Papa Francesco dice no alla pena di morte

8 agosto 2018 News

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Credit Osservatore Romano

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La pena di morte è totalmente inammissibile per la Chiesa: il rispetto della dignità e dell’inviolabilità dell’individuo conta più di qualsiasi reato, anche gravissimo, che egli possa aver commesso. Con questa motivazione, resa nota al mondo giovedì 2 agosto, papa Francesco ha modificato il Catechismo della Chiesa cattolica nel suo articolo 2267, nel quale non si escludeva (in particolari situazioni di “necessità” e certezza totale della responsabilità) il ricorso alla pena capitale. 

Per chiarezza: lo Stato della Città del Vaticano ha bandito da anni la pena di morte, ma la Chiesa riconosceva una sua vaghissima accettabilità. Il Papa ha tolto ogni dubbio: il “no” è tanto “etico” quanto pratico, perché la pena di morte è vista come uno strumento superato anche grazie a sistemi di detenzione più efficaci per garantire la difesa dei cittadini, senza togliere al colpevole la possibilità di redimersi. Ma quanto è ancora diffusa la pena di morte? Vi spieghiamo tutto quello che bisogna sapere.

Il Vaticano ha mai avuto la pena di morte?

Sì. Nel 1929, alla nascita dello Stato della Città del Vaticano, la pena di morte fu inserita nella sua Legge Fondamentale da Pio XI in caso di tentato omicidio del Papa. È rimasta in vigore fino al 1969, quando Paolo VI la fece decadere per qualunque reato; Giovanni Paolo II la cancellò definitivamente in occasione della stesura dell’attuale Legge Fondamentale, entrata in vigore nel febbraio 2001.

Ci sono state condanne a morte in vaticano?

Sì: solo tra il 1796 e il 1870 ci furono 527 esecuzioni, quasi tutte per opera del boia Giovanni Battista Bugatti (1779-1869), passato alla storia con il soprannome di Mastro Titta. L’ultima avvenne il 9 luglio 1870 ai danni dell’omicida Agabito Bellomo.

quali paesi del mondo l’hanno ancora?

La pena di morte è ancora prevista in 56 Paesi e 23 di questi l’hanno applicata nel 2017 con 993 condanne. La maggior parte delle esecuzioni è avvenuta in cinque Stati: Iran, Arabia Saudita, Iraq, Pakistan e soprattutto Cina. 

Qual è il Paese dove si applica di più?

Dovrebbe essere la Cina. In questo Paese, però, non c’è un “registro ufficiale” delle sentenze di esecuzione, quindi si stima che vi siano migliaia di esecuzioni ogni anno. 

Quanti Stati hanno abolito la pena di morte?

Centosei lo hanno fatto per ogni tipo di reato; sette la mantengono solo per crimini commessi in guerra o in circostanze eccezionali; 29, infine, la prevedono, ma non la applicano da almeno dieci anni o si sono impegnati a non eseguirla più.

In Italia c’è mai stata la pena di morte?

Sì fino al 1889, quando fu abolita con l’entrata in vigore di un nuovo Codice Penale. Nel 1926 fu ripristinata dal Fascismo per punire chi avesse attentato alla vita o alla libertà della famiglia reale o del capo del Governo e per vari reati contro lo Stato. Con la Costituzione repubblicana, dal 1° gennaio 1948 la pena capitale fu eliminata per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace (non per quelli in tempo di guerra).

L’ultima esecuzione nel nostro Paese?

Avvenne il 4 marzo 1947 a Torino: furono fucilati tre uomini giudicati colpevoli di una strage avvenuta due anni prima.

C’è ancora nel nostro codice penale militare?

La pena è stata prevista fino al 1994, poi è stata sostituita con l’ergastolo. Nel 2007 è stato infine modificato anche l’art. 27 della Costituzione eliminando la parte in cui la si ammetteva solo “nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”.

di Valentino Maimone

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