Parla il prete di periferia che attende il Papa a Milano

23 Febbraio 2017 Mondo di Francesco, News

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09 Papa a MilanoManca poco più di un mese alla visita di Francesco a Milano e già fervono i preparativi per il suo arrivo il 25 marzo. Com’è nel suo stile, il Papa ha scelto di iniziare la sua visita dalle periferie, prima di spostarsi nella centralissima piazza Duomo e poi nel Parco di Monza per la grande messa. L’atterraggio all’aeroporto di Linate è previsto per le 8 del mattino, dopodiché il Pontefice farà tappa alle Case Bianche di via Salomone, nel vicino quartiere Forlanini, una zona dove tre residenti su dieci sono stranieri. Di tutte le etnie. Qui Francesco visiterà la parrocchia di san Galdino, e verrà accolto da don Augusto Bonora che guida questa piccola chiesa da più di sei anni. «Quando abbiamo saputo che sarebbe arrivato il Papa, siamo stati travolti dallo stupore e dall’incredulità. Poi è scoppiata la gioia, mentre adesso è il tempo della preparazione», racconta il parroco a Il mio Papa.

Nel quartiere, il Papa visiterà alcune famiglie che vivono nelle case popolari. Tutti vorrebbero incontrarlo, ma qui ci sono più di 500 famiglie: ecco perché sarà la Segreteria Vaticana a decidere. Per don Bonora, «è bello che per arrivare al cuore di Milano il Papa abbia scelto di passare dalla periferia. È un gesto significativo, in totale sintonia con quanto ci sta dicendo da anni. Da quando si è saputo del suo arrivo, la stampa è tornata finalmente a interessarsi del quartiere, con un’attenzione che non avevo mai visto». 

Don Augusto, che pochi giorni fa ha celebrato i primi 30 anni di sacerdozio, raduna nel suo oratorio i ragazzi delle Case bianche. E poco importa che non tutti professino lo stesso credo. 

Se in questo quartiere l’integrazione funziona è anche merito del lavoro svolto dalla parrocchia e dai suoi volontari, che cercano di evitare che i minori intraprendano brutte strade. È per questo che è partita l’attività dei doposcuola. «Ne abbiamo addirittura due» spiega don Augusto: «uno per le elementari, a cui partecipano una quarantina di bambini, e uno per medie e superiori che è gestito dai ragazzi del centro di aggregazione giovanile “La strada”». 

L’annuncio dell’arrivo di Francesco ha portato scompiglio nella comunità, ma la risposta dei fedeli è stata eccezionale. Saranno, infatti, più di 80 i volontari che presteranno servizio il 25 marzo e, in questi giorni, partirà la distribuzione dei biglietti per l’evento. «Ma purtroppo non ci sarà spazio per tutti» commenta il parroco. «Perché le richieste sono tantissime, sia da parte degli italiani che degli stranieri. Perfino i rappresentanti della moschea desiderano essere presenti» dice. Del resto, la parrocchia è un punto di riferimento sia per i cattolici sia per i musulmani che, grazie all’impegno dei volontari, possono beneficiare dei corsi di lingua italiana. «La visita del Papa» conclude don Augusto «rappresenta uno stimolo importante: ci dice che spetta a noi prenderci cura degli altri, partendo proprio dalle periferie come questa».

di Francesco Morrone

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