Papa Francesco: un look essenziale

21 marzo 2014 Mondo di Francesco

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L'antica sartoria “Eredi Annibale Gammarelli” (credits: Corbis Images)

L’antica sartoria “Eredi Annibale Gammarelli” (credits: Corbis Images)

Lo stile essenziale di papa Francesco lo ha portato a essere eletto dalla rivista americana Esquire, specializzata in moda maschile, “l’uomo meglio vestito del 2013”, subito dopo aver conquistato la copertina di Time come “Uomo dell’anno”, oltre alla copertina della rivista musicale Rolling Stone. Un plebiscito
assoluto al suo carisma e al suo stile sobrio. Francesco, spoglio da eccessi e lusso, sceglie solo abiti bianchi e non sfoggia accessori e gioielli preziosi.

Un compito di grande responsabilità –  Ma una curiosità sorge spontanea: chi veste papa Francesco? Sono tanti i sarti che aspiravano ad aggiudicarsi l’illustre cliente. A spuntarla è stata l’antica sartoria romana “Eredi Annibale Gammarelli”, situata nel Palazzo della Pontificia Accademia Ecclesiastica, a due passi dal Pantheon. Alla parete del negozio, fa bella mostra un trionfo di ritratti degli ultimi nove clienti Papi. Passanti, avventori e turisti si fermano ad ammirare il gusto dell’antico e scenografico negozio dagli scaffali in legno chiaro, chiedendo «Siete voi i sarti del Papa?». «La sartoria “Eredi Annibale Gammarelli” è stata fondata nel 1798 dal mio antenato Giovanni Antonio » spiega Lorenzo Gammarelli, tra i titolari dell’azienda. «Io faccio parte della sesta generazione che si occupa dell’attività di sartoria specializzata in abbigliamento ecclesiastico. Siamo noi i sarti ufficiali del Vaticano che hanno l’onore di servire il Santo Padre e che hanno vestito gli ultimi Pontefici: papa Pio IX, papa Pio XI, papa Pio XII, papa Giovanni XXIII, papa Paolo VI, papa Giovanni Paolo I, papa Giovanni Paolo II, papa Benedetto XVI e ora papa Francesco».

L’orgoglio dello stilista è palpabile: «L’attività iniziò sotto il Pontificato di Pio VI; poi, di generazione in generazione, la sartoria passò al figlio Filippo e, quindi, al figlio di quest’ultimo, Annibale, che nel 1874 la trasferì proprio dove ci troviamo attualmente. I suoi figli, Bonaventura e Giuseppe, chiamarono la sartoria “Ditta Annibale Gammarelli” in onore del padre». Con questo nome la ditta è oggi conosciuta in tutto il mondo ecclesiastico. «Siamo in questo negozio da 140 anni. Nel 2000 siamo stati inseriti nell’elenco dei Negozi Storici di Roma» spiega lo stilista. L’incarico di vestire papa Bergoglio è arrivato dal Dipartimento Celebrazioni Liturgiche, presieduto da Monsignor Guido Marini, una settimana dopo l’annuncio della rinuncia al ministero di Vescovo di Roma di Papa Benedetto XVI.

«Ogni volta che riceviamo la chiamata dal Vaticano, il resto del nostro lavoro si ferma» dice Gammarelli. «Solitamente, per il nuovo Papa s’inizia a lavorare dal giorno del funerale del precedente Pontefice, in tempi strettissimi, dovendo consegnare le vesti nel momento in cui si apre il Conclave per eleggere un nuovo Papa. Nel caso fossero necessari aggiustamenti dell’ultim’ora, spetterà alle suore allungare o accorciare orli». La sartoria ha avuto l’incarico di preparare tre abiti di misure differenti per il nuovo Papa. «Ne abbiamo cucito uno in misura piccola, per un fisico minuto, uno di taglia media e uno di taglia robusta. I nostri tre modelli sono ispirati alle figure di dieci cardinali più “papabili”. Dopo le elezioni, incontriamo il nuovo Pontefice per prendere le misure sartoriali giuste e ricevere istruzioni e dettagli secondo i suoi gusti».

