Molto rumore per… nulla

23 Gennaio 2020 In Edicola

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Cari lettori, una delle più celebri opere di William Shakespeare si intitola Molto rumore per nulla, una commedia romantica e divertente. Ma quel titolo è diventato un modo di dire molto usato. Ora, c’è rumore e rumore. Ricordate le grida dei bambini battezzati dal Papa nella Cappella Sistina, di cui abbiamo parlato nel numero scorso? In quel caso Francesco aveva usato i toni accondiscendenti e quasi complici di un nonno, suggerendo ai genitori di cogliere la “gioiosità” di quei pianti (soprattutto dovuti alla fame dei neonati). Molto rumore, insomma, per qualche cosa di bello. Non è andata così invece durante l’udienza di questa settimana, caratterizzata da una grande presenza di suore. Qui il Papa, naturalmente scherzando, ha un po’ “bacchettato” le religiose che gli si sono strette attorno, chiedendo loro col sorriso sulle labbra e un tono meno da nonno e più da… zio, di far meno baccano. Quello era per Francesco, che rifugge le manifestazioni di affetto nei suoi confronti quando sono un po’ oltre i limiti, un tipico caso di “molto rumore per nulla”. Anche se, e questo è il mio parere, questo Papa merita molto rumore e molti applausi, anche più sonori di quelli delle suore in quell’udienza di cui parliamo questa settimana. 

di Aldo Vitali

Il direttore de Il Mio Papa Aldo Vitali

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