Matrimonio: così il Papa cambia la Sacra Rota

16 Settembre 2015 Mondo di Francesco, News

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Udienza GeneraleLo scorso gennaio, incontrando giudici, avvocati e collaboratori del Tribunale della Rota Romana per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, papa Francesco aveva già anticipato l’intenzione di mettere mano alle procedure per il riconoscimento della nullità matrimoniale: «La Chiesa conosce la sofferenza di molti nuclei familiari che si disgregano, lasciando dietro di sé le macerie di relazioni affettive, di progetti, di aspettative comuni» aveva detto, spingendosi anche a  sperare che una pratica già di per sé dolorosa non dovesse più comportare un notevole esborso di denaro: «Quanto vorrei che tutti i processi fossero gratuiti!».

Martedì 8 settembre l’intenzione è diventata realtà, Francesco ha riformato le procedure per il riconoscimento della nullità del matrimonio che, a partire dall’8 dicembre (in concomitanza con l’inizio del Giubileo della Misericordia) saranno molto più snelle. Che si tratti di una riforma epocale è chiaro a tutti, anche perché arriva a tre settimane dall’inizio del Sinodo sulla famiglia che prenderà il via il 4 ottobre. Tuttavia, prima di entrare nei dettagli e vedere cosa cambia, è necessaria una precisazione: la Sacra Rota non annulla il matrimonio poiché, essendo un sacramento, non può essere annullato. Il matrimonio viene invece, in presenza di determinate condizioni, dichiarato nullo, come cioè se non fosse mai stato celebrato.

Premesso questo, la riforma di Francesco tocca alcuni punti fondamentali. Vediamoli in dettaglio.

Un solo giudizio

Com’è: Secondo un iter in vigore da quasi tre secoli (dalla riforma di Benedetto XIV), per arrivare alla dichiarazione di nullità del matrimonio era necessaria una doppia sentenza conforme. Servivano, cioè, due pronunciamenti, uno in primo grado ed uno in appello, entrambi favorevoli alla dichiarazione di nullità.

Come sarà: La doppia sentenza non è più necessaria: a eccezione dei casi più complicati e controversi, ne basta una. Scrive Francesco: “È sufficiente la certezza morale raggiunta dal primo giudice a norma del diritto”. In ogni caso, rimane la possibilità di ricorrere in appello al Tribunale ordinario della Sede apostolica, cioè alla Sacra Rota.

2 Processo breve

Com’è: Anche nei casi apparentemente più semplici, quelli in cui entrambi i coniugi chiedevano la nullità del matrimonio, i tempi di attesa sono sempre stati lunghi, arrivando in alcuni casi anche a dieci anni.

Come sarà: Nei casi in cui la nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti, si può applicare una sorta di rito abbreviato che porti alla sentenza in tempi molto ristretti. Tra i casi che possono essere risolti con il processo breve figurano «la brevità della convivenza coniugale, l’aborto procurato per impedire la procreazione, l’ostinata permanenza in una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo, l’occultamento doloso della sterilità o di una grave malattia contagiosa o di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione, la causa del matrimonio consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta per estorcere il consenso».

I costi 

Com’è: In alcuni casi la cifra necessaria per arrivare alla dichiarazione di nullità del matrimonio ha superato abbondantemente i diecimila euro, a causa degli onorari degli avvocati rotali (le sole tasse giudiziarie da versare al tribunale si aggirano sui cinquecento euro), gli unici a poter patrocinare le cause di nullità presso la Rota Romana.

Come sarà: Nei casi in cui è applicabile il processo breve, non è più obbligatorio ricorrere a un avvocato rotale anche se una consulenza legale può rendersi necessaria per scrivere il “libello”, cioè il ricorso nel quale si riassumono la vicenda matrimoniale e i motivi per cui si chiede la nullità. Per quanto riguarda, poi, le spese effettive del procedimento, papa Francesco (in linea con il suo predecessore Benedetto XVI) ha chiesto alle Conferenze Episcopali che «venga assicurata la gratuità delle procedure, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali».

Il vescovo giudice 

Com’è: Il vescovo non poteva dichiarare la nullità del matrimonio, la sentenza spettava soltanto ai giudici della Rota Romana.

Come sarà: Il vescovo della Diocesi assume un ruolo centrale e ha la responsabilità della costituzione del “giudice unico”, un chierico, eventualmente affiancato da due aiutanti laici “di vita specchiata, esperti in scienze giuridiche o umane”. Nei casi in cui è possibile applicare il processo breve, il giudice unico può essere lo stesso vescovo poiché, scrive Francesco, «in forza del suo ufficio pastorale è, con Pietro, il maggiore garante dell’unità cattolica nella fede e nella disciplina».

di Tiziana Lupi

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