Papa Francesco ai filippini in lacrime: “Gesù non delude mai”

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Lacrime. Lacrime e pioggia. E tanti impermeabili gialli tutti uguali. Perfino il Papa se n’è messo uno per proteggersi dalla pioggia e dal vento che è arrivato a disturbare il suo viaggio nelle Filippine che è stato ridotto di quattro ore per evitare un tifone.

Migliaia di persone hanno ascoltato le parole del Pontefice nell’immensa distesa di Taclobanl’aeroporto internazionale, coperte solo da quel pezzetto di plastica colorata che rendeva quella distesa come un bellissimo prato in fiore. Un controsenso se si pensa alle allarmanti condizione metereologiche. Ma anche d fronte alle intemperie papa Francesco è riuscito a commuovere e a toccare i cuori della gente con un omelia tenuta a braccio.

In realtà la predica era pronta per essere letta, ma papa Bergoglio ha preferito ‘parlare’ ai fedeli raccolti di fronte a lui attraverso piccoli gesti e il calore umano che solo lui è capace di regalare.

“Nella prima lettura abbiamo ascoltato che abbiamo un grande sacerdote che è capace di compatire le nostre debolezze, perché è stato lui stesso provato in ogni cosa eccetto il peccato”, ha detto papa Francesco, spiegando che “Gesù è come noi. Gesù ha vissuto come noi. E’ uguale a noi in tutto, in tutto tranne nel peccato, perché Egli non era peccatore. Ma per essere più uguale a noi si è rivestito, ha preso su di sé i nostri peccati. Si è fatto peccato. E questo lo dice San Paolo che lo conosceva molto bene. E Gesù va davanti a noi sempre, e quando noi passiamo attraverso qualche croce, Lui è già passato prima”.

Poi Francesco ha ricordato come tante delle persone di fronte a lui hanno perso tutto a causa delle calamità naturali e ha paragonato le loro sofferenze a quelle di Gesù: “Se oggi tutti noi ci siamo radunati qui, 14 mesi dopo che è passato il tifone Yolanda, è perché abbiamo la certezza che non saremo delusi nella fede, perché Gesù è passato prima. Nella sua passione Egli ha preso su di sé tutte le nostre sofferenze. E quando, permettetemi questa confidenza, quando io ho visto da Roma questa catastrofe, ho sentito che dovevo venire qui. Quel giorno, in quei giorni ho deciso di fare il viaggio qui. Ho voluto venire per stare con voi, un po’ tardi mi direte, è vero, ma sono qui. Sono qui per dirvi che Gesù è il Signore, che Gesù non delude. “Padre (mi potete dire voi) a me ha deluso perché ho perso la casa, ho perso quello che avevo, sono malato…”. È vero questo che mi dici, e io rispetto i tuoi sentimenti; ma Lo vedo lì inchiodato, e da lì non ci delude! Egli è stato consacrato Signore su quel trono, e lì è passato per tutte le calamità che noi abbiamo. Gesù è il Signore! Ed è il Signore dalla Croce, là ha regnato! Per questo Egli è capace di comprenderci, come abbiamo ascoltato nella prima Lettura: si è fatto in tutto uguale a noi. Per questo abbiamo un Signore che è capace di piangere con noi, è capace di accompagnarci nei momenti più difficili della vita”.

E poi ancora: “Molti di voi hanno perso tutto. Io non so che cosa dirvi. Lui sì, sa che cosa dirvi! Molti di voi hanno perso parte della famiglia. Solamente rimango in silenzio, vi accompagno con il mio cuore in silenzio”, ha continuato papa Bergoglio in spagnolo andando a braccio e poi tradotto in inglese.

“Molti di voi si sono domandati guardando Cristo: “Perché Signore?”. E ad ognuno il Signore risponde nel cuore, dal suo cuore. Io non ho altre parole da dirvi. Guardiamo Cristo: Lui è il Signore, e Lui ci comprende perché è passato per tutte le prove che ci hanno colpito”

Francesco ha fatto infine riferimento, guardando la statua della Madonna sotto la pioggia e alcuni bambini accovacciati sotto di essa, al ruolo della madre di Dio e di tutte le madri: “Noi siamo come quel bimbo che sta laggiù: nei momenti di dolore, di pena, nei momenti in cui non capiamo niente, nei momenti in cui vogliamo ribellarci, ci viene solo da tendere la mano e aggrapparci alla sua sottana e dirle: “Mamma!”. Come un bambino che quando ha paura dice: “Mamma!”. E’ forse l’unica parola che può esprimere quello che sentiamo nei momenti bui: “Madre! Mamma!”.

Facciamo insieme un momento di silenzio. Guardiamo al Signore: Lui può comprenderci perché è passato per tutte queste cose. E guardiamo a nostra Madre, e come il bimbo che sta laggiù aggrappiamoci alla sua sottana e con il cuore diciamole: “Madre!”. In silenzio facciamo questa preghiera, ciascuno le dica ciò che sente…”

Dopo un minuto di silenzio dedicato alle preghiere personali, Papa Francesco ha concluso la sua omelia sottolineando con forza che “Non siamo soli, abbiamo una madre. Abbiamo Gesù nostro fratello maggiore. Non siamo soli. E abbiamo anche tanti fratelli che, nel momento della catastrofe, sono venuti ad aiutarci. E anche noi ci sentiamo più fratelli… noi che ci siamo aiutati gli uni gli altri. Questo è tutto quello che mi viene da dirvi. Perdonatemi se non ho altre parole. Ma siate sicuri che Gesù non delude. Siate sicuri che l’amore e la tenerezza di nostra Madre non delude. E attaccati a lei come figli e con la forza che ci dà Gesù nostro fratello maggiore andiamo avanti. E come fratelli camminiamo. Grazie”.

 di Alessia Sironi

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