Francesco: “Ridiamo onore a matrimonio e famiglia”

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(credits: Agf)

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Dovevano essere 25 mila i fedeli ad assistere all’udienza generale in piazza San Pietro, secondo i biglietti richiesti alla Prefettura della Casa Pontificia e, invece, ne sono arrivati il doppio: perciò il giro di Francesco in papamobile sembra non finire più. Per tutti c’è una carezza, un saluto, un bacio ai bambini, uno scambio di papalina; poi un sorso di mate (la sua amata bevanda argentina) bandiere, magliette e regali presi al volo, ma la sosta più lunga è con un’anziana signora.

Il Papa la vede, ferma l’auto e scende per abbracciarla. Si danno del tu, come fossero due vecchi amici. «Quanti anni hai?» le chiede il Santo Padre. «Ottantanove» risponde lei. «Caspita 90 anni che bello» esclama il Pontefice. E la signora si affretta a precisare: «No, no, 89, non sono ancora a 90». «Vorrà dire che quando ne farai 90 faremo una bella torta», ribatte Francesco. Lei a quel punto si lancia in una richiesta un po’ audace: «Se faccio una festa tu verrai?» E il Papa risponde: «Vedremo, ma intanto ti prometto che pregherò per te».

Nella catechesi Bergoglio ha, invece, proseguito sul tema “maschi e femmina li creò” tratto dalla Genesi, il primo libro della Bibbia che descrive la creazione dell’universo. L’ultima cosa che fa Dio, dopo aver creato il cielo, la terra, il mare, è quella di creare l’uomo, che è il culmine della sua opera.

“Uomini e donne complementari”
Ma poi si rende conto che Adamo è solo, gli manca qualcosa, così decide di creare la donna. «Quando una persona» dice il Papa facendo un esempio «vuole dare la mano ad un’altra, deve averla davanti a sé: se uno dà la mano e non ha nessuno, la mano rimane lì, gli manca la reciprocità. Così era l’uomo, gli mancava qualcosa per arrivare alla sua pienezza, gli mancava la reciprocità».

La donna però, sottolinea subito Francesco, «non è una replica dell’uomo» né tanto meno è inferiore o subordinata a lui, anche se Dio usa una costola di Adamo per crearla. I due piuttosto, sono fatti della stessa sostanza e sono complementari per questo.

A quel punto tutto è perfetto: Dio affida la terra ad Adamo ed Eva, si fida di loro in modo pieno, ma il maligno introduce nelle loro menti sfiducia e incredulità, afferma il Santo Padre, fino a indurli alla disobbedienza, fino a farli cadere «in quel delirio di onnipotenza che inquina tutto e distrugge l’armonia».

Da quel momento, prosegue, il «loro rapporto verrà insidiato da mille forme di prevaricazione e di assoggettamento, di seduzione ingannevole e di prepotenza umiliante», che arrivano fino ai nostri giorni. «Pensiamo, ad esempio» spiega il Papa «agli eccessi negativi delle culture patriarcali, alle molteplici forme di maschilismo dove la donna era considerata di seconda classe… Alla strumentalizzazione e mercificazione del corpo femminile. Ma pensiamo anche alla recente epidemia di sfiducia, di scetticismo e persino di ostilità che si diffonde nella nostra cultura, riguardo a un’alleanza fra uomo e donna».

L’alleanza tra uomini e donne
Ma allora cosa serve per rimediare a questi “peccati? Ritrovare la fiducia in questa alleanza, altrimenti a rimetterci saranno i figli ormai poco abituati a questa unità, a vedere insieme mamma e papà. «Dobbiamo riportare in onore il matrimonio e la famiglia», conclude il Pontefice.

L’uomo deve essere “tutto per la donna e la donna tutta per l’uomo” per cominciare insieme una nuova strada. E la società, la Chiesa, devono impegnarsi a custodire questa alleanza tra uomo e donna anche se essi sono «peccatori, feriti, confusi e umiliati, sfiduciati e incerti».

Al momento dei saluti Francesco ricorda la Giornata della Terra, ammonendo quanto oggi più che mai sia doveroso custodirla e difenderla: «La relazione degli uomini con la natura non sia guidata dall’avidità, dal manipolare e dallo sfruttare, ma conservi l’armonia divina tra le creature e il creato nella logica del rispetto e della cura, per metterla a servizio dei fratelli, anche delle generazioni future».

di Cecilia Seppia

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