Papa Francesco: “L’anzianità è una vocazione”

14 Marzo 2015 Foto e video story, Gallery

tweet
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf
  • Credit Agf

Nella catechesi di oggi Papa Francesco continua la catechesi sui nonni sottolineando l’importanza del loro ruolo nella famiglia e soprattutto nella società . “Lo faccio immedesimandomi in queste persone, perché anch’io appartengo a questa fascia di età”, scherza il Santo Padre con i presenti in piazza San Pietro.

“Quando sono stato nelle Filippine, il popolo filippino mi salutava dicendo: “Lolo Kiko” (cioè nonno Francesco) “Lolo Kiko”, dicevano… Una prima cosa è importante sottolineare: è vero che la società tende a scartarci, ma di certo non il Signore. Il Signore non ci scarta mai. Lui ci chiama a seguirlo in ogni età della vita, e anche l’anzianità contiene una grazia e una missione, una vera vocazione del Signore. L’anzianità è una vocazione. Non è ancora il momento di “tirare i remi in barca”. Questo periodo della vita è diverso dai precedenti, non c’è dubbio; dobbiamo anche un pò “inventarcelo”, perché le nostre società non sono pronte, spiritualmente e moralmente, a dare ad esso, a questo momento della vita, il suo pieno valore”, continua Francesco rivolto alla folla.

“Sono stato molto colpito dalla “Giornata per gli anziani” che abbiamo fatto qui in piazza San Pietro lo scorso anno, la piazza era piena. Ho ascoltato storie di anziani che si spendono per gli altri, e anche storie di coppie di sposi, che dicevano: “Facciamo il 50.mo di matrimonio, facciamo il 60.mo di matrimonio”. È importante farlo vedere ai giovani che si stancano presto; è importante la testimonianza degli anziani nella fedeltà. E in questa piazza erano tanti quel giorno. È una riflessione da continuare, in ambito sia ecclesiale che civile”.

“Cari nonni, cari anziani, mettiamoci nella scia di questi vecchi straordinari! Diventiamo anche noi un po’ poeti della preghiera: prendiamo gusto a cercare parole nostre, riappropriamoci di quelle che ci insegna la Parola di Dio. È un grande dono per la Chiesa, la preghiera dei nonni e degli anziani! La preghiera degli anziani e dei nonni è un dono per la Chiesa, è una ricchezza! Una grande iniezione di saggezza anche per l’intera società umana: soprattutto per quella che è troppo indaffarata, troppo presa, troppo distratta. Qualcuno deve pur cantare, anche per loro, cantare i segni di Dio, proclamare i segni di Dio, pregare per loro! Guardiamo a Benedetto XVI, che ha scelto di passare nella preghiera e nell’ascolto di Dio l’ultimo tratto della sua vita! È bello questo. È una cosa bella la preghiera degli anziani”.

Noi possiamo ringraziare il Signore per i benefici ricevuti, e riempire il vuoto dell’ingratitudine che lo circonda. Possiamo intercedere per le attese delle nuove generazioni e dare dignità alla memoria e ai sacrifici di quelle passate. Noi possiamo ricordare ai giovani ambiziosi che una vita senza amore è una vita arida. Possiamo dire ai giovani paurosi che l’angoscia del futuro può essere vinta. Possiamo insegnare ai giovani troppo innamorati di sé stessi che c’è più gioia nel dare che nel ricevere“.

“Come vorrei una Chiesa che sfida la cultura dello scarto con la gioia traboccante di un nuovo abbraccio tra i giovani e gli anziani! E questo è quello che oggi chiedo al Signore, questo abbraccio”, conclude papa Francesco.

A.S.

TAG

, , , , ,

VEDI ANCHE