Papa Francesco: “No a vanità, potere e soldi”

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Papa Francesco ha criticato chi non segue Gesù per amore

Papa Francesco ha criticato chi non segue Gesù per amore

E’ partito dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci e dall’accusa di Gesù ai discepoli di cercarlo solo perché si erano saziati di cibo, ed è arrivato a invitare gli affaristi a restare fuori dalla Chiesa e a bollare chi usa la comunità cristiana per la vanità, sete di potere o soldi. Nell’omelia della messa a Santa Marta di lunedì 5 maggio, Francesco ha preso spunto dall’episodio del Vangelo del giorno (Giovanni 6, 22-29) per lanciare un’accusa durissima. Nella Chiesa, ha detto, ci sono persone che seguono Gesù solo per fare i propri interessi, perché vogliono mettersi in mostra, contare o accumulare del denaro. Dobbiamo chiederci, ha detto, se seguiamo il Signore per amore o vantaggio, «Perché siamo tutti peccatori e sempre c’è qualcosa di interessato che deve essere purificato nel seguire Gesù e dobbiamo lavorare interiormente per seguirlo per Lui, per amore». Il Pontefice ha poi ricordato i tre atteggiamenti descritti da Gesù «che non sono buoni» nel cercare Dio.

1 VANITA’
Il primo dei tre atteggiamenti sbagliati è la vanità. «Gesù in particolare, si riferisce a quei notabili, a quei “dirigenti” che fanno l’elemosina o digiunano per farsi vedere», ha spiegato il Papa. «Questi dirigenti volevano farsi vedere, a loro piaceva – per dire la parola giusta – pavoneggiarsi e si comportavano come veri pavoni! Erano così. E Gesù dice: “No, no: questo non va. Non va. La vanità non fa bene”. E alcune volte, noi facciamo cose cercando di farci vedere un po’, cercando la vanità. È pericolosa, la vanità, perché ci fa scivolare subito sull’orgoglio, la superbia e poi tutto è finito lì. E mi faccio la domanda: io, come seguo Gesù? Le cose buone che io faccio, le faccio di nascosto o mi piace farmi vedere?». «E io anche penso a noi, a noi pastori», ha proseguito, «perché un pastore che è vanitoso non fa bene al popolo di Dio», può essere prete o vescovo, ma «non segue Gesù» se «gli piace la vanità».

2 POTERE
L’altra cosa che Gesù rimprovera ai suoi discepoli è la ricerca di una posizione di potere. «Alcuni seguono Gesù, ma un po’, non del tutto consapevolmente, un po’ inconsciamente, cercano il potere. No? Il caso più chiaro è Giovanni e Giacomo (due degli apostoli, ndr), i figli di Zebedeo, che chiedevano a Gesù la grazia di essere primo  ministro e vice-primo ministro, quando sarebbe venuto il Regno», ha spiegato Bergoglio, che poi ha pronunciato parole che rimarranno: «E nella Chiesa ci sono arrampicatori! Ci sono tanti, che usano la Chiesa… Ma se ti piace, vai a Nord e fai l’alpinismo: è più sano! Ma non venire in Chiesa  ad arrampicarti». «Soltanto quando viene lo Spirito Santo», ha osservato il Papa, «i discepoli sono cambiati. Ma il peccato nella nostra vita cristiana rimane e ci farà bene farci la domanda: io, come seguo Gesù? Per Lui soltanto, anche fino alla Croce, o cerco il potere e uso la Chiesa, la comunità cristiana, la parrocchia, la diocesi per avere un po’ di potere?».

3 SOLDI
«La terza cosa che ci allontana dalla rettitudine delle intenzioni sono i soldi», ha sottolineato papa Francesco. «Quelli che seguono Gesù per i soldi, con i soldi, cercando di approfittare economicamente della parrocchia, della diocesi, della comunità cristiana, dell’ospedale, del collegio… Pensiamo alla prima comunità cristiana, che ha avuto questa tentazione: Simone, Anania e Saffira… Questa tentazione c’è stata dall’inizio, e abbiamo conosciuto tanti buoni cattolici, buoni cristiani, amici, benefattori della Chiesa, anche con onorificenze varie… tanti! Che poi si è scoperto che hanno fatto negozi un po’ bui: erano veri affaristi, e hanno fatto tanti soldi! Si presentavano come benefattori, ma prendevano tanti soldi e non sempre soldi puliti».

Chi erano Anania e Saffira
L’episodio che riguarda Anania e Saffira è negli “Atti degli Apostoli”. Erano due anziani coniugi che, per mettersi in mostra, decisero di vendere un campo e di offrire una parte del ricavato agli Apostoli, dicendo che si trattava dell’intera somma. Anania depose il denaro ai piedi degli Apostoli, ma Pietro, soprannaturalmente a conoscenza dell’inganno, lo rimproverò duramente e Anania subito cadde morto. Arrivò poi Saffira,
che, ignara, confermò quanto aveva detto il marito: cadde così morta anche lei.

di Franco Oppedisano

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