Sobrietà” è la parola d’ordine da quando Francesco, il 13 marzo scorso, si è affacciato alla loggia centrale della Basilica Vaticana con la croce pettorale in ferro e le sue vecchie scarpe nere. «A differenza degli altri papi, ha preferito non avere lo stemma sulla fascia. Noi tagliamo, cuciamo e rifiniamo nella più partecipe devozione sartoriale, da credenti e ferventi cattolici. Noi obbediamo e basta. Non oseremmo mai fare modifiche o cambiamenti. Seguiamo, scrupolosamente,
l’ordine che ci trasmette il Vaticano». Gli incontri con il Papa non sono frequenti. «Io, personalmente, non ho ancora avuto il piacere di avvicinarlo, ma capiterà perché, di tanto in tanto, veniamo invitati alle cerimonie pubbliche che si tengono in Piazza San Pietro».

La particolarità che distingue gli abiti papali è la sopramanica: una specie di manicotto con bottoncini in lana bianca che fuoriesce dalla manica. «L’abito papale è composto dalla veste talare con i bottoni di seta, la pellegrina sulle spalle, la fascia in vita, che Francesco ha voluto senza lo stemma papale, e lo zucchetto sul capo. Noi realizziamo la veste talare bianca e i vari capi per i momenti liturgici. Nelle occasioni speciali, il Papa sulla veste talare indossa la casula: bianca durante le festività, viola durante la Quaresima e l’Avvento, rossa durante le feste dei Martiri e verde durante il tempo ordinario, cioè nel quotidiano». I colori degli abiti segnano la differenza di gradi ecclesiastici. La simbologia dei colori rimarca il mistero di Gesù e indica nel bianco la purezza e la carità e nel rosso l’integrità del Cristo e il suo martirio.

«Tradizionalmente, i colori del Papa sono bianco e rosso. Fino a papa Benedetto XVI si optava per entrambi i colori. Papa Francesco non indossa la mozzetta rossa, ma solo la pellegrina, che è senza bottoni ed è attaccata alla veste. Si fa un gran parlare dell’assenza della finitura in pelliccia di ermellino bianco sulle vesti del Papa. A parte il fatto che non era davvero ermellino, ma un altro tipo di pelliccia, quel bordo ha senso unicamente se usato sulla mozzetta rossa. Dal momento in cui papa Francesco non indossa la mozzetta rossa non c’è bordatura di pelliccia bianca».Inutile chiedere allo stilista Lorenzo Gammarelli particolari su taglia e costo degli abiti di papa Bergoglio: non aprirà bocca. «La taglia, le misure e il costo degli abiti del Pontefice sono i nostri segreti e non li divulgheremo mai. Sarebbe irriverente!», chiarisce. Si vocifera che un abito del papa costi all’incirca seicento euro.

Un’insegna storica. L’attuale sede del negozio Gammarelli è stata aperta 139 anni fa e non è mai cambiata.

Per Francesco lo stesso calzolaio di 40 anni fa –  Papa Bergoglio non indossa le classiche scarpe rosse e preferisce le sue più comode scarpe nere, realizzate dall’artigiano argentino Carlos Samaría, specializzato in calzature ortopediche. Fedele al suo stile austero, si rivolge al suo calzolaio di fiducia che conosce da 40 anni, da quando era direttore del collegio dei Gesuiti a San Miguel, nella periferia nord di Buenos Aires. L’ottantaduenne artigiano non ha creduto alle sue orecchie quando un mattino è stato svegliato presto dalla telefonata del Pontefice. «Pronto, Samarìa? Sono Bergoglio!».

Rigorosamente in bianco:

Lo zucchetto. Un copricapo che ha registrato un boom di vendite per la possibilità di scambiarlo con il Papa in Piazza.

La fascia in vita. Semplice e bianca, Bergoglio, al contrario dei suoi predecessori, l’ha voluta senza lo stemma papale.

La veste talare.  Uguale a ogni abito talare, ma di colore bianco e con i bottoni e le asole della stessa tinta.

La pellegrina. È una mantellina senza bottoni cucita alla veste. Francesco la porta senza alcuna finitura di pelliccia.

Le scarpe. Papa Francesco ha rinunciato alle tradizionali scarpe rosse per portare
le sue calzature ortopediche.

Un team affiatato –  La sartoria Eredi Annibale Gammarelli si avvale di una decina di lavoranti,tra donne e uomini. «Ogni momento del processo di lavorazione degli abiti talari è rigorosamente artigianale»,  spiega il titolare. «I tessuti tutti naturali e Made in Italy, sono principalmente in lana o seta di vario spessore, a seconda della stagione».

di Lucia Di Spirito

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