Papa Francesco e i suoi sette nuovi santi

17 ottobre 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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Un lungo applauso ha accolto domenica 14 ottobre la canonizzazione di sette beati sul sagrato della basilica di una piazza San Pietro gremita da oltre 70mila fedeli. Sulla facciata della basilica già da qualche giorno erano stati appesi gli arazzi con i ritratti dei nuovi santi: papa Paolo VI, l’arcivescovo di San Salvador Oscar Romero; il fondatore dell’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento Francesco Spinelli; il sacerdote Vincenzo Romano; la fondatrice dell’Istituto delle Povere Ancelle di Gesù Cristo Maria Caterina Kasper; la fondatrice della Congregazione delle Suore Misioneras Cruzadas de la Iglesia Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù; infine il giovane Nunzio Sulprizio. 

Un numero importante di nuovi santi che permette di mostrare modi diversi di far parte della Chiesa, strade diverse per la santità: tra i sette, infatti, ci sono un pontefice, un arcivescovo, due sacerdoti, due suore e un laico. A indicare la vicinanza di due dei nuovi santi, accomunati dall’avere ricevuto critiche e calunnie, Francesco ha utilizzato durante la messa il calice, il pallio e il pastorale di Paolo VI e ha indossato il cingolo (il cordone bianco che serra in vita il camice) ancora macchiato del sangue di monsignor Romero, che lo indossava il giorno del suo martirio. 

Con Francesco hanno celebrato i padri sinodali (fu proprio Paolo VI ad istituire il Sinodo) e alla cerimonia hanno partecipato le delegazioni ufficiali d’Italia (guidata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella) e Spagna (con la Regina madre Sofia), e i presidenti di El Salvador, Cile e Panama che Bergoglio ha salutato nell’Angelus. Non c’era, invece, il papa emerito Benedetto XVI, creato cardinale da papa Montini nel giugno 1977: Francesco è andato a trovarlo sabato sera al monastero Mater Ecclesiae.

L’omelia di Francesco si è soffermata sul Vangelo di Marco, con l’episodio del giovane ricco che chiede a Gesù come avere in eredità la vita eterna: «Possiamo immedesimarci in quell’uomo, quasi a suggerire che possa rappresentare ciascuno di noi… Il Signore fissa lo sguardo su di lui e lo ama. Gesù cambia prospettiva: dai precetti osservati per ottenere ricompense passa all’amore gratuito e totale, dunque gli chiede di passare dall’osservanza delle leggi al dono di sé, dal fare per sé all’essere con Lui». Essere con Gesù, ha aggiunto Francesco, non è facile né comodo: bisogna muoversi («Non basta non fare nulla di male per essere di Gesù»), seguirlo («Non andare dietro a Gesù solo quando ti va, ma cercalo ogni giorno») e lasciare tutto ciò che si ha: «Gesù gli fa una proposta di vita “tagliente”: vendi quello che hai e dallo ai poveri». 

È una proposta che il Signore fa a ciascuno di noi: «Non si può seguire veramente Gesù quando si è zavorrati dalle cose. Il troppo avere, il troppo volere ci soffocano il cuore e ci rendono incapaci di amare. Dove si mettono al centro i soldi non c’è posto per Dio e non c’è posto neanche per l’uomo». 

Gesù insomma, ha affermato Francesco, è radicale: «Egli dà tutto e chiede tutto». E tutto è ciò che gli hanno dato i sette nuovi santi, con gioia. 

Lo ha fatto Paolo VI: «Sull’esempio dell’Apostolo del quale assunse il nome, ha speso la vita per il Vangelo di Cristo. Anche nella fatica e in mezzo alle incomprensioni». Lo ha fatto anche monsignor Romero che ha dato la vita per il Signore. 

E lo hanno fatto a loro modo  gli altri nuovi santi: «Hanno tradotto con la vita la Parola di oggi, senza tiepidezza, senza calcoli, con l’ardore di rischiare e di lasciare». E per questo papa Francesco ha concluso con un auspicio: «Il Signore ci aiuti a imitare i loro esempi».

CONOSCIAMO MEGLIO I SETTE NUOVI SANTI

Nazaria Ignazia March Mesa. Madrid (Spagna), 1889 – Buenos Aires (Argentina), 1943.

Chiamata “in religione” Nazaria Ignazia di Santa Teresa di Gesù, a 17 anni seguì la famiglia in Messico; qui entrò nelle Sorelle degli Anziani Abbandonati e iniziò la “missione” che l’avrebbe poi portata in Bolivia e in Argentina. Nel 1925 fondò la congregazione delle Missionarie Crociate della Chiesa. Beatificata da Giovanni Paolo II il 27 settembre 1992, è ricordata il 6 luglio.

Vincenzo Romano. Torre del Greco (NA), 1751 - 1831.

La sua vita è stata un esempio di missione di un parroco: don Vincenzo fu sempre vicino ai parrocchiani, tanto nelle cose della fede quanto in quelle della vita quotidiana, come dimostrò il suo impegno nella ricostruzione di Torre del Greco e della sua basilica dopo l’eruzione del Vesuvio del 1794. Beatificato il 17 novembre 1963 da Paolo VI, è ricordato il 20 dicembre (a Torre del Greco è festeggiato il 29 novembre).

Oscar Arnulfo Romero. Ciudad Barrios, 1917 – San Salvador, 1980 (El Salvador).

