Papa Francesco festeggia il suo compleanno con i bambini

19 Dicembre 2018 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Sono davvero inedite le immagini della grande festa organizzata domenica scorsa per il compleanno del Papa dalle suore vincenziane e dai volontari del Dispensario pediatrico Santa Marta, struttura che offre cure a piccoli in difficoltà provenienti da tutto il mondo, senza distinzione di razza, nazionalità o religione.

Francesco è entrato in Aula Paolo VI alle 10.30. Sul grande palco dove fino a poche ore prima si erano esibiti gli artisti nel Concerto di Natale, era pronta per lui la solita sedia (detta il “trono”) usata per le udienze, accanto all’albero, al presepe e una serie di sorprese, di regali e di sculture di cartone… Ma questa volta papa Bergoglio ha deciso di godersi i festeggiamenti da un’altra prospettiva: nonostante le premure dei collaboratori, si è seduto sui gradoni ricoperti di velluto rosso accanto a suor Antonietta Colacchi, responsabile della Fondazione Dispensario, all’Elemosiniere pontificio, cardinale Konrad Krajewski, e il più vicino possibile ai bambini che tanto si sono impegnati perché tutto fosse perfetto! 

Prima di tutto il Papa ha guardato un filmato sui retroscena del lavoro quotidiano dei medici e volontari (sono più di 50) che donano le loro competenze al servizio dei più vulnerabili. Ha ascoltato storie e testimonianze di bambini e genitori. Si è commosso ai racconti di due mamme, una marocchina e l’altra peruviana, che senza il Dispensario non avrebbero potuto curare i loro figli. 

Ha sorriso alle parole del piccolo Giacomo che gli ha fatto gli auguri per i suoi 82 anni a nome di tutti, e infine ha applaudito il coro di ragazzini guidato dal maestro Gianpaolo Daicampi (direttore del Coro di Rovereto) che ha intonato una canzone scritta da Ludovico Sacco e intitolata Permesso, scusa, grazie, le parole “magiche” che, per Francesco, non devono mai mancare all’interno di una famiglia.

Poi è arrivato il momento tanto atteso. Preso per mano da alcuni bambini di diverse nazionalità, Francesco è rimasto meravigliato quando è stato sollevato un “mappamondo” di carta e gesso rivelando la gigantesca torta, bianca e gialla, ripiena di crema al limone, realizzata per lui dalla pasticceria Gabbiano di Pompei (NA).

Sulle note di Tanti auguri a te, il Papa ha spento le candeline e ha ringraziato i piccoli baciandoli uno a uno aggiungendo, con un grande sorriso: «Mi auguro che non ci sia un’indigestione con una torta così grande!». 

Dopo tanta gioia, tante risate, ancora musica con coreografie natalizie dei bambini ispirate alla pace, sono venute le parole del saluto finale di Francesco. Parole arrivate come sempre al cuore: «In questo tempo di Natale ho pensato se il Bambino Gesù avesse avuto qualche influenza, qualche raffreddore… Che cosa avrà fatto la mamma? Non sono sicuro che a Nazaret o in Egitto ci fosse un dispensario, ma so sicuramente che se la Madonna avesse abitato a Roma, lo avrebbe portato in questo Dispensario, sicuramente». 

E poi ha aggiunto: «Lavorare con i bambini non è facile, ma ci insegna tanto. A me insegna una cosa: per capire la realtà della vita bisogna abbassarsi, come ci abbassiamo per baciare un bambino. Gli orgogliosi, i superbi, non possono capire la vita, perché non sono capaci di abbassarsi. Tutti noi – i professionisti, gli organizzatori, le suore, tutti… – diamo tante cose ai bambini, ma loro ci danno questo annuncio, questo insegnamento: abbàssati, sii umile». 

Prima di raggiungere il Palazzo Apostolico per la recita dell’Angelus, il Papa ha donato ai bimbi delle calze natalizie piene di dolci; le famiglie, poi, si sono fermate in Aula Paolo VI per il pranzo di Natale, offerto da papa Francesco, e per lo scambio dei regali.

di Cecilia Seppia

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