Il Papa: “Essere vescovo è un servizio, non una vanità”

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Al termine dell’udienza papa Francesco ha rivolto un saluto particolare a molti gruppi presenti in piazza San Pietro: «Tutti esorto a promuovere la cultura dell’incontro, riconoscendo il Signore presente particolarmente nei poveri» (credits: Getty Images)

Al termine dell’udienza papa Francesco ha esortato tutti a promuovere la cultura dell’incontro, riconoscendo il Signore presente particolarmente nei poveri (credits: Getty Images)

Era prevista pioggia a Roma, per questo i malati sono stati fatti accomodare in Aula Paolo VI e sulla papamobile è stata montata la copertura rigida, invece quando Francesco arriva in piazza San Pietro per l’udienza generale, insieme a migliaia di pellegrini, c’è il sole ad accoglierlo. Comincia il giro e poco dopo dice ai suoi uomini: «Prendete i bambini per favore». Ne bacia una piccolissima, ma la sorella gemella piange e allora lui: «Presto, anche l’altra, meglio evitare la gelosia».

Arrivato sul sagrato il Papa prosegue le sue catechesi sulla Chiesa mettendo l’accento su alcuni elementi che a essa appartengono, come vescovi, presbiteri, diaconi, proprio nel giorno in cui diventa legge in Vaticano la norma che stabilisce che tutti i capi-dicastero della curia romana, cardinali compresi, sono tenuti a presentare la rinuncia e ad andare in pensione a 75 anni.

“I santi ci mostrano la strada”
I vescovi – ha affermato il Pontefice – sono gli strumenti attraverso cui la Chiesa-Gerarchica esercita la sua maternità, loro sono a capo delle comunità, inoltre come successori di Gesù sono invitati ad annunciare il Vangelo e a «pascere il suo gregge», ma guai a farne un vanto, guai a chi si pavoneggia. «Non si tratta», ammonisce, «di una posizione di prestigio, di una carica onorifica. L’episcopato non è un’onorificenza, è un servizio. Non dev’esserci posto nella Chiesa per la mentalità mondana che dice: quest’uomo ha fatto la carriera ecclesiastica, è diventato vescovo». Ma cosa vuol dire allora essere vescovi? «Tenere sempre davanti agli occhi l’esempio di Gesù venuto non per essere servito, ma per servire».

«I santi vescovi», ha aggiunto il Santo Padre, «ci mostrano che questo ministero non si cerca, non si chiede, non si compra, ma si accoglie in obbedienza, non per elevarsi, ma per abbassarsi… È triste quando si vede un uomo che cerca questo ufficio e che fa tante cose per arrivare là e quando arriva là non serve, si pavoneggia, vive soltanto per la sua vanità». Infine il monito a vivere la comunione: i vescovi con le loro comunità e viceversa, a essere come gli apostoli un unico collegio, raccolto attorno al Papa, perché se manca questo la Chiesa non è sana. Poi due appelli forti: uno per i malati di Sla, l’altro, di nuovo, per quelli che soffrono a causa delle guerre, in particolare per la Siria.

di Cecilia Seppia

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