Papa Francesco parla ai giovani nella Domenica delle Palme

28 Marzo 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Complice anche la temperatura primaverile, domenica 25 marzo ben 50mila persone sono giunte in piazza San Pietro per partecipare alla Santa Messa per la Passione del Signore, celebrata da papa Francesco. Quella della Domenica delle Palme in cui si ricordano, appunto, l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme per andare incontro alla morte, il suo arresto e la sua Passione. Prima della messa, come di consueto, Francesco si è recato al centro della piazza, presso l’obelisco, per benedire le palme e gli ulivi. Moltissime, come dicevamo, le persone presenti tra cui tanti giovani di Roma e di altre diocesi riunitisi per la ricorrenza diocesana della XXXIII Giornata Mondiale della Gioventù.

Proprio ai giovani il Papa ha rivolto parte della sua omelia. Prima, però, ha osservato quanto sia stata scomoda e, per molti, persino scandalosa, la gioia con cui, anche dai peccatori, è stato accolto Gesù, entrato a Gerusalemme sul dorso di un umile asino: «Questa gioia osannante risulta scomoda e diventa assurda e scandalosa per quelli che si considerano giusti e “fedeli” alla legge e ai precetti rituali. Gioia insopportabile per quanti hanno bloccato la sensibilità davanti al dolore, alla sofferenza e alla miseria. Com’è difficile poter condividere questa gioia per coloro che si sentono superiori agli altri!». Sono quelli che gridano “Crocifiggilo!”: «Il grido di chi non ha scrupoli a cercare i mezzi per rafforzare se stesso e mettere a tacere le voci dissonanti. È il grido che nasce dal “truccare” la realtà e dipingerla in maniera tale che finisce per sfigurare il volto di Gesù e lo fa diventare un “malfattore”. È la voce di chi vuole difendere la propria posizione screditando specialmente chi non può difendersi. È il grido fabbricato dagli “intrighi” dell’orgoglio e della superbia». Poi si è rivolto direttamente ai giovani (molti quelli presenti in piazza): «A voi, cari giovani, la gioia che Gesù suscita in voi è per alcuni motivo di fastidio e anche di irritazione, perché un giovane gioioso è difficile da manipolare» ha detto Bergoglio, ricordando che quello di essere zittiti è un pericolo che i giovani corrono da sempre: «Far tacere i giovani è una tentazione che è sempre esistita».

Si tratta, ha aggiunto il Pontefice, di un pericolo che assume diverse forme: «Ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi e invisibili. Molti modi di anestetizzarli e addormentarli perché non facciano “rumore”, perché non si facciano domande e non si mettano in discussione. “State zitti voi!”. Ci sono molti modi di farli stare tranquilli perché non si coinvolgano e i loro sogni perdano quota e diventino fantasticherie rasoterra, meschine, tristi». Davanti a questi tentativi di ridurli al silenzio, ha esortato Francesco, i giovani possono rispondere con le parole pronunciate da Gesù e riportate da Luca nel suo Vangelo: «In questa Domenica delle Palme, celebrando la Giornata Mondiale della Gioventù, ci fa bene ascoltare la risposta di Gesù ai farisei di ieri e di tutti i tempi, anche quelli di oggi: “Se questi taceranno, grideranno le pietre”. Cari giovani, sta a voi la decisione di gridare, sta a voi decidere per l’Osanna della domenica così da non cadere nel “crocifiggilo!” del venerdì. E sta a voi non restare zitti. Se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili, tante volte corrotti, stiamo zitti, se il mondo tace e perde la gioia, vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre». 

All’esortazione del Papa i giovani hanno risposto con entusiasmo. Almeno così hanno fatto i rappresentanti dei 300 ragazzi che hanno partecipato alla riunione pre-sinodale in preparazione alla XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi di ottobre che sarà dedicata, appunto ai giovani. Arrivati vicino al Papa per il saluto, i ragazzi gli hanno subito chiesto di fare un selfie (un autoscatto, ndr) con loro.

di Tiziana Lupi

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