Padre Rombaldoni racconta: “Quel giorno in cui ho fatto da guida al Papa”

11 Settembre 2019 News

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Siamo nel centro di Roma, nel convento di Sant’Agostino, in via della Scrofa. A pochi passi da qui c’è la Domus Paulus VI, l’alloggio diventato famoso quando papa Francesco, poco dopo l’elezione, vi ritornò per pagare il conto della stanza. Non lontano è anche il negozio dell’ottico dove il Papa è andato per aggiornare gli occhiali… Sì, anche ai romani può capitare di incontrare il loro vescovo per strada: a Buenos Aires succedeva sempre, qui un po’ meno, Ma succede.

Lo sa bene padre Giuseppe Rombaldoni, che incontriamo appunto nel convento: è stato testimone di un incontro davvero speciale, che racconta a Il mio Papa, ancora commosso e soprattutto stupito nonostante sia passato un anno: «Io ho 72 anni, non sono più un ragazzino, eppure mi è capitata la grande avventura di incontrare il Papa in un modo così particolare che non l’avrei mai potuto immaginare», dice.

Il racconto del padre agostiniano è così intenso e divertente da meritare di non essere interrotto: «Il 27 agosto dello scorso anno, giorno di santa Monica, la madre di sant’Agostino, colei che lo portò alla fede, ero come sempre in chiesa, la basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio. Mi si avvicina un signore in giacca e cravatta e io già mi meraviglio, pensando al caldo che fa. Mi chiede di una statua di santa Monica: “Qui di statue non ce ne sono, ma la Santa, è sepolta qui”. Il signore dice che è proprio quel che cerca…».

«La chiesa è grande e lo accompagno alla cappella della Santa. Appena siamo lì lui inizia a spostare banchi e sedie in gran velocità… Io rimango un po’ interdetto: chi rimetterà a posto? Lui capisce e dice: “Guardi che sta arrivando il Santo Padre!”, e io rispondo “Sì, e io sono la madre badessa”. Allora aggiunge: “Si volti…”. C’era il Papa!».

«Stava arrivando dal fondo della chiesa. Sono rimasto di sasso! Saluto il Santo Padre e poi lui si raccoglie in preghiera per una ventina di minuti sulla tomba della Santa. Io nel frattempo dico al sacrestano di chiamare i confratelli: in quel momento ero da solo. Così il Papa dopo ha parlato un po’ con noi e poi è andato verso l’uscita. Camminando mi prende sotto braccio e dice: “Ma voi qui avete un Caravaggio?”. “Sì, abbiamo la Madonna di Loreto, quella che chiamano Madonna dei Pellegrini. La incontreremo ora: ci si passa davanti per uscire».

«Di fronte al dipinto il Papa s’è fermato e mi ha chiesto se gli potevo dire qualcosa sull’opera… E io mi sono messo a spiegare il quadro al Papa! Che cosa incredibile! Ascoltava con interesse, era meravigliato. Nel frattempo un bel po’ di gente si era radunata intorno a lui, tenuta a debita distanza dagli uomini della sicurezza. Poi un gendarme ha detto al sacrestano una cosa a cui non avrei mai pensato: “Per cortesia, appena siamo usciti lei ci chiuda la porta alle spalle per una decina di minuti: giusto il tempo di partire”. Sapeva che un’improvvisa uscita di gente avrebbe attirato tanta attenzione. E così siamo rimasti chiusi dentro, immersi in questa meraviglia. Che persona, il Papa! Va in visita sulla tomba di un santo come un normale pellegrino… E che amore per l’arte, che interesse per Caravaggio!».

di Adriano Alimonti

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