Papa Francesco fra i giovani della “Cittadella Cielo”

2 Ottobre 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Chiara Amirante, la fondatrice della Comunità “Nuovi Orizzonti”, in uno dei numerosi incontri privati glielo aveva detto e ripetuto: «Santità, quella è casa sua, quando vuole noi l’aspettiamo!». E il Papa non si è fatto attendere a lungo. Lo scorso 24 settembre alle 9.15, ha raggiunto in auto la “Cittadella Cielo” di Frosinone , sede centrale di Nuovi Orizzonti, che offre accoglienza e aiuto alle persone cadute nel baratro della droga, dell’alcolismo, della prostituzione, del gioco d’azzardo e di altre dipendenze, attraverso centri di ascolto e sostegno alla vita, case famiglia, laboratori ma soprattutto grazie alla “Spirit-therapy”, la terapia dello Spirito che accelera la guarigione del cuore. I ragazzi, ospiti della grande struttura bianco-celeste, già da settimane si stavano preparando all’evento tra cucina, pulizie, organizzazione, cercando di mantenere il massimo riserbo. Ma quando la Volkswagen Golf blu ha svoltato per via Tommaso Landolfi e Bergoglio è sceso dalla vettura, la notizia è circolata alla velocità della luce e decine di persone si sono accalcate fuori dai cancelli con la speranza di salutarlo.

Una visita di martedì, che aveva tutta l’aria di un Venerdì della Misericordia, durata più di sei ore e scandita da tanti momenti di gioia e condivisione. Prima l’incontro nel salone con canti, preghiere, balli e le toccanti testimonianze di cinque giovani “simbolo” di Nuovi Orizzonti.

Poi il discorso tutto a braccio di Francesco, intervallato da applausi, battute, risate e lacrime. Ancora la Santa Messa nella cappella, l’abbraccio ai bambini, lo scambio dei regali, il pranzo tutti insieme finché nel giardino della struttura, pala alla mano, il Papa ha piantato un piccolo ulivo simbolo di speranza e ricostruzione. Con il Pontefice anche alcuni ospiti d’eccezione: oltre  al tenore Andrea Bocelli di cui abbiamo parlato nelle pagine precedenti, c’era il cantautore Nek: entrambi si sono esibiti davanti al Papa. Ed entrambi   sono “Cavalieri della luce”, ambasciatori speciali per Nuovi Orizzonti del messaggio della risurrezione e della verità di Cristo. Con loro anche il conduttore Fabio Fazio.

«Se rispondessi alle vostre domande sarebbero solo parole, come cantava la grande Mina… Sarebbe come sporcare la sacralità di quello che voi avete detto, perché voi non avete detto parole, avete detto vite, storie cammini… Le vostre storie sono storie di sguardi che non riempivano la vita, ma a un certo momento, avete sentito uno sguardo, uno, che non era come gli altri, era quello soltanto: uno sguardo che ti ha guardato con amore. Anch’io conosco quello sguardo. E quando quello sguardo ti ha amato, ti ha anche preso per mano, dagli inferi e non ti ha portato in un laboratorio per metterti in un alambicco di purificazione, no, le cose artificiali il Signore non le vuole. Ti ha detto: vieni con me». Questa è stata la prima riflessione del Pontefice di fronte a Mirko, Elena, Jefferson, Dario e Irene, ragazzi che hanno avuto la forza di risalire dai loro inferni fatti di violenza e tossicodipendenza, di aborto e anoressia, di infanzia trascorsa nelle favelas del Brasile o senza genitori, e di trovare poi la luce della Fede così intensa da renderli oggi missionari e aiuto per altri in difficoltà. Si è commosso il Santo Padre e a ogni ragazzo ha consegnato una parola. A Jefferson ha parlato della pazienza di Dio, che sempre ci aspetta finché non siamo pronti a servirlo. A Elena, che voleva tanto sentirsi apprezzata dagli altri da svendere il suo corpo, e scopertasi incinta ha voluto abortire, Bergoglio ha ricordato che anche Adamo è stato creato dal fango.

E poi ascoltando le lotte combattute dagli altri giovani guerrieri ha detto sorridendo: «Ma, Mirco, sei proprio il campione delle lotte! La tua sconfitta finale però è la più bella, quando sei stato capace di dire a Gesù: hai vinto, complimenti». La loro testimonianza dell’incontro con Cristo ha colpito tanto il cuore del Papa che ha esclamato: «Mi avete colpito! Voi non avete fatto un corso di indottrinamento… O uno di questi corsi che amano gli imprenditori: “come vincere nella vita”, o “come guadagnare amici”… No. Voi siete stati chiamati, guardati, vinti, accarezzati: la carezza di Gesù».

Quindi ha concluso con un ultimo avvertimento che vale per tutti: guai a sentirci salvati una volta per sempre e attenzione ai «demoni educati» che suonano il campanello, chiedono permesso e vengono a sporcare la casa che Dio ha pulito. «State attenti perché a tutti, anche a me, è successo questo. A un certo punto ti trovi con il desiderio dell’onnipotenza. Non vuoi lasciare che sia Lui a sollevarti e dici “Sì, sì, grazie Signore, ma io mi arrangio anche con questo”» ha avvertito il Papa. Intensa è stata la Messa celebrata da Francesco con numerosi sacerdoti e l’arcivescovo Rino Fisichella, poi il pranzo tutti insieme, gustato in allegria fino al dessert. Infine il Papa, non ancora stanco, ha voluto salutare uno per uno i 500 fedeli presenti e solo poco prima delle 16 ha fatto rientro in Vaticano.

«È stata una festa in famiglia, un incontro “da cuore a cuore” e per noi un dono inatteso del cielo» ha detto Chiara Amirante, fondatrice della Comunità nata 25 anni fa e oggi patrimonio di rinascita per 750mila persone in tutto il mondo.

di Cecilia Seppia

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