Pedofilia e abusi: le decisioni di papa Francesco

27 febbraio 2019 News

tweet
Credit Osservatore Romano

Credit Osservatore Romano

Piaga, scandalo, disumanità, mostruosità, brutalità. Persino Satana… Sono tante le parole risuonate nell’Aula Nuova del Sinodo nei quattro giorni dell’incontro sulla Protezione dei minori nella Chiesa. Quelle che ci hanno colpito di più sono naturalmente quelle di papa Francesco che ha fatto della lotta agli abusi nella Chiesa uno dei punti cardine del suo pontificato: «Il consacrato, scelto da Dio per guidare le anime alla salvezza, si lascia soggiogare dalla propria fragilità umana, o dalla propria malattia, diventando così uno strumento di Satana», ha detto Bergoglio nel discorso dopo la messa conclusiva celebrata nella Sala Regia del Palazzo apostolico. 

Dopo avere parlato della pedofilia come di una piaga purtroppo universale, Francesco ha aggiunto: «Dobbiamo essere chiari: l’universalità di tale piaga, mentre conferma la sua gravità nelle nostre società, non diminuisce la sua mostruosità all’interno della Chiesa. La disumanità del fenomeno a livello mondiale diventa ancora più grave e scandalosa nella Chiesa, perché in contrasto con la sua autorità morale e credibilità etica». 

Il Papa ha parlato dell’incontro anche all’Angelus di domenica: «Poiché è un problema diffuso in ogni Continente, ho voluto che lo affrontassimo insieme, in modo corresponsabile e collegiale… Abbiamo ascoltato la voce delle vittime, abbiamo pregato e chiesto perdono a Dio e alle persone offese, abbiamo preso coscienza delle nostre responsabilità, del nostro dovere di fare giustizia nella verità, di rifiutare radicalmente ogni forma di abuso di potere, di coscienza e sessuale».

Altrettanto duri sono stati i toni di tutti gli interventi fatti nei quattro giorni dell’incontro. Ne ricordiamo due perché sono stati fatti da donne e hanno messo in evidenza quanto sia importante il ruolo che le donne possono svolgere nella Chiesa (anche) nella lotta alla pedofilia.

Valentina Alazraki, giornalista messicana che si occupa di Vaticano da ben 45 anni, ha detto: «Gli abusi contro i minori sono crimini. Come giornalista, donna e madre, vorrei dirvi che pensiamo che abusare di un minore sia spregevole quanto coprire l’abuso, e voi sapete meglio di me che gli abusi sono stati coperti in modo sistematico, dal basso verso l’alto». 

Ricordando il caso di Marcel Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo che per anni ha abusato impunemente di tanti giovani, ha rimarcato il compito dell’informazione: «Se voi non vi decidete in modo radicale di stare dalla parte dei bambini, delle mamme, delle famiglie, della società civile, avete ragione ad avere paura di noi, perché noi giornalisti, che vogliamo il bene comune, saremo i vostri peggiori nemici».

Linda Ghisoni, sottosegretario al dicastero per Laici, Famiglia e Vita, ha ricordato quanto sia importante venire a conoscenza degli abusi: «Ascoltare testimonianze come queste non è un esercizio di commiserazione: è un incontro con la carne di Cristo nella quale sono inferte ferite forse mai rimarginabili».

Alla luce di quanto ascoltato nei quattro giorni dell’Incontro sulla piaga degli abusi ai minori perpetrati da rappresentanti del Clero e soprattutto ripensando alle parole delle vittime, che sono state davvero un pugno nello stomaco, non ci si può fare a meno di chiedere che cosa accadrà adesso. Le parole e i buoni propositi che abbiamo ascoltato si trasformeranno in misure concrete di prevenzione e di azione contro chi compie questi crimini? 

Francesco non ha dubbi e come sempre rassicura tutti noi fedeli, il Popolo di Dio. Alla fine della messa che ha concluso i quattro giorni ha detto: «Vorrei qui ribadire chiaramente: se nella Chiesa si rilevasse anche un solo caso di abuso, che rappresenta già di per sé una mostruosità, tale caso sarà affrontato con la massima serietà. Nella rabbia, giustificata, della gente, la Chiesa vede il riflesso dell’ira di Dio, tradito e schiaffeggiato da questi disonesti consacrati. L’obiettivo della Chiesa sarà, dunque, quello di ascoltare, tutelare, proteggere e curare i minori abusati, sfruttati e dimenticati, ovunque essi siano». 

All’Angelus (sempre domenica scorsa) ha poi aggiunto: «Vogliamo che tutte le attività e i luoghi della Chiesa siano sempre pienamente sicuri per i minori; che si prendano tutte le misure possibili perché simili crimini non si ripetano; che la Chiesa torni a essere assolutamente credibile e affidabile nella sua missione di servizio e di educazione per i piccoli secondo l’insegnamento di Gesù».

In concreto, le misure di cui parla Francesco sono quelle annunciate da padre Federico Lombardi, già direttore della Sala Stampa della Santa Sede e oggi presidente della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, che ha moderato l’Incontro nell’Aula Nuova del Sinodo. 

Prima di tutto padre Lombardi ha anticipato che a breve sarà pubblicato un motu proprio sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili per rafforzare la prevenzione e il contrasto agli abusi nella Curia Romana e nel Vaticano. 

Il Motu Proprio è un documento di enorme forza perché nasce solo dalla volontà del Papa (questo vuol dire la formula in latino: “per propria iniziativa”), senza che altri abbiano avuto voce in capitolo, e vale per tutti i fedeli. Questo motu proprio accompagnerà una nuova legge vaticana e le Linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano sullo stesso argomento. 

In via di pubblicazione c’è anche un vademecum della Congregazione per la Dottrina della Fede che aiuterà i vescovi a capire chiaramente doveri e compiti. Rispettando i desideri di Francesco, dovrebbero essere anche costituiti gruppi di esperti in grado di intervenire e aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che possono trovarsi in difficoltà. 

Il lavoro è iniziato subito dopo la fine dell’Incontro e il comitato organizzatore si è già incontrato con i responsabili della Curia Romana per impostare al più presto il lavoro necessario a dare sostanza alle idee e ai propositi maturati nei giorni scorsi: ciò dimostra ancora una volta come la punizione degli abusi e la difesa dei più piccoli rimangono una priorità assoluta della Chiesa di Francesco. 

di Tiziana Lupi

TAG

, , , ,

VEDI ANCHE