Pedofilia e “santoni“: il Papa si arrabbia davvero

8 Giugno 2016 News, Parole e pensieri

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Credit: Getty Images

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Già altre volte abbiamo mostrato che anche la infinita pazienza di papa Francesco ogni tanto ha un limite. Questa volta, il Papa è passato ai fatti. Nello scorso fine settimana, la pubblicazione di due lettere ha scosso la Chiesa. Sono due lettere che contengono decisioni importanti e drastiche, che ci fanno capire come papa Francesco sia un pastore sempre attento al comportamento del suo gregge e sappia essere, quando è necessario, severo. In più, queste lettere ci ricordano come il Papa, per fare rispettare le sue decisioni, possa utilizzare strumenti che per qualcuno potranno avere un “sapore” antico, ma hanno ancora oggi una grande forza.

Sabato 4 giugno, con la lettera apostolica in forma di motu proprio (nel riquadro dell’altra pagina spieghiamo che cosa vuol dire) intitolata Come una madre amorevole, Francesco ha rinnovato il suo impegno per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili.

Domenica 5 giugno, invece, è stata resa nota la scomunica per delitto canonico di scisma (anche questi termini sono spiegati nel riquadro dell’altra pagina), maturata dopo un’indagine della Congregazione della Dottrina della Fede, di quanti aderiscono alla Chiesa cristiana universale della Nuova Gerusalemme, una sedicente chiesa attiva in Ciociaria, nel Lazio meridionale.

La scomunica: contro i fedeli della chiesa cristiana universale della nuova Gerusalemme

I fedeli della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo, che copre una parte della provincia di Frosinone, non dovranno dimenticare la messa di domenica 5 giugno.

Nelle parrocchie, infatti, è stato letto il comunicato del 29 maggio con cui la Curia ha spiegato perché i fedeli della Chiesa cristiana della Nuova Gerusalemme sono scomunicati.

Questa organizzazione è fiorita nella località di Gallinaro (Frosinone) sull’onda dell’entusiasmo per presunte apparizioni di Gesù Bambino alla signora Giuseppina Norcia, avvenute a partire dal 1947.

La “veggente” è morta nel 1989, a 49 anni, e le sue visioni non sono mai state riconosciute; tuttavia, la devozione si è diffusa, anche grazie all’opera di predicazione del genero della donna, Samuele. Secondo questa setta, papa Francesco e la Chiesa sono “eretici”, ovvero con le loro opere vanno contro l’insegnamento autentico di Cristo, che viceversa sarebbe dato solo dalla Nuova Gerusalemme ciociara…

Per la Chiesa e per il Papa, invece, le iniziative di questo movimento pseudo-religioso, costituitosi come sedicente Chiesa cristiana il 4 ottobre 2015, sono in totale opposizione alla dottrina cattolica e non hanno nulla a che fare con la grazia della Fede e della Salvezza, affidate da Gesù Cristo alla Chiesa fondata sulla salda roccia di Pietro.

Il motu proprio: i vescovi negligenti verranno rimossi

Francesco ha aperto la sua lettera apostolica in forma di motu proprio del 4 giugno paragonando la Chiesa a una madre amorevole, che ama tutti i figli, ma cura e protegge con affetto particolarissimo i più piccoli e indifesi. Questo compito di protezione, dice il Papa, spetta a tutti, ma in particolare ai vescovi diocesani, e chi fra loro non s’impegnerà abbastanza potrà essere rimosso “per causa grave”, come dice il diritto canonico.

Non c’è ambiguità nelle parole di Francesco: “Tra le cause gravi è compresa la negligenza dei vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori e adulti vulnerabili”.

Il vescovo negligente è quello che con gli atti che compie (o che non compie…) provoca gravi danni fisici, morali, spirituali o patrimoniali a singole persone o alla comunità.

Dal prossimo 5 settembre, appena appariranno indizi di negligenza, partirà un’indagine sul vescovo, che potrà difendersi. Se verrà giudicato negligente, verrà rimosso al più presto, o gli verrà chiesto di rinunciare all’incarico entro 15 giorni. La decisione sulla rimozione verrà sottoposta all’approvazione del Santo Padre.

di Enrico Casarini

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