Papa Francesco, la storia della sua croce

11 Aprile 2014 Mondo di Francesco

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La croce in argento al petto di papa Francesco (credits: Corbis Images)

La croce in argento al petto di papa Francesco (credits: Corbis Images)

Di quella croce pettorale che spicca sull’abito bianco si è iniziato a parlare sin dal momento dell’elezione di papa Francesco, quando il nuovo Pontefice si è affacciato dalla loggia delle benedizioni della Basilica Vaticana. Cosa è rappresentato sulla croce che il Pontefice ha sul petto? Non sembra d’oro… L’avrà comprata o gliel’hanno regalata?

A dare la risposta a queste domande è Giuseppe Albrizzi, artigiano di Vidigulfo, paese in provincia di Pavia, che nel suo laboratorio crea oggetti e arredi sacri. Non solo croci, dunque, ma anche calici, anelli pastorali e tanti altri articoli con cui fornisce negozi in Italia e in Europa. È proprio in uno di questi che la croce di papa Francesco è stata acquistata, racconta Albrizzi, «quando lui era ancora arcivescovo di Buenos Aires. L’ha comprata tra il 1998 e il 1999, in un negozio di Roma, un sacerdote per regalarla a Bergoglio».Quella croce è ancora lì sul suo petto. Francesco continua a indossarla anche ora che è diventato Papa.

Non è di ferro, come qualcuno aveva inizialmente ipotizzato pensando all’austerità ormai proverbiale del Pontefice, ma d’argento. A disegnarla, rivela Albrizzi, è stato il suo maestro Antonio Vedele e lui, su quel modello originale, negli anni ne ha realizzate molte, perché quella croce è una delle più richieste, acquistate di solito da vescovi e cardinali. L’immagine che vi è rappresentata è molto cara al Santo Padre: quella del buon pastore. «Siate pastori con l’odore delle pecore» ha detto ai sacerdoti nell’omelia della Messa del 28 marzo 2013, pochi giorni dopo la sua elezione, esortandoli per strada.

La bellissima parabola

Pochi giorni dopo, commentando in piazza San Pietro il Vangelo della IV Domenica di Pasqua, quello con la parabola del Buon Pastore, ha aggiunto: «è davvero bellissima questa parabola. Gesù vuole stabilire con i suoi amici una relazione che sia il riflesso di quella che Lui stesso ha con il Padre». E, «per esprimere questa intesa profonda, questo rapporto di amicizia, Gesù usa l’immagine del pastore con le sue pecore: lui le chiama ed esse riconoscono la sua voce, rispondono al suo richiamo e lo seguono».

Del resto è ancora freschissimo il ricordo di papa Francesco che lo scorso 6 gennaio, nel giorno dei festeggiamenti per l’Epifania, visitando il presepe vivente nella parrocchia di Sant’Alfonso de’ Liguori alla Giustiniana, a Roma, si è caricato sulle spalle un agnellino tra gli sguardi prima meravigliati e poi entusiasti dei fedeli presenti.

La croce “rubata”

C’è un’altra croce custodita sul petto di Francesco ed è legata a un episodio curioso della sua vita. L’ha raccontato lo stesso Bergoglio: molti anni fa a Buenos Aires, Francesco era solito confessarsi a un sacerdote che si chiamava José Aristi. Quando è morto, Francesco gli ha portato dei fiori e tra le mani della salma ha visto un rosario. «Ho tolto con un po’ di forza la croce della corona» ha raccontato il Papa «e ho invocato Aristi: “dammi la metà della tua misericordia. Da allora la tengo in un sacchetto sotto l’abito e quando mi viene un pensiero cattivo contro qualcuno, porto la mano a quella croce e sento la Grazia».

La colomba

La colomba dello Spirito Santo è uno dei simboli più diffusi nell’iconografia cristiana. Ha un significato ampio e contraddistingue tutte le azioni divine nell’umanità.

La pecorella smarrita

Il riferimento è alla parabola del Vangelo che considera più importante recuperare una pecora che si era perduta piuttosto che badare alle altre 99 del gregge.

Il buon pastore

Nel Vangelo di Giovanni si definisce Gesù “il buon pastore” perché chiama le pecore a una a una, conducendole fuori dal recinto, ed è pronto a dare la propria vita per loro.

di Tiziana Lupi

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