Papa Francesco ricorda: “Saper perdonare è una grazia”

1 Maggio 2019 News

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Credit Osservatore Romano

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Piazza San Pietro è ancora abbellita per la recente Pasqua, con le decine di migliaia di fiori che sono il simbolo della Resurrezione di Gesù, la primavera della Chiesa. E in una giornata con temperature quasi estive, Francesco compie il giro in papamobile rispondendo con affetto al saluto di circa 50mila persone. È il perdono a guidare il pensiero del Papa nella catechesi dell’udienza generale dedicata ancora una volta al Padre Nostro. Francesco si sofferma sulla frase che riguarda i peccati: “come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

E inizia con queste parole: «Non esistono nella Chiesa i ‘self made man’, uomini che si sono fatti da soli. Siamo tutti debitori verso Dio e verso tante persone che ci hanno regalato condizioni di vita favorevoli». Così è importante dire “grazie” perché, pur vivendo cristianamente, ci sarà sempre qualcosa per cui chiedere perdono. Il Papa fa questo esempio: «Pensiamo ai giorni trascorsi pigramente, ai momenti in cui il rancore ha occupato il nostro cuore». Ma c’è di più, nel Padre Nostro si mostra la rivoluzione dell’amore di Gesù: perché se è vero che lui rimette i peccati anche noi siamo chiamati a perdonare. È l’impresa più difficile perché se non lo faremo «neppure il Padre vostro – si legge nel Vangelo di Matteo – perdonerà le vostre colpe». 

Bergoglio così racconta dell’imbarazzo di un sacerdote, chiamato a dare gli ultimi sacramenti ad una donna che non poteva più parlare.  Chiedendo se si pentiva dei suoi peccati, fece cenno di sì con la testa ma quando le domandò se perdonava gli altri, rispose di no. “Se tu non perdoni, Dio non ti perdonerà. ‘Padre, io non ce la faccio’. Ma se tu non ce la fai, chiedi al Signore che ti dia la forza”. Spiega Francesco: «Nella vita non tutto si risolve con la giustizia. Soprattutto laddove si deve mettere un argine al male, qualcuno deve amare oltre il dovuto, per ricominciare una storia di grazia.

Alla legge del taglione, Gesù sostituisce la legge dell’amore: quello che Dio ha fatto a me, lo restituisco a te! Pensiamo oggi, in questa settimana di Pasqua tanto bella, se io sono capace di perdonare. E se non mi sento capace, devo chiedere al Signore che mi dia la grazia di perdonare, perché è una grazia il saper perdonare». L’invito del Pontefice è di trasmettere agli altri ciò che abbiamo ricevuto, con «una parola, un abbraccio, un sorriso» ma con la pace nel cuore.

QUANDO IL SANTO PADRE HA PARLATO DI PERDONO

«Il perdono allarga il cuore, genera condivisione, dona serenità e pace. La logica del perdono e della misericordia è sempre vincente e apre orizzonti di speranza. Ma il perdono si coltiva con la preghiera, che ci permette di tenere fisso lo sguardo su Gesù». (Angelus, 26 dicembre 2018)

«Quando Dio perdona, il suo perdono è cosi grande che è come se ‘dimenticasse’. Tutto il contrario di quello che facciamo noi, delle chiacchiere: ‘Ma questo ha fatto quello, ha fatto quello, ha fatto quello…’. Perché? Perché non abbiamo il cuore misericordioso.  È un appello alla misericordia di Dio, perché ci dia il perdono e la salvezza e dimentichi i nostri peccati”. (Omelia Messa Casa Santa Marta, 1 marzo 2016)

«Chi è consapevole delle proprie miserie e abbassa gli occhi con umiltà, sente posarsi su di sé lo sguardo misericordioso di Dio. Sappiamo per esperienza che solo chi sa riconoscere gli sbagli e chiedere scusa riceve la comprensione e il perdono degli altri». (Udienza generale 3 gennaio 2018)

«Il perdono di Dio non è una fotocopia che si riproduce identica a ogni passaggio in confessionale. Ricevere tramite il sacerdote il perdono dei peccati è un’esperienza sempre nuova, originale e inimitabile. Ci fa passare dall’essere soli con le nostre miserie e i nostri accusatori, come la donna del Vangelo, all’essere risollevati e incoraggiati dal Signore, che ci fa ripartire». (Liturgia penitenziale, 29 marzo 2019)

«Il perdono libera il cuore e permette di ricominciare: il perdono dà speranza, senza perdono non si edifica la Chiesa». (Messaggio su Twitter, 7 agosto 2017)

di Benedetta Capelli

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