Parla l’economista argentina Cristina Calvo: “Il Papa? È il nuovo san Francesco”

19 Febbraio 2020 News

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Credit Osservatore Romano

Ad Assisi a fine marzo si terrà un importante incontro intitolato “Economy of Francesco”. Cristina Calvo, economista e professoressa di Buenos Aires fa parte del comitato scientifico e organizzativo del progetto sull’Economia di Francesco. Dice subito: «Il Papa vuole parlare di economia coi ragazzi. Dice che gli adulti devono essere come i genitori che preparano la festa di compleanno dei figli; fanno la spesa, prendono i regali e poi chiudono la porta per lasciare che i figli si divertano».

Com’è nata questa idea?

«Il Papa parla spesso della necessità d’integrare l’economia con l’ecologia, ma si è accorto che la gravità del cambiamento climatico non viene affrontata. Si parla molto ma si fa poco. Così ha pensato: se gli adulti al potere sono riluttanti a trasformare economia e sistema sociale, invitiamo i giovani…».

Perché ad Assisi?

«Con san Francesco ci fu un cambiamento epocale. Quando si denuda davanti al padre c’è un cambio tra vecchia e nuova economia. Bernardone, il padre, era un capitalista usuraio e Francesco si rende conto delle iniquità. L’atto di spoliazione fu un forte simbolo per dare inizio a una nuova forma di vita sociale ed economica».

Per questo si chiama “Economy of Francesco…”

«In realtà è per entrambi: epoche differenti, ma entrambi profeti. Dopo san Francesco nacque il microcredito, il Monte di Pietà: erano come piccoli banchi popolari che i Francescani crearono per i poveri affinché non cadessero nell’usura che allora era normale. E poi c’è il nuovo Francesco, il Papa che adotta il nome del Poverello per una Chiesa che viva nella sobrietà, cerchi i dimenticati e non stia dalla parte dei potenti».

Come ha conosciuto il Papa?

«Sono stata coordinatrice nazionale della Caritas argentina e così conobbi il cardinale Bergoglio. Sono rimasta in contatto e ho avuto molte possibilità di interagire con lui. Posso testimoniare la sua umiltà e la preferenza per gli ultimi. Papa Francesco è tale e quale a come era il vescovo Bergoglio. Lo incontravo in ospedale mentre era in visita a un sacerdote malato: lo ha sempre fatto con umiltà, sempre con vicinanza e cordialità. E questo nonostante qualche fastidio che gli proveniva dalla stessa Chiesa».

Qual è la visione economica del Santo Padre?

«Integra l’aspetto economico con il sociale e l’ambiente. Cioè è rispettosa dei diritti umani. Insomma, il mercato deve essere al servizio della dignità delle presone e non al servizio della finanza che ha generato la scandalosa disuguaglianza di oggi».

Ed è possibile?

«Ci sono moltissime esperienze “inclusive” in tutto il mondo. Bisogna solo cambiare l’idea di massimizzazione del profitto personale per pensare alla cura dell’ambiente e delle persone».

Ha esempi concreti?

«Ad Assisi, il vescovo e il Sindaco si sono mesi 100% a disposizione di questa visione…  Poi c’è l’Istituto Serafico, che  si occupa delle persone con disabilità estreme: ho visto un bambino collegato a un respiratore che può muovere solo delle dita ed è stato messo in condizione di decorare un vaso. È un esempio di come salvaguardare la dignità anche fisica: il mercato economicista lo considererebbe scarti non produttivi».

Ma l’economia può essere cristiana?

«Il Vangelo è per tutti, incluso chi non ha una fede definita o un riferimento religioso. Tutti i valori e principi cristiani possono essere vissuti».

Come si può partecipare all’evento?

«Basta iscriversi sul sito web. Abbiamo posto un limite d’età di  35 anni. Si piò contribuire in tutti i tipi di espressione dell’economia, dalla teoria alla pratica, anche per chi lavora in una favela».

Quando ha incontrato l’ultima volta il Papa?

«Recentemente c’è stato un evento organizzato dalla Pontificia Accademia di Scienze Sociali alla Casina Pio IV. Il Papa è venuto a fare un saluto e siccome mi conosce  si è avvicinato e mi ha detto: “Quindi stai lavorando per preparare la bomba di Assisi…”».

di Adriano Alimonti e Federico Wals

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