ordinare questa mattina nella Basilica di San Pietro“, continua mentre due sacerdoti neo-ordinati si affacciano accanto al Santo Padre alla finestra della loggia.

di Alessia Sironi

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