Romero nel 1977 fu nominato arcivescovo di San Salvador, capitale di El Salvador, Paese dilaniato dalla violenza politica. Apertamente critico verso il governo e molto vicino alle classi più disagiate, fu ucciso per ordine di un movimento ultraconservatore il 24 marzo 1980 mentre celebrava la messa. Beatificato il 23 maggio 2015 da Francesco, è ricordato il 24 marzo.

Papa Paolo VI. Concesio (BS), 1897 – Castel Gandolfo (Roma), 1978.

Giovanni Battista Montini è stato il 262° papa. Stretto collaboratore di papa Pio XII, nel 1954 fu nominato arcivescovo di Milano; cardinale dal 1958, fu eletto pontefice nel 1963 e in pratica guidò l’ingresso della Chiesa nella nostra contemporaneità. Beatificato il 19 ottobre 2014 da Francesco, è ricordato il 26 settembre (il 30 maggio nel rito ambrosiano).

Francesco Spinelli. Milano, 1853 – Rivolta d’Adda (CR), 1913.

Ordinato sacerdote nel 1875, ha fondato nel 1882 con suor Geltrude Comensoli (proclamata santa nel 2009 da Benedetto XVI) l’istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento a Bergamo. La sua missione continuò poi nella diocesi di Cremona e in particolare a Rivolta d’Adda. Beatificato il 21 giugno 1992 da Giovanni Paolo II, è ricordato il 6 febbraio.

Maria Caterina Kasper. Dernbach (Germania), 1820 - 1898.

Le condizioni di vita della sua famiglia non le consentirono di seguire subito la sua vocazione. Nel 1848 aprì una casa per i poveri nel suo paese e riunì il primo nucleo di quella che sarebbe divenuta la congregazione delle Povere Ancelle di Gesù Cristo, che si sarebbero poi diffuse in diversi Paesi del mondo. Beatificata da Paolo VI il 16 aprile 1978, è ricordata il 2 febbraio.

Nunzio Sulprizio. Pescosansonesco (PE), 1817 – Napoli, 1836.

Presto orfano, Nunzio ebbe un’infanzia durissima, nella quale alle sventure familiari si unirono la violenza dello zio che l’aveva preso in casa e un tumore che lo fece ricoverare all’ospedale degli Incurabili di Napoli, dove morì a soli 19 anni, dopo aver dedicato il suo tempo ad aiutare gli altri malati. Beatificato da Paolo VI il 1° dicembre 1963, è ricordato il 5 maggio.

CHI SONO I POSTULATORI CHE HANNO “INDAGATO” SUI LORO SANTI

Per PAOLO VI: PADRE Antonio MARRAZZO

Già “curatore” di una quarantina di cause di beatificazione e canonizzazione, padre Antonio Marrazzo della famiglia dei Redentoristi mette in luce l’apertura al dialogo di papa Montini, che definisce “difensore della vita nascente” riferendosi ai due miracoli che gli sono stati riconosciuti e che riguardano situazioni di gravidanze in difficoltà estrema.

Per MONS. ROMERO: MONS. VINCENZO PAGLIA

Mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la Famiglia, ha ricevuto dall’arcivescovo di San Salvador l’incarico di seguire “la causa impossibile di Romero” e ancora oggi indossa una delle croci di “monsignor pollicino”, com’era chiamato Romero. È stata una causa lunga e piena di ostacoli: mons. Paglia ha detto di aver ricevuto minacce per la sua dedizione a portare avanti il compito. 

Per DON SPINELLI:

SUOR Concetta DIPIETRO

Suor Concetta Dipietro è stata scelta dalle Suore Adoratrici del SS. Sacramento, congregazione fondata da don Spinelli, dopo la guarigione inspiegabile di un neonato avvenuta nel 2007 a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, dove le Suore sono presenti dal 1958.  

Per DON ROMANO:

p. CALIFANO/D. Rivieccio

Don Francesco Rivieccio, parroco di S. Maria di Portosalvo a Napoli, ha assistito padre Giovangiuseppe Califano come postulatore di don Romano e ricorda che Paolo VI lo definì precursore della “carità sociale” nella Chiesa dei giorni nostri: «È un dono saperli santi insieme».

Per NUNZIO SULPRIZIO: 

DON Antonio. S. PAONE

Don Antonio Salvatore Paone è parroco della chiesa di San Domenico Soriano a Napoli: «Nunzio ricorda ai ragazzi che la gioventù non è solo il tempo delle decisioni affrettate o dell’emotività irrefrenabile, ma è innanzitutto il momento che Dio preferisce per farsi conoscere e dichiarare all’anima tutto il suo amore».

Per SUOR KASPER:

AVV. ANDREA AMBROSI

Veterano delle cause, l’avvocato Andrea Ambrosi ha indagato sulle virtù della fondatrice delle Povere Ancelle di Gesù Cristo, che Paolo VI definì “donna tutta fede e fortezza d’animo”. 

Per NAZARIA IGNAZIA:

S. MARIA JESùS DE MIGUEL 

Non è venuta a Roma la postulatrice suor Maria Jesùs de Miguel, ma una delegazione composta da suor Daniela Perez Ortiz, superiora delle Missionarie Crociate fondate dalla santa, dalla miracolata Maria Victoria Azuara e da suor Delia B. Espinola (da sinistra nella foto).

di Benedetta Capelli e Tiziana Lupi

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