Monsignor Todisco: “Caro Papa, torno a fare il missionario!”

28 aprile 2017 Gente di Francesco, News

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Credit Osservatore Romano

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Quante volte abbiamo sentito papa Francesco invitare noi e tutti i religiosi della Chiesa a uscire dalla propria parrocchia per andare a portare la Parola di Dio e un aiuto concreto agli ultimi della Terra. A tutti coloro che soffrono, a prescindere dal Paese in cui vivono o dal colore della loro pelle.

«Siamo tutti invitati ad “uscire”, come discepoli missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana», disse il Santo Padre lo scorso anno per la 90ª Giornata Mondiale del Missionario. Certo, occorre davvero tanto coraggio per andare in missione. Un coraggio che non manca sicuramente a monsignor Gianfranco Todisco, il vescovo di Melfi.

La sua è una storia davvero emozionante che è venuta alla luce venerdì scorso. Quel giorno, infatti, nel consueto bollettino quotidiano della Sala Stampa è stata pubblicata la notizia della sua rinuncia al guida della diocesi. Monsignor Todisco ha 71 anni ed è quindi ancora lontano dalla soglia dei 75 anni, ossia il limite del “pensionamento” per i vescovi e quindi delle loro “dimissioni” (vedi riquadro a destra).

In realtà la motivazione dietro a questa rinuncia non è affatto dovuta a una questione anagrafica. Monsignor Todisco, infatti, lascerà la sua diocesi per andare a fare il missionario. Una scelta che aveva già condiviso con papa Francesco in una lettera inviatagli il 7 novembre scorso spiegando come non riuscisse a sentire del tutto sua quella carica (ricevuta nel 2002), di cui pure aveva reso grazia a Dio: “Ho accettato questo perché ho sempre visto nelle decisioni dei superiori la volontà di Dio”. Il religioso, infatti, aveva già trascorso 21 anni in missione tra Canada e Colombia.

Francesco rispose subito a quella lettera e il 13 dicembre,  giorno dell’anniversario della nomina a vescovo di Melfi, volle telefonare a monsignor Todisco: «Sei ancora sicuro di voler partire?» gli chiese.

A quel punto Todisco ha confermato la sua volontà, ricevendo l’assenso di Francesco e soprattutto la sua benedizione per quello che sarà un lavoro decisamente difficile. Todisco, infatti, si trasferirà a Tegucigalpa, la capitale dell’Honduras la cui diocesi è guidata dal cardinal Maradiaga, amico del Papa: «Lì c’è una città da 500mila abitanti nella quale operano solo due preti: io sarò il terzo», ha raccontato monsignor Todisco che partirà il prossimo giugno.

MA UN VESCOVO PUO’ DIMETTERSI?

Di regola, i vescovi sono obbligati ad “andare in pensione” quando compiono 75 anni. Per farlo, devono presentare al Papa, come prescrive il Codice di Diritto Canonico, le proprie dimissioni. Rimangono, tuttavia, “vescovi emeriti”, perché l’ordinazione episcopale vale per sempre. Ma un vescovo può formulare un “atto di rinuncia” chiedendo al Papa di dimettersi di sua spontanea volontà prima del tempo per seri motivi, come ha fatto monsignor Todisco. In altri rari casi, ben diversi da questo, è il vescovo di Roma a decidere in prima persona di rimuovere un vescovo prima del tempo per “serie ragioni pastorali”, dopo aver accertato problemi molto gravi nella diocesi da lui guidata. Di solito il Pontefice chiede prima al vescovo di dimettersi; se non lo fa, lo rimuove e ne dispone la sostituzione. (L.B.)

di Matteo Valsecchi

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