Portacomaro, ecco il Paese d’origine di Papa Bergoglio

13 Aprile 2014 Mondo di Francesco

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Portacomaro, paese d'origine della famiglia Bergoglio (credits: Corbis Images)

Portacomaro, paese d’origine della famiglia Bergoglio (credits: Corbis Images)

Non fosse per papa Francesco, a Portacomaro (accento sulla seconda “a”), duemila anime distribuite fra le colline del basso Monferrato, in provincia di Asti, si parlerebbe quasi solo delle virtù del Grignolino. Da un anno a questa parte, invece, il buon vino rosso tipico di queste zone è stato spodestato nei discorsi al bar del paese da Jorge Mario Bergoglio. È non è poca cosa in una zona che alle vocazioni religiose aveva sempre preferito quelle viticole.

Il motivo di questo attaccamento è semplice: il Pontefice amato in tutto il mondo è originario di qui. O meglio, suo nonno Giovanni possedeva l’antico casale di Bricco Marmorito, che domina la vallata «e che da queste parti un tempo chiamavano Bricco Bergoglio, visto che la strada che porta lassù era disseminata di case di famiglie con quel cognome », dice il sindaco di Portacomaro, Valter Pierini. Poi il nonno si trasferì a Torino e da lì, con la moglie Rosa e il figlio Mario Giuseppe, andò in Argentina. Fu poi a Buenos Aires che Mario conobbe e sposò Regina Maria, e meno di un anno dopo nacque il primogenito Jorge Mario.

La cosa strana è che Bricco Marmorito si trova in località Portacomaro Stazione, che fa parte del comune di Asti, non di quello di Portacomaro. Il che sta generando un po’ di campanilistico attrito, visto che del titolo di «Papalandia» (come l’ha già ribattezzata qualcuno) vorrebbero fregiarsi un po’ tutti. La parente più prossima di papa Francesco è una cugina che si trova a Torino, ma da queste parti sono disseminati molti altri cugini di «quarto-quinto grado», stando al sindaco. Eppure anche la più vicina o lontana “cuginanza” col Papa viene vista, interpretata dai singoli con sfumature diverse che vanno in genere dal secondo al quarto grado. In municipio è custodito il prezioso elenco dei parenti, dal quale alcuni hanno voluto essere cancellati, a quanto pare un po’ stanchi delle attenzioni dei media.

Lo stesso atteggiamento di “stanchezza” lo ha anche don Andrea, il giovane parroco del paese. Si dice disponibile a mostrare l’atto di battesimo del nonno del Papa, a condizione di non rilasciare, però, alcuna dichiarazione. «Suo nonno e mio nonno erano fratelli», dice l’agricoltore Delmo Bergoglio, 76 anni, nel bel mezzo dell’aia di casa, accanto alle balle di fieno della cascina, fra decine di galline e cani che si rincorrono. Fra le mani stringe un quadro con la foto che lo ritrae col Papa, nel momento del loro incontro in piazza San Pietro, in Vaticano.

Una preghiera per la moglie malata

«Quando siamo stati a Roma all’Udienza generale, nel settembre scorso, fra tutti i parenti sono stato quello con cui ha parlato di più», racconta. «Abbiamo chiacchierato un po’, mi ha detto di avere coraggio e di pregare anche per mia moglie, che non sta bene. Ricordava una volta in cui venne a chiamarmi mentre io stavo al bar, tanti anni fa.Pur essendo nato a Buenos Aires, lui qui a Portacomaro è venuto un po’ di volte, anche prima di diventare un cardinale». Quelle visite sempre informali di padre Bergoglio le ricordano in pochi, se non alcuni parenti. L’intero paese, invece, sogna una sua visita ufficiale come Papa. Qualcuno per puro e sincero affetto; qualcun altro anche con un po’ di comprensibile interesse.

Chissà se il 2015 porterà qui il Papa

C’è chi ipotizza addirittura le date: il passaggio potrebbe avvenire tra aprile e giugno 2015, il periodo della prossima ostensione della Sacra Sindone, durante il quale il Papa dovrebbe fare visita a Torino; oppure nell’agosto 2015,
quando ad Asti si festeggerà il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. Tutti, comunque, sono sicuri che una tappa del Papa significherebbe la vera consacrazione per il paese. Entrare nell’olimpo delle località papali, com’è avvenuto per Sotto il Monte, comune del Bergamasco dove nacque papa Giovanni XXIII.

I pessimisti temono invece che la visita ufficiale non ci sarà mai, vista la difficoltà di garantire la sicurezza in un
paesino fra le campagne. Del resto Francesco è allergico ai protocolli, e potrebbe fare sorprese “seminando” le guardie del corpo. Nella piazza di Portacomaro raduniamo altri tre cugini del Pontefice. «Io però sono acquisito », dice Angelo Goia, 86 anni. «Il fratello di mio nonno ha sposato una sorella del nonno del Papa. Secondo me il Santo Padre a volte non si rende neanche conto dell’importanza che ha. Parla con chiunque, non indossa scarpe rosse, si comporta a tutti gli effetti proprio come una persona comune. Spero che venga qui, anche se forse non sapremmo neppure dove ospitarlo».

Francesco ci scuote e ci stupisce

«Mia nonna era la cugina del nonno del Papa», spiega Carla Rampone 72 anni. «Lo considero meraviglioso
per come si esprime, per come arriva al cuore della gente, dei bambini e degli anziani. Spero che indirettamente faccia qualcosa anche per la mia famiglia: ho una figlia che vorrei potesse accedere ai sacramenti, vivendo sotto la luce di Dio, pur essendo separata. Oltretutto ha un bambino di tre anni. Mi piacerebbe che il Papa ci desse questa gioia».

«Mia mamma Dorina era nipote di Giovanni Dionigi Bergoglio, uno dei fratelli del bisnonno del Papa», interviene infine Adelina Verrua, 67 anni, che lo scorso settembre era sul pullman partito per l’udienza generale con Francesco a Roma. Lei ha potuto partecipare alla cosiddetta cerimonia del baciamano, cioè l’incontro con un piccolo gruppo di persone che, in prima e seconda fila, possono stringere la mano o dialogare per qualche istante col Pontefice.Ora Adelina ricorda: «Gli ho parlato e mi ha detto di pregare per lui. Bergoglio ha senz’altro la forza dello Spirito Santo. Lui è così: ci stupisce, ci scuote e, parlando con chiarezza semplifica la dottrina cristiana. Non è cosa di poco conto. Mi piace pensare che le sue parole possano influire pesantemente per garantire o migliorare la pace nel mondo. E poi sta in mezzo alla gente, sempre: anche agli esercizi spirituali ad Ariccia è andato in pullman in mezzo agli altri».

Francesco, sei tutti noi!

Manifesti ai balconi, striscioni, locandine, richiami ovunque: Portacomaro è fiera della sua vicinanza al Pontefice e non lo nasconde. Persino Arturo Sallaku, fruttivendolo di origini albanesi, ha piazzato una foto gigante di Bergoglio all’ingresso del negozio. Il caso più singolare, però, è quello di Daniel Ormeno. Daniel è nato in Argentina 50 anni fa, e ha vissuto e frequentato diversi luoghi cari anche al Papa; molti anni fa ha deciso di trasferirsi in Italia ed è venuto proprio a Portacomaro: singolari coincidenze… Ormeno ha fondato l’associazione Plaza Argentina, per favorire e incrementare i rapporti culturali ed economici fra Italia e Argentina.

di Franco Bagnasco

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