Parla Candida: “io confessata dal Papa!”

19 Agosto 2016 Gente di Francesco, News

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Credit Getty Images

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Incredula. Eppure è accaduto proprio a lei: lo testimoniano le foto che abbiamo pubblicato in copertina sullo scorso numero di Il mio Papa. «Sono stata confessata da papa Francesco, ancora non mi sembra possibile. Non riesco a credere che sia successo proprio a me». Candida Tonelli, Flora per amici e parenti, 79 anni, è uno dei diciannove fedeli che il 4 agosto, a Santa Maria degli Angeli (Assisi), nel confessionale si è ritrovata faccia a faccia con il Pontefice, giunto  in visita alla Porziuncola nella ricorrenza dell’VIII centenario del Perdono di Assisi.

Nata a Castrocaro, in Romagna, telefonista per anni, vive a Perugia dal 1973. Nella sua casa luminosa,  con terrazza piena di fiori e finestre spalancate sulle colline umbre, racconta quei minuti che fino ad «oggi non è riuscita a descrivere a nessuno». Accanto a lei la figlia, Chiara Cherubini, suora francescana alcantarina, la guarda con affetto e il sorriso sul volto.

Signora Candida, il 4 agosto 2016 è una data che non scorderà facilmente…

«È vero. Quel giorno mia figlia Chiara è venuta a prendermi per andare insieme a Santa Maria degli Angeli. Da quando ho avuto un ictus, nel ’99, non riesco più a camminare. In casa faccio qualche passo con il bastone, ma se devo uscire mi muovo sulla sedia a rotelle e quindi fuori devo essere sempre accompagnata. Entrate in basilica, Chiara mi ha posizionato a metà navata, sulla destra.  La gente intorno a me faceva le foto al Pontefice con il cellulare. Io dalla carrozzina, allungavo il collo il più possibile ma vedevo  solo un angolino dell’altare».

Poi cosa ha fatto?

«Al termine della cerimonia il Papa ha detto che per chi si voleva confessare erano disponibili frati e vescovi. Chiara mi ha chiesto: “Cosa vuoi fare mamma?” e io, senza esitare, le ho risposto: “Vorrei confessarmi. Mi aiuti? Vorrei andare da padre Viola”. Padre Vittorio Viola, oggi vescovo di Tortona, mi confessò  per il Perdono nel ’99 quando era frate a Santa Maria degli Angeli. Avevo da poco avuto l’ictus, lui mi disse di avere fede attraverso la malattia. Le sue parole mi furono di grande aiuto. Per questo volevo andare da lui». 

Quindi era convinta di trovarsi davanti padre Viola?

«Assolutamente sì. Chiara spingeva la carrozzina e io facevo l’esame di coscienza pensando alle cose da dire a padre Viola.  Mia figlia mi ha messo in fila davanti ad un confessionale dove dei boy scout attendevano e si è allontanata per confessarsi. Mi “ha affidato” ad un ragazzo chiedendogli di starmi vicino».

Chiara guarda la mamma tra il divertito e il commosso.

«Dopo essermi confessata» dice la figlia Chiara «sono tornata alla fila della mamma. Con stupore ho visto che quel ragazzo la stava spingendo avanti perché i gendarmi gli avevano fatto cenno di avvicinarsi. A pochi metri dal confessionale mi sono resa conto che dentro c’era papa Francesco. Alla mamma ho detto: “Guarda che non c’è padre Viola”. E lei mi ha risposto “e va be’, per stavolta”. Non sapeva cosa le stava per accadere».

Mamma e figlia si guardano e scoppiano a ridere…

«In quei pochi metri, mentre mi spingevano la carrozzina, io ero assorta nei miei pensieri e non mi sono resa conto che il Papa stava aspettando proprio me. Soltanto quando mi sono trovata al confessionale ho alzato lo sguardo e ho visto il suo viso, i suoi occhi così grandi da vicino. Ero scioccata. Ho chinato la testa e ho iniziato la confessione. Non mi sembrava vero».

Che effetto le ha fatto trovarsi faccia a faccia con lui?

«Mi ha trasmesso subito tanta serenità. Sono riuscita a non emozionarmi perché mi ha messo molto a mio agio. Alla fine lui mi ha detto: “Si ricordi di pregare per me”. Gli ho risposto: “Certo e anche per i sacerdoti”. Lui ha risposto: “Per i sacerdoti e per i vescovi, i vescovi, i vescovi (l’ha ripetuto tre volte) e per me, per me».

Poi cosa è successo?

«Mi ha dato la benedizione, poi mi ha stretto la mano. A quel punto ho preso coraggio e gli ho detto: “Allora Papa, ascolti, ci vediamo in paradiso perché qui i tempi sono corti, abbiamo suppergiù la stessa età”. Lui mi ha risposto: “Io non so se arriverò in paradiso”, e io: “Se vado via prima io l’aspetto, semmai  la tiro su”. A quel punto mi ha stretto ancora più forte la mano, ha fatto una risata e mi ha salutato». 

Cosa l’ha colpita di più e cosa le ha lasciato questa giornata?

«La sua capacità di ascolto. Io parlavo e lui mi ascoltava guardandomi sempre negli occhi anche se io non riuscivo ad alzare lo sguardo. Quando mi ha stretto forte la mano poi è stato bellissimo.  È stata una giornata grande, indimenticabile, che mi ha riempito il cuore e che ha dato serenità al mio spirito, al mio io profondo. Il Pontefice mi ha trasmesso una gioia immensa che è rimasta dentro di me e che ora mi dà la forza per andare avanti”.

di Simonetta Palmucci

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