Papa Francesco contro i trafficanti di droga

1 Dicembre 2016 Parole e pensieri

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Credit Osservatore Romano

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Questa è una delle ferite della società contro cui spesso il Papa si è scagliato, pronunciando parole di condanna e denuncia destinate a lasciare il segno. E anche questa volta Francesco non ha usato mezzi termini. «Quando si vogliono individuare le reti di distribuzione della droga – ha detto – ci si trova di fronte a una parola di cinque lettere: “mafia”, che uccide tutti, persino chi combatte contro questa schiavitù». 

Un paragone forte ma realistico quello tra mafia e droga emerso durante il suo discorso di giovedì alla Casina Pio IV in Vaticano, dove si è svolto un convegno dal titolo “Narcotici: problemi e soluzioni di questa piaga mondiale”. Era presente una sessantina di esperti. Di fronte a loro Francesco ha usato parole dure: «La droga è una rete che cattura ancora troppe persone.

Esse sono vittime che hanno perso la loro libertà. È evidente che non c’è una sola causa che porta alla dipendenza dalla droga, ma sono tanti i fattori che influiscono, tra gli altri: l’assenza della famiglia, la pressione sociale, la propaganda dei trafficanti, il desiderio di vivere nuove esperienze». Per il Papa però, ogni tossicodipendente ha una storia personale diversa, che deve essere ascoltata, compresa e sanata. Guai a cadere nell’ingiustizia di classificare queste persone “come oggetti e attrezzi rotti”.

Sul fronte della lotta ai narcotrafficanti e al crimine organizzato, il Papa ha sollecitato il controllo dei circuiti di corruzione e del riciclaggio del denaro, risalendo dal piccolo smercio di stupefacenti alle forme più sofisticate di lavaggio dei soldi sporchi, che si annidano nel capitale finanziario e nelle banche. Il Pontefice ha ricordato, poi, la triste vicenda di un giudice argentino in prima linea nella lotta al narcotraffico, che per il suo impegno aveva ricevuto minacce: «Ricevette una foto della sua famiglia, in una lettera: “Tuo figlio va in quella scuola, tua moglie fa questo, stai attento…”.

Un avvertimento mafioso, niente di più!». Prima cosa da fare per il Papa è frenare la domanda del consumo di droghe mettendo in atto programmi sociali. Poi, puntare sul recupero e la riabilitazione delle vittime perché i feriti, gli schiavi della droga recuperino gioia nella vita e dignità. «La lotta è difficile – ha concluso Bergoglio – e ogni volta che uno ci mette la faccia corre il rischio del giudice della mia patria di ricevere una lettera con insinuazioni e minacce. Ma stiamo difendendo la famiglia umana, giovani, bambini. Come si dice tra i contadini della mia terra: “difendere i cuccioli, difendere il futuro”». 

IL MERCATO DELLA DROGA INCASSA QUASI 380 MILIARDI DI EURO ALL’ANNO

Il narcotraffico altro non è che il mercato mondiale fatto di reti e organizzazioni criminali dedite alla produzione e commercio di droga, nelle sue diverse specie. Secondo i dati del 2014, l’Ufficio Onu per la Droga e il Crimine, una persona su venti, in età compresa tra i 15 e i 64 anni, ha utilizzato almeno una volta una sostanza illecita. Per quanto riguarda la geografia del narcotraffico, dal Convegno è emerso che l’oppio ha la sua patria in Afghanistan e che i proventi della coltivazione del papavero finanziano il terrorismo. E i Balcani sono i principali corridoi di transito per l’eroina che si dirama poi in ogni direzione. In Nord America si registra oltre il 40% del consumo di cocaina globale; i principali produttori sono Colombia, Perù e Bolivia, dove dilagano violenza e povertà. È un mercato che, oggi, consente ai trafficanti di droga di incassare 380 miliardi di euro all’anno!

di Cecilia Seppia

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