Madre Teresa, tra preghiera e determinazione

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Madre Teresa vinse il premio Nobel per la pace nel 1979 (credits: Getty Images)

Madre Teresa vinse il premio Nobel per la pace nel 1979 (credits: Getty Images)

Madre Teresa di Calcutta era piccola e, soprattutto, nelle immagini che abbiamo degli ultimi anni della sua vita, piegata dalla fatica e con il viso solcato dalle rughe. Ma era solida come una roccia, nella fede come nella vita, e così l’ha ricordata, durante il suo viaggio in Albania, Francesco che l’aveva conosciuta al Sinodo dei vescovi nel 1994: «Ne ho ammirato la forza, la decisione dei suoi interventi. Diceva quello che voleva dire. Avrei avuto paura se fosse stata la mia superiora!» ha detto il Papa al sacerdote che gli faceva da interprete.

A parte la battuta, è vero che tutta la vita di questa suora, di famiglia albanese e indiana di cittadinanza, è stata all’insegna della determinazione, accompagnata da un’ininterrotta preghiera. Nata il 26 agosto 1910 a Skopje e battezzata con il nome di Agnes Gonxhe Bojaxhiu, a diciotto anni decise di diventare missionaria e si recò, prima, in Irlanda per entrare nella Congregazione delle Suore di Loreto e, poi, in India.

Beatificata cinque anni dopo la morte
Per la sua devozione a santa Teresa di Lisieux, scelse di chiamarsi suor Mary Teresa e, per vent’anni, insegnò al Saint Mary’s High School, un collegio cattolico per ragazze di buona famiglia a Calcutta, situato proprio a ridosso di Motijhil, uno degli slum, cioè le baraccopoli, più miserabili della città indiana. Il 10 settembre 1946, durante un viaggio in treno, avvertì quella che lei definì «la chiamata nella chiamata»: quel giorno e in quelli successivi Gesù le rivelò la sua sofferenza nel vedere l’incuria verso i poveri, il suo dolore per non essere conosciuto da loro e il suo ardente desiderio per il loro amore. Le chiese anche di fondare una comunità religiosa, le Missionarie della Carità, dedite al servizio degli ultimi tra gli ultimi dalle Terra.

Fu così che Madre Teresa divenne “la piccola matita di Dio”, il piccolo grande strumento nelle mani del Signore che, vestita del sari bianco bordato di azzurro, dedicò tutta la sua vita a servire Dio, cercandolo in coloro che erano «non voluti, non amati, non curati »: derelitti, malati terminali, lebbrosi. Nel 1979 ricevette il premio Nobel per la Pace e negli anni successivi aprì oltre 50 case di missione in tutti e cinque i continenti, condividendo con suore e sacerdoti, ma anche con laici e persone appartenenti ad altre confessioni religiose, il suo impegno e il suo spirito di preghiera.

Morì a 87 anni, il 5 settembre 1997. Meno di due anni dopo, per volontà di Giovanni Paolo II (legato a lei da un rapporto di profonda stima e amicizia), è stata aperta in anticipo rispetto ai tempi previsti la Causa di Canonizzazione. È stata beatificata il 19 ottobre 2003 con il nome di Beata Teresa di Calcutta.

di Tiziana Lupi

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