Noto, dove si celebra la Madonna del Carmine

17 Luglio 2014 Fare del Bene

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(credits: Getty Images)

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Ogni sabato pomeriggio nei locali parrocchiali si svolge la catechesi dell’iniziazione cristiana dei ragazzi, che si preparano a ricevere la prima comunione o la cresima. Poi tutti i giovedì c’è un’ora di adorazione eucaristica e il mercoledì, ogni quindici giorni, don Rosario Sultana guida la Lectio divina, una meditazione sul Vangelo. E il martedì, una settimana sì e una no, si danno appuntamento i membri del gruppo di preghiera di San Pio da Pietrelcina.

Ma l’elemento caratteristico della chiesa della Madonna del Carmine a Noto resta la devozione mariana, molto radicata tra i fedeli, assicura il parroco don Rosario. «Sono nato in questo stesso paese il 16 luglio di 45 anni fa, proprio il giorno in cui si festeggia solennemente la Beata Vergine Mariamadre e decoro del Monte Carmelo » , racconta. «E anche quest’anno a maggio abbiamo celebrato insieme la Peregrinatio Mariae nei quartieri della nostra parrocchia.

La Vergine del Carmelo ha visitato, come fece per la cugina Elisabetta, le nostre famiglie, ha pregato con noi nelle nostre case rendendole per grazia “piccole chiese domestiche”. Abbiamo meditato sulla presenza di Maria nella Chiesa e nella nostra vita. Accogliendola, accogliamo Gesù che bussa alla porta del nostro cuore per porre la sua dimora in mezzo a noi».

Don Sultana, alla guida della parrocchia da due anni, è sacerdote dal 2000 e ha anche un’altra responsabilità affidatagli dal vescovo Antonio Staglianò: dirige l’Ufficio cultura e comunicazioni sociali della diocesi di Noto ed è segretario della Commissione regionale per la Cultura e le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale siciliana. Ma riesce a conciliare i suoi impegni
con la vita di pastore: puntuale nel confessionale, a guidare la preghiera del rosario e la coroncina a Maria, a presiedere la celebrazione eucaristica e dei Vespri nella maestosa parrocchia.

Le prime notizie sulla chiesa del Carmine, allora annessa al convento dei Carmelitani, risalgono al 1343; nei secoli ha cambiato il suo aspetto esterno, soprattutto a causa del terremoto che nel 1693 la distrusse in gran parte. Dopo il sisma la parte superiore della facciata fu ricostruita con il campanile e una nicchia per la Madonna: il suo rosone centrale, traforato a dodici raggi, resta uno tra i più belli di tutta l’isola.

Questa è Noto
Dichiarata dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”, Noto è conosciuta come capitale del barocco, stile che caratterizza l’impianto architettonico della cittadina, che dista appena 32 chilometri da Siracusa. Famosa a livello mondiale è l’Infiorata, che dal 1980 si svolge in via Nicolaci fino alla Chiesa di Montevergini la terza domenica di maggio e vede coinvolti, oltre alle scuole d’arte di Noto, altri artisti locali e non. Che con la loro sapiente maestria realizzano disegni a tema usando soltanto fiori, petali e torba. Tra le perle naturalistiche dei dintorni, le spiagge di Eloro – con la sabbia bianca e fine – e di Calamosche, oltre alle riserve naturali «Oasi faunistica di Vendicari» e «Cavagrande del Cassibile», con due laghetti di acqua dolce. Sul fronte delle prelibatezze, assolutamente da assaggiare granite, cannoli e arancini siciliani.

di Laura Badaracchi

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