Parla Max Giusti: “I miei 50 anni? Festeggiarli col Papa”

25 luglio 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Nel maggio del 2014 Max Giusti riuscì a far ridere di gusto papa Francesco nello show organizzato per gli studenti del progetto “La Chiesa per la scuola“. Per una decina di minuti i sorrisi di Francesco si trasformarono in risate sonore e contagiose… Qualche mese dopo, il comico e conduttore televisivo allietò, con il cantante Nek, l’udienza papale alla Federazione Italiana Tennis, e anche in quella occasione il Papa si divertì tantissimo…

Max Giusti (che dopo il successo del programma Boom!, torna a settembre con la nuova trasmissione Chi ti conosce?, sempre sul Canale Nove) oggi ricorda e racconta, ancora emozionatissimo: « Mi ritengo un privilegiato per avere incontrato due volte il Sommo Pontefice».

In effetti lei è uno dei pochi personaggi famosi ad avere avuto la fortuna di incontrare per ben due volte il Papa…

«Qualche volta ci penso e non mi sembra vero. Ricordo la prima volta: è vero che rideva molto. Io ero così concentrato che temevo persino di sbagliare le battute, ma credo sia stato lo spettacolo più bello della mia vita. Far ridere tutti quelli che mi stavano guardando (ed erano migliaia di persone) e il Papa in particolare mi dava grande carica. Lui era in prima linea e si divertiva un mondo. Furono minuti pazzeschi per me. In quell’occasione mi accompagnò mia madre e la cosa mi fece particolarmente piacere. Quando l’assistente del Papa mi disse che non lo aveva mai visto ridere così tanto, provai una sensazione meravigliosa. Piansi dalla gioia».

Poi l’udienza con la Federazione Italiana Tennis…

«Lì riuscii a portare anche mia moglie e tutti i bambini della Federazione. Ricordo che in Aula Paolo VI il Papa, dopo avermi riconosciuto e con il sorriso stampato sulla faccia, mi disse: “Ma non è che io e lei ci stiamo vedendo un po’ troppo spesso?”… Benedì me, mia moglie e tutta la mia famiglia…».

Ma i vostri figli quel giorno non erano con voi…

«No. Dato che dovevo esibirmi, i tempi per seguire le procedure di sicurezza sarebbero stati troppo lunghi per i nostri figli che, all’epoca, erano davvero molto piccoli. Tornati a casa, sia io che mia moglie posammo le nostre mani sul capo dei nostri bambini per trasferire il messaggio d’amore e quella energia positiva ricevuta da papa Francesco. Ma io ho un sogno…».

Incontrare di nuovo il Papa? 

«Non c’è due senza tre! Il 28 luglio festeggio 50 anni e sarebbe bello se potessi regalarmi con moglie e figli un nuovo incontro col Papa. È un uomo che sprigiona luce, serenità; il mondo ha bisogno di uno come lui: racconta un cattolicesimo più genuino, più semplice, più diretto. È un Papa salvifico».

L’estrazione cattolica la deve alla sua famiglia d’origine?

«Sono nato in una famiglia di forte tradizione cattolica. Ho frequentato le scuole delle suore francescane, ho fatto il chierichetto, sono cresciuto in oratorio… Per me sono saldi e sempre attuali i valori del cattolicesimo. Solidarietà e condivisione sono principi a cui mi sono sempre ispirato».

È praticante?

«Da ragazzino sempre. Ora non riesco sempre a partecipare alla messa, ma appena ho tempo corro in chiesa. Da molti anni, poi, collaboro con la Comunità di Sant’Egidio. Come dico spesso agli amici, faccio molto volontariato non solo per ripulire l’anima, ma perché sento nel cuore il bisogno di fare sempre qualcosa per gli altri. La comunità ci insegna a stare accanto agli ultimi, anche ai più “scomodi”. Io cerco di portare il buon umore: sono un giullare sul palco, ma anche nella vita di tutti i giorni».

Gli artisti vivono di alti e bassi. Le è mai capitato di invocare un aiuto divino?

«Per la carriera? Mai. Scomodare Dio per il lavoro è un oltraggio. Quando prego, chiedo al Signore di guardare e di far stare bene familiari, amici e persone sofferenti».

Prega molto?

«Sono cresciuto con mia nonna, perché i miei lavoravano, e da lei ho ereditato la sana abitudine di pregare la Madonna prima di andare a dormire. Lo faccio tutti i giorni da quando ero piccolissimo: è un modo sereno per addormentarmi».

Ci tolga una curiosità: prima di uno spettacolo o di una diretta tv, qual è il suo rito?

«È un gesto scaramantico, a metà tra sacro e profano: prima mi faccio il segno della Croce e poi tocco ferro. Infallibile…».

di Antonella Silvestri

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