Papa Francesco: in volo verso Oriente

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Credit: AGF

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Un tweet ha dato ufficialmente il via al viaggio di papa Francesco nella Repubblica di Corea,
mercoledì 13 agosto: «Nel giorno della mia partenza, vi invito ad unirvi a me in preghiera per la Corea e l’Asia tutta», ha scritto, prima di decollare dall’aeroporto di Roma Fiumicino per il suo terzo viaggio apostolico all’estero, dopo Rio de Janeiro e la Terra Santa, e il primo in Asia, dove l’ultimo pontefice ad andare era stato, nel 1999, Giovanni Paolo II.

Durante il volo, Francesco ha chiesto ai 77 giornalisti presenti «una preghiera in silenzio per Simone Camilli (il reporter rimasto ucciso a Gaza, ndr), uno dei vostri che oggi era andato in servizio» e, mentre l’aereo sorvolava la Cina, ha indirizzato un telegramma (invocando “la divina benedizione per la pace e il benessere della nazione”) al presidente cinese Xi Jinping che, per la prima volta nella storia ha permesso il sorvolo dello spazio aereo cinese a un volo papale.

Ad accoglierlo all’aeroporto Incheon di Seul, Francesco ha trovato la presidente Park Geunhye che, solitamente, aspetta gli ospiti nel palazzo presidenziale, la Blue House, dove il Papa si è recato nel primo pomeriggio e, rivolto alle autorità presenti, ha sottolineato «la necessità di trasmettere ai nostri giovani il dono della pace», che rappresenta «la perenne sfida di abbattere i muri della diffidenza e dell’odio, promuovendo una cultura di riconciliazione e solidarietà». Parole cariche di significato perché pronunciate in una terra, la Corea appunto, divisa in due da quasi settant’anni e «che ha sofferto lungamente a causa della mancanza di pace».

Una pace che, per Francesco, «non è semplicemente assenza di guerra ma opera della giustizia. Essa non ci chiede di dimenticare le ingiustizie del passato, ma di superarle attraverso il perdono». Il dramma coreano ha portato anche a molti drammi familiari: nel momento dello scoppio della guerra tra le due Coree nel 1950 molte famiglie vennero spezzate e non hanno mai più avuto l’occasione di ricongiungersi. Dopo la cerimonia di benvenuto, il Pontefice ha concluso la prima giornata asiatica con l’incontro con i vescovi della Corea, che ha invitato a essere «custodi della memoria» e anche «custodi della speranza che ha ispirato i martiri coreani». Quei 124 martiri che Francesco è venuto a beatificare di persona dopo un viaggio di 9mila chilometri.

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