Musei Vaticani: il Papa inaugura una mostra di arte indios

24 Ottobre 2019 News

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Credit Osservatore Romano

Si chiama Mater Amazonia – The deep breath of the world (in inglese “Madre Amazzonia – Il profondo respiro del mondo, ndr) la mostra che papa Francesco ha inaugurato personalmente il 18 ottobre nei Musei Vaticani. È una “estensione” del Sinodo dei Vescovi. La mostra è stata allestita all’interno del rinnovato Museo Etnologico che proprio con l’arrivo di papa Francesco è stato presentato ufficialmente al pubblico. La rassegna Mater Amazonia espone testimonianze di popoli extraeuropei di carattere artistico e culturale raccolte da papa Pio XI nel 1925. La storia è interessante: allora si era pensato a un evento temporaneo ma è poi diventata una mostra permanente. Il Papa lo ha sottolineato subito: «Penso che i Musei Vaticani siano chiamati a diventare sempre più una “casa” viva, abitata e aperta a tutti, con le porte spalancate ai popoli del mondo intero. Musei Vaticani aperti, a tutti, senza chiusura. Un posto dove tutti possano sentirsi rappresentati; dove percepire concretamente che lo sguardo della Chiesa non conosce preclusioni». 

Il Santo Padre ha proseguito sull’argomento: «Chi entra qui dovrebbe sentire che in questa casa c’è spazio anche per lui, per il suo popolo, la sua tradizione, la sua cultura: l’europeo come l’indiano, il cinese come il nativo della foresta amazzonica o congolese, dell’Alaska o dei deserti australiani o delle isole del Pacifico. Tutti i popoli sono qui, all’ombra della cupola di San Pietro, vicini al cuore della Chiesa e del Papa. E questo perché l’arte non è una cosa sradicata: l’arte nasce dal cuore dei popoli».

Francesco non ha mancato di ringraziare architetti, tecnici e operai, ma non solo: «Grazie per aver voluto inaugurare questo nuovo allestimento con una mostra speciale dedicata all’Amazzonia, proprio nei giorni del Sinodo dedicato a questa regione. E per questo ringrazio anche i Missionari della Consolata, i Salesiani, i Cappuccini, i Saveriani: diversi carismi che si sono incontrati in nome dell’Amazzonia».

di Antonio de Felice

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